11 giugno 2014 - Intervista a Davide Tabarelli, Presidente Nomisma Energia

La crisi Ucraina-Russia quali reali conseguenze genererà per l'Europa?

Credo che la crisi ucraino-russa genererà qualche difficoltàdurante il prossimo inverno. Durante le crisi del 2006 e del 2009 ci furono momentanee interruzioni dell’erogazione del gas e questo causò qualche problema tecnico di aggiustamento in corrispondenza dell’inverno, periodo in cui la domanda è ai suoi massimi. 

Come valutare il recente accordo sul gas tra Russia e Cina? Comporterà un cambio di equilibri a livello mondiale?

Non credo possa comportare un cambio immediato, per generare nuove dinamiche ed equilibri ci vuole del tempo; però la decisione è importante. D’altro canto la situazione non è ancora chiara e i prezzi non sono stati ancora definiti. Per fare un confronto, la Russia manda in Europa circa 180 miliardi di metri cubi l’anno. Quelli venduti alla Cina - e che dovrebbero essere erogati a partire dal 2018 - saranno 38 miliardi. Si tratta di un passo importante, ma direi che per i prossimi cinquant’anni l’Europa rimarrà sempre il principale fruitore di gas russo, anche perchémi piace ricordareche la Russia è un paese che appartiene all’Europa.

Che ruolo può avere l'Italia nella questione ucraino-russa? Da paciere?

L’Italia ha storicamente un ruolo importante, iniziato fin dagli anni 30 e 50. Al tempo del partito comunista di Togliatti fummo i primi a sdoganare il regime sovietico importando del petrolio e del gas attraverso quelle strutture che furono decise allora. Quindi continuiamo a svolgere questo ruolo - e ripeto -  i russi sono prima di tutto europei e nostri vicini di casa ed è nell’interesse comune di tutti cercare di migliorare le relazioni.

Lo shale gas “made in USA” rappresenta una possibilità per l'Europa?

Solo in piccola parte, ma non è la soluzione di tutte le nostre importazioni future. L’Europa importa circa 250 miliardi di metri cubi ogni anno e nel 2030, se l’economia riprende e se le rinnovabili non crescono così come sperato da alcuni, dovremmo aumentare le richieste di altri 150 miliardi di metri cubi. Dagli Stati Uniti potrà arrivare una quantità massima di 50 miliardi di metri cubi, ma devono essere considerati anche i costi per esportare e trasportare il gas in Italia che sono molto più alti rispetto a quelli che sono semplicemente legati alla produzione.

La recente crisi politica in Libia costituisce un ulteriore scenario negativo per l'Italia? 

Sì, può rappresentare un elemento destabilizzante, anche se il flusso procede bene grazie all’ENI che è rimasta ancora una delle poche strutture a rimanere in piedi in un Paese così stremato dai conflitti interni. Quando si parla di crisi del Nord Africa si pensa soprattutto al gas, ma in realtà esiste tutto un problema internazionale legato all’alto costo del prezzo del petrolio determinato in parte anche dall’assenza delle esportazioni della Libia che è uno degli storici produttori dell’OPEC.

Renzi: che cambio di passo deve avviare (anche a livello europeo) in ambito energetico?

Dell’ambito energetico si parla tanto e non si fa abbastanza. La tentazione da evitare  è quella di limitarsi a facili provvedimenti come la riduzione dei prezzi dell’elettricità alla piccola e media impresa. In realtà occorre uno sforzo maggiore. I precedenti governi ci hanno provato, solo per citare un esempio, 15 anni fa si cominciava la liberalizzazione dell’energia con il decreto Bersani; da allora energia ed elettricità sono aumentate del 30% in linea con il resto d’Europa. Purtroppo deteniamo la triste leadership di avere uno dei costi più alti in Europa per l’elettricità. Mi piacerebbe ci fosse la capacità di andare oltre le alchimie di breve periodo, mettendo in campo una capacità strategica nell’interesse del Paese. Quest’ottica a volte può portare a scontrarsi con l’ambiente, ma bisogna saper giostrare le dinamiche. Basterebbe fare quello che fa la Germania e cioè produrre tanta elettricità dacarbone oltre a tanta energia rinnovabile. Da noi invece la parola carbone non può nemmeno essere usata.

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