L’Emilia-Romagna in Borsa

di Boris Popov 
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Al di là delle fluttuazioni borsistiche che hanno messo a dura prova investitori e risparmiatori, le imprese della Regione quotate a Piazza Affari archiviano un 2016 più che positivo sul lato economico, con ricavi complessivi pari a 47,9 miliardi e quasi 2 miliardi di euro di profitti. Mentre il dato aggregato sul giro d’affari risulta in leggero calo rispetto all’anno precedente (-3,4%) gli utili appaiono in decisa crescita (+15,4%). Solo cinque delle ventisei società considerate hanno chiuso il bilancio in perdita, a seguito prevalentemente di scenari settoriali poco favorevoli, come nel caso di Landi Renzo e del Gruppo Trevi, considerevolmente influenzati dalle quotazioni stagnanti del petrolio seppur con modalità d’impatto differenti. Tra i top performer per quanto riguarda i ricavi si segnalano Expert System, IMA, Yoox Net-a-Porter e Aeroporto di Bologna (incrementi superiori al 10%), mentre Beghelli, AEFFE, Unipol, EMAK e Panariagroup hanno più che raddoppiato o quasi i guadagni generati nel 2015.

Le evidenze che scaturiscono dall’analisi del quadro regionale nel suo complesso risultano ancor più interessanti se si considera che a differenza dell’indice principale di Milano (in larga misura composto da società legate ad attività finanziarie), l’ipotetico indice regionale è maggiormente rappresentativo del tessuto economico al quale fa riferimento, almeno in termini settoriali: si tratta per lo più di società manifatturiere o legate ai servizi, radicate sul territorio e con una spiccata vocazione a competere sui mercati esteri.

Ebbene, al netto dei risultati dei tre istituti di credito (BPER, Unipol e Credem) che comunque dimostrano una tenuta egregia rispetto al contesto settoriale di riferimento, la performance aggregata appare davvero incoraggiante: ricavi +3%, marginalità in decisa crescita (EBITDA +14,1%, EBIT +18,5%) e utili su del 23%.

Certo i dati considerano imprese leader del proprio settore come Ferrari, IMA, Interpump o Technogym ma che fanno affidamento e sostengono un’importante rete di imprese fornitrici localizzate spesso entro i confini regionali. I dati macroeconomici su PIL, fatturato ed export in Emilia-Romagna nel 2016 (recentemente pubblicati dal rapporto sulla congiuntura realizzato da Confindustria, Unioncamere e Intesa Sanpaolo) confermano infatti la competitività del sistema regionale capace di registrare tassi di variazione superiori alla media nazionale.

Sempre più consapevoli dell’importanza di alimentare un rapporto di fiducia e dialogo con il territorio come leva di sviluppo competitivo alcune società quotate (una minoranza ad oggi) hanno iniziato negli ultimi anni vari percorsi di rendicontazione dell’impatto e delle ricadute socio-economiche delle proprie attività, facendo spesso confluire le informazioni all’interno di bilanci di sostenibilità. Altre si apprestano a cominciare, anche affidandosi al supporto di società specializzate come Nomisma, soprattutto in previsione dell’obbligo normativo con cui il legislatore sollecita a partire dal 2017 e con cadenza periodica “gli enti di interesse pubblico” (società quotate di una certa rilevanza dimensionale) a pubblicare e diffondere “informazioni non-finanziarie che assicurino la comprensione da parte degli stakeholder dell'attività d’impresa, del suo andamento, dei suoi risultati, della governance e dell'impatto sociale e ambientale che la stessa genera”.

Fig. 1 – Var.% 2016/2015 Ricavi delle imprese della Regione quotate in Borsa
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Fig. 2 – Profitti 2016 delle imprese della Regione quotate in Borsa (Mln €)
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(articolo uscito su Corriere imprese del 08.05.2017)

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