Tuesday, 18 July 2017 15:39

18 July 2017 – Organic Wine Day

Rome, Sala Pirelli ICE, Via Liszt 21, 10:30 am - Nomisma Wine Monitor and ITA Agency offer a reflection on the role of and opportunities for Made in Italy organic wine in foreign markets. The opportunities and promotion processes in Germany and the UK in particular will be explored and some success stories will be presented.

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La brand reputation dei prodotti tipici marchigiani secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT: gastronomia e vini sono le principali motivazioni del viaggio, dopo mare e città d’arte

(Vinitaly – Verona, 11 aprile 2016). Marche al plurale anche nella percezione della brand reputation dei suoi prodotti tipici: gli italiani che non la conoscono la collocano in basso nella classifica, per gli ‘user Marche’ è invece la terza regione italiana più attrattiva, dopo Emilia Romagna e Toscana. È quanto emerso oggi al Vinitaly da un’indagine su turisti e visitatori realizzata da Nomisma/Wine Monitor e presentata con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), nell’ambito della ricerca “Il valore socioeconomico del vino e dell’agroalimentare nelle Marche”. Secondo la survey, condotta su un campione di 1.200 interviste, la gastronomia e i vini delle Marche rappresentano un motivo importante del viaggio, dietro solo al ‘mare’ e ai ‘borghi/città d’arte’. Tra chi vede l’enogastronomia come la principale attrazione della regione, figurano soprattutto le persone con alto grado di istruzione e maggior capacità di spesa.
Questa indagine – ha detto il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzonida una parte ci inorgoglisce, dall’altra ci dice che dobbiamo fare di più sul fronte della promozione e della comunicazione del nostro territorio. E l’enoturismo, la gastronomia, il paesaggio rurale possono rappresentare un valore aggiunto determinate per lo sviluppo economico di agricoltura e turismo”. Proprio l’enoturismo, secondo Silvia Zucconi di Nomisma è la voce con grandi prospettive di crescita: “Il turismo dà un forte impulso al settore agroalimentare, sia per l’impatto diretto che ha sulla ristorazione che per l’acquisto di vino e prodotti agroalimentari, con un giro d’affari quantificato da Unioncamere in 355 milioni di euro. Rilevanza che trova conferma anche nell’indagine condotta da Nomisma, secondo la quale il 36% della spesa dei turisti afferisce all’acquisto di vini e prodotti alimentari, incidenza che sale al 50% tra gli escursionisti che visitano le Marche in giornata”.
E se per i turisti le Marche sono ritenute ospitali (25%), ricche di cibi gustosi (13%) e di vini di qualità (7%), anche l’impatto paesaggistico delle sue campagne è apprezzato. Qui la viticoltura è protagonista perchè, secondo l’indagine, oltre il 90% dei turisti/escursionisti ritiene che i vigneti presenti in regione contribuiscano a creare unicità e bellezza per il paesaggio marchigiano. Tra i vini e i prodotti alimentari svetta il Verdicchio (primo vino ricordato in termini di notorietà spontanea) con il 56%, le olive ascolane, il Ciauscolo e il rosso Conero (14%).

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Per informazioni:
Intercom – Ufficio stampa IMT
Ilaria Koeppen 334.3486392 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Viviana Laudani 328.7993824 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Ufficio Stampa Nomisma
Edoardo Caprino
Tel. 339 5933457
Giulia Fabbri
Tel. 345 6156164

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Secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT, per i consumatori italiani sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati. Grande attenzione anche per la sostenibilità ambientale.

(Vinitaly - Verona, 11 aprile 2016). Territorialità, esperienza e sostenibilità. Sono queste le parole d’ordine per il comparto vinicolo italiano secondo la nuova consumer survey realizzata da Nomisma-Wine Monitor che ha analizzato i comportamenti di consumo di vino in un campione rappresentativo della popolazione italiana over 18 tra canali di acquisto, motivazioni, prezzi e criteri di scelta. Secondo l’indagine, presentata oggi a Vinitaly dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini - IMT, per i consumatori sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati come trend di consumo dominante. Tra questi, spunta la sfida di popolarità dei bianchi il Verdicchio, l’autoctono marchigiano conosciuto dal 77% dei rispondenti, tallonato dal Vermentino (76%) e seguito a distanza da Vernaccia (67%), il Tocai Friulano (66%) e la Falanghina (62%). Una vittoria, quella dei vini identitari, sottolineata anche dall’importanza della territorialità nei criteri di scelta del vino. Stando ai dati dello studio, infatti, il 36% dei consumatori si orienta nell’acquisto principalmente in base alla provenienza dei vini, prestando attenzione alla specifica regione di produzione (26%) e alla nazionalità (10%). E mentre 1 italiano su 5 si dichiara disposto a esplorare nuovi territori e vini grazie a promozioni che strizzano l’occhio al portafoglio, il passaparola rimane la migliore arma di diffusione di massa. Nella fase di ricerca delle informazioni, per il 34% del campione il consiglio di amici e familiari è più convincente di sommelier (7%) e media specializzati (9%), che registrano il netto sorpasso del web sul cartaceo (rispettivamente 6% e 3%). Si afferma quindi l’importanza dell’esperienza, quella raccontata o vissuta direttamente attraverso degustazioni al ristorante (importanti per il 13%) ed eventi fieristici dedicati (7%).
Sono 44 milioni le persone (l’80% dei 18-65enni) che, nel corso del 2015, hanno consumato vino in Italia, con il 50% che lo beve almeno 2-3 volte a settimana e il 65% che ne assume più di 2 bicchieri ogni 7 giorni. Il consumo si rivela essere direttamente proporzionale all’età, con il 64% dei ‘Baby boomers’ (51-69 anni) che beve regolarmente più volte alla settimana, contro il 50% della ‘Generazione X’ (36-50enni) e appena il 38% dei più giovani ‘Millennials’, che però risultano essere i maggiori consumatori di sparkling. Stappato prevalentemente in casa (64%) e al ristorante (17%), resta forte il legame con la cucina, tant’è che il 20% degli intervistati suggerisce alla pubblicità di puntare sugli abbinamenti enogastronomici. Ma è una tavola sempre più verde quella degli italiani, che vedono il vino del futuro orientarsi verso marchi biologici (20%), vini carbon neutral (9%), packaging eco-sostenibili (5%) e vini vegani (4%).

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VINITALYBIO: IN DUE ANNI SONO RADDOPPIATI IN ITALIA I CONSUMATORI DI VINI BIO – OGGI SONO 10,6 MILIONI
E VOLA ANCHE L’EXPORT: 137 MILIONI LE VENDITE SUI MERCATI INTERNAZIONALI (+38% RISPETTO AL 2014)
E’ QUANTO EMERGE DALL’ANALISI WINE MONITOR-NOMISMA PRESENTATA IN OCCASIONE DEL CONVEGNO DI FEDERBIO

Verona, 11 aprile 2016 - +259% Europa, +261% mondo: sono questi i dati relativi allo sviluppo – nel periodo 2004/2014 - registrato dalla viticoltura biologica. E’ quanto emerge dall’analisi Wine Monitor – Nomisma su dati FIBL - predisposta in occasione di Vinitaly 2016 e presentata durante la Tavola Rotonda organizzata da FederBio “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l'internazionalizzazione, tenutosi oggi durante Vinitalybio (il salone dedicato ai vini biologici certificati). La viticoltura biologica dell’Unione Europea rappresenta l'84% della superficie bio del mondo.

Nel mondo il 4,5% della superficie vitata è bio; nella UE l’incidenza sale al 7,8%. La graduatoria per Paese rileva al primo posto il Messico (con uno share del 15,6%), seguito dall’Austria (10,7%). L’Italia è al terzo posto (con il 10,3%) precedendo Spagna (8,9%), Francia (8,7%), Germania (7,6%), Nuova Zelanda (6,7%), Bulgaria (5,8%) e Grecia (4,3%).

Per superfici vitate bio, l'Italia, con 72.361 ettari, è al secondo posto in Europa, dopo la Spagna (84.381 ettari). Considerando l’orizzonte temporale 2003-2014 il Paese iberico presenta una crescita del +413% mentre l’Italia del +128% e la Francia del +307% (terzo posto in graduatoria, con 66.211 ettari). Spostando l’obiettivo sulla superficie a vite biologica per regione, in Italia guida la Sicilia (27.105 ettari nel 2014, 38% sul totale italiano e +43% rispetto al 2011); seguono Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).

Ma la novità presentata a VinitalyBio è la mappatura delle dimensioni del mercato finale: nel 2015 le vendite di vino bio hanno raggiunto complessivamente 205 milioni di euro. Tale giro d’affari è realizzato per 1/3 sul mercato interno (68 milioni di euro, considerando tutti i canali - gdo, catene specializzate in prodotti bio, enoteche, ristorazione/wine, vendite diretta …) e per la restante parte (137 milioni di euro) sui mercati internazionali (+38% rispetto all’export di vino bio realizzato nel 2014). E a crescere è anche la consumer base: negli ultimi 12 mesi il 21% della popolazione italiana over 18, ovvero 10,6 milioni di persone, ha bevuto in almeno un’occasione - a casa o fuori casa - vino biologico certificato. Percentuale in continua crescita negli ultimi anni (nel 2013 era pari al 2%, nel 2014 era pari al 12%), sintomo di un forte apprezzamento da parte del consumatore, che riconosce al vino bio naturalità (44% degli user riconosce tale fattore distintivo) ma anche qualità (17%). Per tutte queste caratteristiche distintive, il 75% dei wine user bio è disposto a spendere di più per acquistare un vino con il marchio bio.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

Il marchio biologico è indubbiamente un valore distintivo di grande successo, non solo per l’alimentare, ma anche per il vino; in soli due anni la quota di consumatori italiani che beve vino bio è raddoppiata” – dichiara Silvia Zucconi Survey Coordinator Wine Monitor - Nomisma. “Ma il successo non si ferma ai confini nazionali: l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% – a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia”.

"Oltre che nel canale specializzato il vino bio sta acquistando peso nella GDO, che lo ha individuato come prodotto con grandi opportunità e dove la crescita in valore va dal 20 al 70 % a seconda delle categorie” - precisa Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio. “Il gradimento è giustificato dal fatto che il vino bio è di qualità superiore; i produttori devono prestare la massima attenzione alla qualità delle uve non essendoci trattamenti chimici in vigneto".

EXPORT
Il valore del mercato dell'export di vino bio è pari a 137 milioni di euro, con il 75% delle imprese che producono bio che portano fuori dai confini italiani la qualità e l'eccellenza del vino Made in Italy. La Germania è il primo Paese di destinazione del vino bio italiano (dove il mercato italiano del vino bio) produce il 38% del fatturato complessivo), seguita da USA e Svizzera.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

La qualità organolettica, l'affidabilità dell'azienda, la tracciabilità del prodotto, la presenza di altre certificazioni bio e la provenienza italiana sono ritenute dalle imprese italiane le principali caratteristiche vincenti del vino bio italiano sui mercati esteri.
Molte imprese italiane credono nell'export e ritengono che nel prossimi tre anni il loro fatturato estero possa continuare a cresce ogni anno a doppia cifra, individuando, in USA, Unione europea, Giappone e Canada i mercati più promettenti. Crescita che potrebbe essere ulteriormente rafforzato se fosse possibile poter contare su un maggior coordinamento istituzionale per la promozione dei vini bio (il 26% delle imprese che oggi non esporta individua in tale fatto re il principale ostacolo).

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UFFICIO STAMPA FEDERBIO - FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA
Silvia Pessini This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - Cell. 348 3391007
Aries Comunicazione

UFFICIO STAMPA NOMISMA
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Edoardo Caprino – Cell 3395933457
Giulia Fabbri – Cell 3456156164

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Verona, Vinitaly 2016, Arena Conference Center, Puccini Hall, at 3:00 p.m. – On the basis of the figures, forecasts and analyses of Nomisma’s Wine Monitor, Federbio is organizing the round table focused on " The European market for organic wine: strategies for development and internationalization", in which will be discussed the activities to promote internationalization, the expectations of consumers, producers and trade, and development prospects, comparing the experiences of international players of the highest level.

Programme

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Friday, 25 September 2015 00:00

25 September 2015 - Wine Monitor: USA Focus

Bologna – The US market will be the leading character of the Wine Monitor’s US Focus, developed in collaboration with Wine Meridian.

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Padova, Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo (Veneto Region Federation of Cooperative Credit Banks), at 9.00 - Denis Pantini, Head of the Agriculture and Food Industry Unit of Nomisma, participates in the conference of Fedagri Veneto "Prosecco and Amarone: two specialities of Veneto viticulture" with the speech "The two wines domestic and international market outlook"

Programme

 

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Thursday, 25 June 2015 00:00

25 June 2015 – DurantExpo

Tenuta Bocca di Lupo (Minervino Murge),  at  16.30 – Denis Pantini, Head of the Agriculture and Food Industry Unit of Nomisma, participates at the Conference “Aggregations and mergers: what future for the Apulia Wine & Food and which perspectives in the international markets? ".

Programme

 

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La Toscana è la terza regione italiana sui mercati internazionali per l’export di vino (15% a valore).
Un riconoscimento che arriva anche dal consumatore degli Stati Uniti: la Consumer Insight di Wine Monitor mostra che il 21% dei consumatori di vino indica la Toscana come regione produttiva dei vini che apprezza di più.

Di vino e globalizzazione se ne parla in un evento Fuori Expo – 6 giugno - organizzato da Maremma TV assieme alla Provincia di Grosseto e ai Comuni maremmani. Ma il protagonista non è solo il vino: 5 gli incontri tematici, con un nuovo format. Nomisma è partner scientifico

MILANO - CHIOSTRI DELL’UMANITARIA DAL 2 AL 7 GIUGNO

Milano, 28 maggio 2015 – Il vino è sempre più un prodotto “globalizzato”. A dirlo sono i numeri di Wine Monitor Nomisma (www.winemonitor.it). Lo spostamento dei consumi mondiali di vino dai Paesi tradizionalmente produttori e consumatori (Italia, Francia e Spagna) verso “nuove” aree di consumo ha infatti dato un forte impulso agli scambi internazionali di settore, che nel giro di 15 anni sono quasi raddoppiati arrivando a quasi 26 miliardi di euro nel 2014.

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Fonte Wine Monitor Nomisma – www.winemonitor.it

I produttori vitivinicoli italiani hanno saputo certamente cogliere le nuove opportunità di business derivanti da tale globalizzazione: nel decennio 2004-2014 le vendite di vino Made in Italy sui mercati esteri sono passate da 2,8 a 5,1 miliardi di euro. L’importanza del ruolo dei mercati internazionali per il vino è confermata dal fatto che nel 2014, per la prima volta, le esportazioni a volume hanno raggiunto dimensioni analoghe ai consumi interni (poco più di 20 milioni di ettolitri).

Non a caso negli ultimi anni il fatturato del settore è stato trainato dalla domanda estera, una circostanza che è destinata ad accentuarsi ancor di più negli anni a venire, considerata la progressiva contrazione dei consumi interni (-34% negli ultimi quindici anni, a cui va aggiunto un  -9% stimato entro il 2019).

La Toscana si piazza al terzo posto nella classifica dell’export di vino: 761 milioni di euro di vino esportati nel 2014, con un balzo in avanti del 2% rispetto al 2013 ma con una performance di medio periodo molto positiva (+49%). Guida il Veneto, con 1,67 miliardi di export di vino (+63% rispetto al 2009), soprattutto grazie anche al momento magico che stanno vivendo Prosecco e Amarone.

La Survey di Wine Monitor sugli operatori internazionali, ha misurato, tra le altre cose, la brand awareness dei territori vinicoli europei e ha messo in luce le principali zone di produzione di vini di successo: ben 6 regioni sono italiane. Tra queste primeggia ancora una volta il Veneto – che sembra aver ormai conquistato una sorta di leadership nel panorama dell’export enologico internazionale – seguito nell’ordine da Toscana, Sicilia, Piemonte. Ma è anche il consumatore a dare il più importante riconoscimento alla Toscana: l’indagine Wine Trend World di Wine Monitor indica che il 21% dei consumatori di vino degli Stati Uniti individua proprio nella Toscana la regione che produce i vini che apprezza di più. Un riconoscimento al territorio che rappresenta certamente una leva strategia da potenziare.

Le variazioni di breve e lungo periodo nell'export regionale di vino (valori)
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Il dato Totale Italia è superiore alla somma dei valori regionali in quanto comprende anche i dati delle regioni i cui valori sono oscurati ai sensi della normativa sul segreto statistico.
Fonte: WineMonitor su dati Istat

Tuttavia esportare non è così facile e la concorrenza dei competitor internazionali è sempre più agguerrita: occorre quindi conoscere in maniera approfondita il mercato, diversificare l’offerta a seconda del target che si vuole intercettare e porre attenzione a packaging, etichetta e modalità di comunicazione.

Il vino non è l’unico tema di approfondimento del ciclo di incontri promossi da Maremma TV, assieme alla Provincia di Grosseto e ai Comuni maremmani, in occasione di Expo2015 a Milano presso Chiostri dell’Umanitaria dal 2 al 7 giugno.

In particolare GIOVEDÌ 4 GIUGNO dalle 10 si parlerà de “L'ignoto dell'innovazione The unknown of innovation - Innovazione tecnologica, l’evoluzione della “tradizione”, nuovi modelli aziendali e nuove figure imprenditoriali e territoriali. I rischi e i benefici”, con interventi di: Marco Stevanin, Nomisma; Carlo Santarelli, Caseificio Manciano; Giulio Detti, Assessore di Manciano (GR).

VENERDÌ 5 GIUGNO, dalle 10, si parlerà di “Madre Maremma Mother Nature. La terra come macchina produttiva – la sua cura e le sue regole. L’uso delle tecnologia in suo favore. La natura non può essere del tutto naturale”, con interventi di: Lorenzo Corino, Agronomo; Salvatore Giordano, Nomisma; Mauro Fumagalli, Casa dei Pesci; Fernando Tizzi, Pastore.

SABATO 6 GIUGNO, dalle 10, sarà la volta di “WorldWineWeb. Globalizzazione dei mercati e delle comunicazioni. Strategie per dimostrare e realizzare il valore sostenibile”, con interventi di: Emanuele Di Faustino, Nomisma Wine Monitor; Giacomo Pondini, Consorzio Morellino di Scansano; Luca Vignali, ingegnere informatico.

Per il programma completo, dal 2 al 7 giungo: www.maremma.tv.

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Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
Alessandro Pavanati Tel. 347 1265589 -   This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  
Allegra Ceresani Tel. 339 3002260 –  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

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Denis Pantini, Wine Monitor Nomisma’s project leader, presents the competitive scenario of Italian wine on international markets and offers results of the Millennial Wine Monitor Consumer Survey realised for Business Strategies in the United States.

A discussion panel on strategies for the promotion of Italian wine will follow - At Vinitaly 2015 talking with: Paolo De Castro, EP Agriculture Committee, Luca Bianchi, Head of Department for competitive policies, agri-food quality, horseracing and fishing, Ezio Castiglione, Ismea President, Gianluca Lauria, Head of Corporate BNL- BNP Paribas Group; Silvana Ballotta, CEO BS Business Strategies Srl.

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