Scenario Nomisma: un anno di analisi

ebook-2014 

Scenario: un anno di analisi (e-book)

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La crisi italiana, quella euro, la posizione della nostra industria nella competizione internazionale. Queste sono le tracce lungo cui si è sviluppato il filo conduttore degli Scenari Nomisma che hanno scandito mensilmente l’anno che si chiude. Il 2014 è stato un altro anno complicato che ha smentito previsioni e disatteso speranze: doveva esservi la ripresa, ma si è avuta ancora recessione; doveva stemperare l’incertezza, ma timori e prudenza hanno continuato a dominare gli operatori; doveva fornire qualche indicazione di prospettiva su dove si dirigono Italia ed Europa, ma i punti interrogativi sono ancora lì, sostanzialmente inalterati. Su tutto questo - sulle domande e le mancate risposte, sui nodi di policy da scogliere, sui punti di forza che continuano a contraddistinguere, pur nella crisi, l’industria italiana – si è provato a riflettere con gli Scenari che vengono qui proposti in un’unica pubblicazione.

Partendo dal più recente e andando a ritroso, nello Scenario di dicembre - “Is your love in vain?” - il tema euro viene affrontato trattando quella che ci sembra come la più urgente delle questioni per il futuro  europeo: atteggiamento e prassi della Germania nei confronti della moneta unica. Nel mese di novembre – “Una manifattura diversa” – l’attenzione si concentra sui cambiamenti che i nuovi Conti nazionali hanno portato nella rappresentazione della nostra industria, che appare meno intensiva di lavoro e quindi più produttiva di quanto si sapesse sulla base delle precedenti stime. L’industria è ancora al centro dell’analisi dello Scenario di ottobre – “Efficienza e specializzazione” -  in cui si evidenziano vantaggi e svantaggi competitivi delle nostre imprese in un confronto, tanto settoriale che dimensionale, con le imprese tedesche. I problemi della politica economica dell’Europa tornano a essere esaminati nello Scenario di settembre – “Politiche di stagnazione” – con una valutazione critica dell’approccio europeo, visto come principale responsabile della stagnazione italiana e della zona euro e con la sottolineatura della necessità di misure espansive sia monetarie che fiscali per superare la difficile situazione economica. Nel mese di luglio – “Polvere e altare” – l’analisi si sposta sul ruolo selettivo della competizione internazionale nel far emergere in tutti i settori e le classi dimensionali della nostra industria imprese e produzioni migliori, ovvero quelle che hanno successo sui mercati esteri e che sono state meno colpite dalla crisi. Alle imprese esportatrici è dedicato anche lo Scenario di giugno – “Intensi esportatori”, scritto con Federico Fontolan – che evidenzia come la dinamica relativamente buona delle vendite italiane all’estero degli ultimi anni abbia riflesso non tanto un’estensione del numero di produzioni esportate e di mercati esteri serviti, quanto un’intensificazione dell’attività di esportazione nei prodotti e nei mercati in cui già veniva praticata, un fenomeno superiore a quello osservabile nelle altre economie europee. I “pro e contro” dell’esperienza dell’euro sono passati in rassegna a maggio –“A hard rain’s gonna fall” – mettendo a confronto tutte le mancanze dell’architettura della moneta unica e le penalizzazioni che ne sono derivate con le ipotesi di rottura dell’unione e delineando i passaggi che si dovrebbero affrontare per un rafforzamento della governance europea. Lo Scenario di aprile – “Rinascimento industriale” – affronta il problema della polarizzazione della manifattura europea tra un centro sempre più industrializzato, la Germania, e la cosiddetta periferia in cui le attività manifatturiere sono andate contraendosi, ponendo in luce come tale processo abbia riflesso, sotto lo schermo dell’euro, un eccesso di guadagno competitivo dell’industria tedesca. Per “disfare” questo eccessivo guadagno di competitività della Germania, i paesi in deficit sono chiamati a effettuare, in un ambiente di inflazione molto bassa, difficili processi di contenimento dei costi interni, il cui meccanismo viene esaminato nello Scenario di marzo –“Svalutazione interna” – mettendolo in relazione con la realtà estremamente eterogenea delle imprese italiane. A febbraio – “Riequilibrio europeo” – l’analisi approfondisce il carattere asimmetrico dell’aggiustamento europeo, posto tutto a carico dei paesi periferici i quali devono perseguire riduzioni nei costi di produzione tramite recessione e peggioramenti della disoccupazione mentre il surplus tedesco rimane a livelli estremamente elevati. E al deterioramento del mercato del lavoro italiano è stato dedicato lo Scenario di gennaio –“Disoccupazione keynesiana” – in cui si pongono in luce gli effetti della caduta della domanda nel determinare l’ampliamento dell’area dei senza lavoro e il rischio che un parte di questa maggiore disoccupazione, quella che coinvolge persone che rimangono fuori mercato per un lungo periodo, divenga strutturale, non più riassorbibile quando vi sarà una ripresa.

Abbiamo attraversato un periodo difficile e le prospettive non sono ancora chiare. E’ bene guardare in faccia alla realtà, approfondirne l’analisi con rigore per capire dove si va, quali sono i rischi e dove si può  intervenire per migliorare la situazione. Questo hanno cercato di fare gli Scenari. Buona lettura!

Sergio De Nardis
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