L’integrazione ospedale-territorio

di Maria Cristina Perrelli Branca 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’integrazione ospedale-territorio come possibile risposta alle evoluzioni demografiche ed epidemiologiche, rappresenta uno dei temi più dibattuti nel panorama sanitario nazionale degli ultimi vent’anni. Si tratta di un processo complesso ma già da tempo avviato in tutte le regioni d’Italia, anche con l’obiettivo di sfruttare lo sviluppo dell’assistenza territoriale, con relativa riduzione del perimetro ospedaliero, per contenere i costi di sistema ed allentare la pressione finanziaria.

L’Emilia Romagna appare a buon punto del percorso su diversi fronti: dal lato “risorse”, l’assistenza distrettuale assorbe il 55% della spesa, a fronte del 41% impiegato nell’assistenza ospedaliera; dal lato “offerta”, le Case della Salute regionali (attualmente 87), al 2016, risultano in crescita di 32 unità rispetto al 2011 e gli Ospedali di Comunità sono aumentati da 3 a 17 nello stesso periodo; dal lato “domanda”, il tasso di ospedalizzazione si è ridotto significativamente fra il 2010 e il 2016, passando da 130,1 x 1.000 abitanti a 120,1 x 1.000 per i ricoveri ordinari e da 42,8 a 32,4 per i ricoveri in day hospital.

Tuttavia, alcuni indicatori ministeriali – utilizzati come misura di ridotta funzionalità dei servizi territoriali conseguente ad un ricorso improprio all’ospedalizzazione – collocano la regione in una posizione di svantaggio rispetto alla media nazionale. E’ il caso, ad esempio, del tasso di ospedalizzazione per diabete non controllato, o di quello per insufficienza cardiaca degli ultrasessantacinquenni, entrambi più alti in regione che in Italia.

Si tratta di indicatori che tutto sommato non destano particolare preoccupazione, data la costante diminuzione registrata nell’ultimo decennio; rimarcano, però, la necessità di insistere sulla strada della deospedalizzazione per quei casi che, se trattati adeguatamente in ambito distrettuale, potrebbero evitare l’evento acuto. Necessità che appare ancora più stringente se si guarda alle classi di età avanzate, il cui peso sul totale dei pazienti è inevitabilmente destinato a crescere.

Allo stato attuale, il 48% dei dimessi ospedalieri residenti in regione sono ultrasessantacinquenni che, con un costo pro-capite (4.190 euro) superiore del 22% a quello medio, comportano una spesa tariffaria di oltre 1,3 miliardi di euro. Considerando solo l’effetto derivante dall’evoluzione demografica, stimiamo che fra 10 anni la quota di dimessi con più di 65 anni raggiungerà il 53%, con un conseguente aumento di  spesa di oltre il 10%.

A ciò va aggiunto il costante aumento dell’incidenza della cronicità (più del 42% degli ultrasessantacinquenni in regione soffre di almeno una malattia cronica grave) e della multi morbilità, che presumibilmente metteranno sempre più alla prova la sostenibilità dei conti ospedalieri.

Il livello di guardia sul riorientamento strategico verso la sanità territoriale deve, dunque, rimanere alto in regione. I dati dimostrano che la ridefinizione del modello di assistenza sta portando i propri frutti; allo stesso tempo i passi da compiere restano tanti, anche in termini di monitoraggio dell’impatto delle iniziative intraprese. E’ vero che il rapporto ospedale-territorio non può essere valutato come mero trasferimento di prestazioni dall’uno all’altro, né misurato unicamente in termini di risparmio ottenuto. Tuttavia, è altrettanto vero che, in un contesto incerto e mutevole quale quello attuale, risulta cruciale prevedere strumenti di valutazione e controllo in grado di rilevare successi e criticità e suggerire correttivi.

DOWNLOAD

(articolo uscito su Corriere imprese del 03.07.2017)

Quick Contact

051 6483111

Strada Maggiore, 44
40125 Bologna - Italy

contact form

Certificazione

Azienda con
Sistema Qualità Certificato

Certificato n.194221

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando la navigazione, acconsenti all'utilizzo. cookies