8 maggio 2014 - Intervista a Piero Gnudi, Presidente Nomisma

L’Assemblea ordinaria di Nomisma l’ha eletta presidente per il triennio 2014-2016. Quali sono le sue priorità di mandato?

Nomisma esce da un periodo difficile segnato da due anni di conti economici negativi. Credo che in questo momento tra le priorità vi sia la necessità di sistemare la situazione economica della società. Occorrerà perseguire questo scopo senza dimenticare l’importanza di Nomisma, una società al servizio della comunità sociale e del Paese. In questo difficile periodo di crisi credo sia importante disporre di una struttura che sia in grado di fare studi approfonditi nei vari settori dell’economia, studi utili a evidenziare criticità e a indicare le possibili strade per una più rapida ripartenza.

A margine dell’Assemblea ordinaria di Nomisma ha manifestato l’auspicio di un coinvolgimento più diretto del Prof. Romano Prodi all’interno dell’Istituto. C’è qualche ulteriore novità?

Nomisma è nata da un’idea del Professor Prodi. In tutti questi anni – nonostante i numerosi impegni - egli è sempre stato vicino al  Centro Studi; quello che ci auguriamo, ora che è “più libero”, è che egli ritorni attraverso un maggiore coinvolgimento.

Lei ha definito Nomisma come un'istituzione al servizio della comunità e del Paese. In questo particolare contesto economico su quali linee operative deve muoversi Nomisma per fornire migliori servizi alla comunità?

Nomisma possiede delle linee tradizionali che devono continuare a essere seguite e sotto certi aspetti rafforzate. Credo che  si debba dare maggior peso alla componente industriale, che è stata l'iniziale  core business di Nomisma.

Ha sottolineato l’importanza della componente industriale…

Le piccole e medie imprese sono l’asse portante della nostra economia e non sono mai state studiate in modo approfondito. Questo è un compito che nel tempo Nomisma deve continuare ad assolvere.

Altra caratteristica peculiare di Nomisma è la ricchezza di giovani e affermati studiosi e ricercatori che all’interno vi operano. Come verrà valorizzato questo patrimonio?

Sono sicuro che attraverso le azioni di ulteriore rilancio di Nomisma verranno valorizzate le professionalità di tutti.

L’Istat ha fotografato la fiducia dei consumatori indicando un record positivo che non si registrava dal 2010. Ci troviamo all’interno di una fase di ottimismo economico?

Il passato ci insegna che in questi casi bisogna essere prudenti. Nel 2010 gli economisti prevedevano già una ripresa ma poi siamo ripiombati nella crisi. Oggi l’economia dipende soprattutto dalle aspettative e senza dubbio  il fatto che tra i consumatori ci sia maggior fiducia è un fatto positivo.

Parlando di ripresa dei consumi il governo ha puntato molto sul provvedimento degli 80 euro mensili in busta paga rispetto a certi redditi con il tentativo di stimolare la ripresa attraverso i consumi interni. E’ una misura che la convince, può servire come rilancio e volano per la ripresa?

Una volta con le trattative sindacali era un successo se si ottenevano 80 euro al mese in busta paga. Per chi guadagna 1000 euro al mese 80 euro possono costituire un aumento significativo. Credo che questo provvedimento possa avere anche un valore simbolico, che può ingenerare una visione più positiva del futuro ed aumentare la propensione ad accrescere i consumi.

Si avvicina il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea: su cosa dovrà puntare l’Italia per dare quel contributo che da paese fondatore dell’Europa tutti si aspettano?

Mi auguro che il prossimo semestre di presidenza Italiana  riesca a dare l’impressione che l’Europa non sia solamente un freno per l’economia, ma una leva per lo sviluppo. Sarebbe un grande successo se riuscissimo a dare questo segnale.

Durante la sua esperienza ministeriale con il presidente Monti lei si è occupato del settore turistico italiano. Ne siamo tutti consapevoli: il turismo in Italia è una miniera non sfruttata, cosa bisognerebbe fare per invertire la rotta?

Durante la mia esperienza ministeriale ho portato avanti un piano per il rilancio del turismo italiano partendo dall’analisi dell’esistente per avanzare proposte di rilancio di questo settore. Il problema è che in Italia il turismo non è mai stato al centro dell’agenda di nessun governo ed è stato troppo spesso sottovalutato. Quest’anno c’è stato un incremento del turismo ma con aumenti molto inferiori rispetto ai nostri competitori europei. Nel 1998 il nostro paese era il primo in Europa per introiti da turismo estero. Oggi ci troviamo al terzo posto dopo Spagna e Francia.

In un certo senso quello che vorrebbe dire è che il turismo dovrebbe tornare una priorità nazionale?

Se si guardano i programmi degli ultimi 10 governi la parola turismo appare soltanto come complemento, non è mai al centro dei progetti di governo. Il turismo potrebbe essere una delle leve su cui puntare per uscire dall’attuale crisi.

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