Bologna, Palazzo di Varignana – L’evento di presentazione di Agrifood Monitor: numeri e metodi per il sistema agroindustriale italiano.

Nel ranking globale l’Italia non solo rappresenta uno dei principali esportatori di prodotti agroalimentari (quasi 37 miliardi nel 2015), ma figura anche ai primi posti per l’export di macchinari agricoli e per il food&beverage per un valore complessivo di oltre 11 miliardi di euro.

Il sistema agroindustriale del Made in Italy rappresenta quindi una componente importante dell’economia nazionale, oggi alle prese con sfide e cambiamenti di mercato sempre più impegnativi.

Agrifood Monitor nasce dalla collaborazione tra Nomisma e Crif per supportare le imprese italiane nel superare queste sfide. Grazie ad un’expertise trentennale sul settore agroindustriale, alla dotazione di strumenti innovativi ed originali utili alla comprensione delle tendenze di mercato nonché alla partnership con altri istituti e società in grado di fornire informazioni strategiche (Sose, Unioncamere Emilia Romagna, Crif Ratings), Agrifood Monitor rappresenta la piattaforma informativa online al servizio delle imprese e degli stakeholder del sistema agroindustriale per interpretare e cogliere i trend evolutivi nel contesto nazionale ed internazionale.

L’evento del 12 luglio non sarà solamente l’occasione per presentare i contenuti della piattaforma Agrifood Monitor, ma anche per conoscere nel dettaglio posizionamento competitivo, reputation e opportunità di sviluppo del made in Italy agroindustriale nel mondo. In particolare, attraverso i risultati di survey sui consumatori, verranno presentate le tendenze in atto in due mercati dalle potenzialità rilevanti come il Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti, mentre una tavola rotonda con i principali protagonisti della filiera agroindustriale italiana permetterà di comprendere le reali sfide di mercato.

Per maggiori informazioni:
www.agrifoodmonitor.it

Segreteria Scientifica
Tel. 051 6483179 - 6483158
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Segreteria Organizzativa
Tel. 051 4176111 – 051 4176214
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Verona, Vinitaly 2016, Palaexpo, Area Mipaaf, ore 10.00 – Denis Pantini, Project Leader Wine Monitor Nomisma, interviene al convegno di presentazione dell’Osservatorio del Vino parlando di “Profili di consumo e strategie distributive. Come è cambiata l’Italia del vino”.

Programma

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Verona, Palazzo della Gran Guardia  - Nel 2015 cresce in valore il giro d'affari dell’Amarone della Valpolicella e le cantine imbottigliano le annate “riserva”. Ne parlerà Denis Pantini, responsabile Wine Monitor, presentando la relazione "Il posizionamento dell’Amarone nei mercati esteri. Tendenze, prospettive e un focus sul Canada".

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Roma, Sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (via XX settembre 20), ore 11 – Denis Pantini, Project Leader Wine Monitor, e Silvia Zucconi, coordinatore Nomisma Wine Monitor, partecipano alla conferenza stampa di presentazione dell'Osservatorio del vino di UIV, elaborato e promosso da Unione Italiana Vini con la partnership strategica di Ismea e Sda Bocconi-Wine Management Lab e la partecipazione tecnica di Wine Monitor Nomisma. Denis Pantini interverrà con una presentazione dal titolo "Il tracking del canale on trade in Italia: risultati e tendenze" mentre Silvia Zucconi parlerà di "Tendenze e prospettive dei consumi di vino "away from home": le principali evidenze della survey sui consumatori italiani".

Tra i relatori:
Domenico Zonin - Presidente Unione Italiana vini
Raffaele Borriello - Direttore generale Ismea
Andrea Rea - Responsabile Wine management lab Sda Bocconi
Fabio del Bravo - Ismea

È prevista la partecipazione del Viceministro delle politiche agricole alimentari e forestali Andrea Olivero.

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Giovedì, 25 Giugno 2015 00:00

25 giugno 2015 – DurantExpo

Tenuta Bocca di Lupo (Minervino Murge),  ore 16.30 – Denis Pantini, Responsabile Area Agroalimentare Nomisma, partecipa al Convegno “Aggregazioni e fusioni: quale futuro per la Puglia del Wine&Food e quali prospettive nei mercati internazionali?”.

Programma

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Padova, Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, ore 9.00 - Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare Nomisma, partecipa al convegno Fedagri Veneto “Prosecco e Amarone: due eccellenze della vitivinicoltura del Veneto” con l’intervento su “Le prospettive di mercato dei due vini sul mercato nazionale ed estero”.

Programma

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): NEL 2014 CRESCITA EXPORT PAESI TERZI BATTE QUELLA UE 5 A 1

Bologna, 24 marzo 2015- “La variazione nell’ultimo anno dell’export di vino italiano nei mercati terzi è stata del +2,4%, contro lo 0,5% del mercato Ue-28. Una crescita, quella nei Paesi terzi, di quasi 5 volte superiore rispetto alle vendite nell’Ue, cui hanno contribuito in maniera decisiva le azioni di Ocm Promozione”. Lo ha detto oggi a Vinitaly Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies, al convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole. “Monitorare costantemente gli atteggiamenti e la percezione dei consumatori extra Ue nei confronti del nostro vino è la chiave per supportare le strategie di internazionalizzazione del vino made in Italy e raggiungere gli obiettivi posti lo scorso anno a Vinitaly dal Premier Renzi. Per questo – ha aggiunto Ballotta -abbiamo fondato assieme a Nomisma-Wine Monitor il nuovo Osservatorio esclusivamente dedicato ai mercati terzi, che oggi valgono il 58% del valore delle nostre esportazioni totali. E come esordio, l’Osservatorio non poteva che dedicare la sua prima indagine agli Usa e ai modelli di consumo dei suoi Millenials”. Per il responsabile area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Assistiamo a una sorta di migrazione dei consumi di vino: dal 2000 a oggi i consumi nell’Ue sono calati del 6% mentre negli altri Paesi sono cresciuti del 25%. E ancora, negli ultimi 10 anni (2004-2014) in Europa l’import in valore è cresciuto con un tasso medio annuo del 3%, mentre nei mercati terzi ha viaggiato su ritmi vicini all’8%, con punte del 39% in Cina (da 42mln a 1,2mld di euro) e del 10,7% in Russia. Altro elemento – ha aggiunto l’analista – che dimostra la strategicità di questi mercati è il prezzo medio al litro: è quasi doppio quello dei mercati terzi (3,75 euro) rispetto a quello Ue (1,91 euro)”.

Per il periodo 2014-2018, l’OCM vino prevede 337 milioni di euro annui: di questi, il 36% è dedicato alla promozione del vino italiano nei paesi Terzi. La Svizzera, rileva l’indagine dell’Osservatorio Business Strategies-Nomisma, è il mercato terzo dove l’Italia vanta la maggiore quota di mercato, con il 36%. A seguire, Stati Uniti (32%), Russia (29%), Canada (20%), Giappone (14%) e fanalino di coda la Cina si attesta sul 7% (nel 2001 era al 14%).

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SURVEY OSSERVATORIO BUSINESS STRATEGIES-NOMISMA, E’ BOOM DI PROSECCO TRA I FIGLI DEI BABY BOOMER

Vinitaly, 23 marzo 2015- Amano i nostri vitigni al punto da preferire i vini italiani rispetto a tutti quelli stranieri (35,6%); li prediligono ai vini francesi, argentini, cileni e australiani; adorano il Prosecco (prima scelta rispetto allo Champagne) e gli abbinamenti cibo-vino. Sono i ‘Millenials’, la Generazione Y (20-35 anni) che sostituirà i ‘Baby Boomer’ tra i top buyer americani, inquadrati nell’indagine a cura del nuovo ‘Osservatorio Mercati terzi’ di Business Strategies/Nomisma-Wine Monitor. La ricerca, presentata oggi a Vinitaly nel corso del convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole, è stata realizzata su un campione di 3800 giovani residenti negli Stati di New York, Illinois, California, Miami, Oregon.

“Gli Stati Uniti – ha detto il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini - non sono per nulla un mercato maturo per i vini italiani: è ancora forte la concentrazione dei consumi di vino, che si raggruppa perlopiù in 5 Stati; inoltre, dei 350mln di abitanti gli enoappassionati sono solo il 44%. Infine, il vino incide per appena il 10% tra le bevande alcoliche, con la birra all’80%. Detto questo – ha aggiunto Pantini – è fortissimo il brand Italia presso i nuovi consumatori Usa, specie tra una categoria, quella dei Millennials, che rappresenta il più grande gruppo demografico (21% della popolazione) dopo i Baby Boomers (50-68 anni, 24% della popolazione).

Dopo la California (46%), è italiano (35,6%) il vino più amato dai figli dei baby boomer, riconosciuto per eleganza (20%) e versatilità (15%) ma soprattutto per la sua qualità (29%); lontani Francia (30,2%), Spagna (22,4%), Argentina (14,1), Cile e Australia. Non c’è partita nemmeno nei testa a testa, con il 44% dei giovani consumatori americani che ritiene i vini italiani qualitativamente superiori a quelli francesi, mentre solo 3 su 100 preferiscono i vini transalpini. Il Belpaese vince il confronto anche con i concorrenti extraeuropei, battendo l’Australia con un indice di gradimento del 58% e superando anche l’Argentina per oltre la metà degli intervistati (53%). L’osservatorio Business Strategies/Nomisma si sofferma poi sul grado di conoscenza da parte dei Millenials delle regioni vinicole italiane, e qui stravince la Toscana con il 27% delle prime risposte; poi Veneto e Sicilia (16%) e Piemonte (12%). Nota a parte merita il Prosecco, vero must per la Generazione Y al punto da risultare per il 42% una prima scelta di grande qualità nelle abitudini sparkling delle serate newyorkesi, che solo in alternativa alle bollicine venete ordinerebbe Champagne o altri spumanti italiani (39%). Freschezza, leggerezza e versatilità sono le caratteristiche ricercate dai giovani americani, che prediligono gli abbinamenti cibo-vino (48%) come veicolo di promozione, oltre a packaging e etichetta accattivanti. “In uno scenario evolutivo quale quello del mercato americano – ha aggiunto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta i Millenials sono il gruppo che ha un impatto significativo per tutta la categoria alcolici. Ed è su questo target che occorre lavorare, intercettando il loro bisogno di prodotti unici e differenziati, il loro forte senso di individualità e di identità personale. E riuscire a erodere quote significative alle bevande competitor”.

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Per informazioni:
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TEL +39 051 6483188-157
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VALORE VINO DEL NOSTRO AUTOCTONO CRESCIUTO DEL 175% IN 5 ANNI. ORA OCCORRE IMPIANTARE 100 NUOVI ETTARI

(Vinitaly, 24 marzo 2015). Cresce più del doppio della media italiana l’export del Verdicchio, il bianco autoctono marchigiano. Lo rileva un’indagine realizzata da Nomisma - Wine Monitor per l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) e presentata oggi a Vinitaly nello stand della Regione Marche.

Nel 2014 le esportazioni del bianco fermo più premiato dalle guide italiane hanno infatti registrato una crescita sul 2013 del 2,9%, contro un +1,4% della media nazionale, mentre sono stabili le vendite sul mercato interno. Nel complesso, gli autoctoni di Matelica e Jesi hanno realizzato lo scorso anno un fatturato dell’imbottigliato di oltre 37,5mln di euro, con il 52% (19,5mln di euro) del valore proveniente dal mercato interno e il 48% (18mln) riservato all’export, con Stati Uniti (22%), Belgio e Olanda (20%), Germania (17%), sul podio, seguiti da Regno Unito (8%) e Cina (6%). Secondo l’indagine svolta dal responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini, sugli associati IMT (16 denominazioni) - il principale consorzio vinicolo regionale che somma l’82,1% delle esportazioni regionali – il Verdicchio rappresenta oltre la metà del loro fatturato.

“Oltre all'ottima performance sull'export – ha detto il responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini - il Verdicchio ha buone opportunità anche sul mercato nazionale. Infatti tra gli user di Verdicchio in Italia, sono prevalenti quelli con consumo abituale (almeno 2-3 volte a settimana), pari al 68%. Le altre leve di espansione del Verdicchio sono il bio e la comunicazione. Il 70% dei consumatori di Verdicchio – ha proseguito - è interessato a provare vino bio, così come a conoscere l'identità del vino: dai luoghi dove è prodotto a come è fatto, rappresentando al contempo una potenziale leva per lo sviluppo dell'enoturismo”.

Per il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni: “Negli ultimi 5 anni, a fronte del successo sul mercato, il valore del Verdicchio è cresciuto di circa il 175% a ettolitro. Ma il rischio adesso è che gli ettari coltivati non bastino più, perché siamo sotto scorta. E’ perciò necessario impiantare ulteriori nuovi 100 ettari di vigneti attraverso il bando che la Regione emanerà nei prossimi mesi sulla riserva regionale – di circa 150 ettari - finché sarà disponibile e utilizzabile, vale a dire fino al 31 dicembre 2015, altrimenti questo potenziale andrà definitivamente perso”.

Hashtag ufficiale della Regione Marche al Vinitaly: #winemarche

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Le Doc Marche: Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esino, Falerio, I Terreni di Sanseverino, Lacrima di Morro d’Alba, Pergola, Rosso Conero, Rosso Piceno, San Ginesio, Serrapetrona, Terre di Offida, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica

Le Docg Marche: Conero, Offida, Vernaccia di Serrapetrona, Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Verdicchio di Matelica Riserva.

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Denis Pantini, project Leader Wine Monitor Nomisma presenta lo scenario competitivo del vino italiano sui mercati internazionali e propone risultati sulla Consumer Survey Wine Monitor sui Millennial  negli Stati Uniti realizzata per Business Strategies.

Seguirà tavola rotonda sulle strategie per la promozione del vino italiano - Ne parlano a Vinitaly 2015: Paolo De Castro, Commissione Agricoltura PE, Luca Bianchi - Capo Dipartimento politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca, Ezio Castiglione, Presidente Ismea, Gianluca Lauria, Responsabile Corporate BNL Gruppo BNP Paribas; Silvana Ballotta , CEO BS Business Strategies S.r.l. 

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