Bologna, Sala Poggioli, Regione Emilia Romagna, ore 9.00 – Quali sono gli attuali scenari, previsioni, congiuntura e dinamiche del mercato del lavoro? Se ne discute nel primo dei seminari organizzati dalla Regione Emilia Romagna rivolti ai firmatari del Patto per il Lavoro, un’occasione per condividere elementi di conoscenza e interpretazione del contesto in cui si collocano scelte e interventi della Giunta e delle diverse componenti della società regionale e rafforzarne la capacità di raggiungere gli obiettivi di sviluppo e coesione.

Andrea Goldstein, Managing Director di Nomisma, interviene parlando di Scenari Internazionali e competitività regionale.

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Regione Emilia-Romagna, Sala Polivalente - Bologna, ore 14.15 – Il premio ER.RSI, ‘Promozione degli Investimenti in Emilia-Romagna’, è finalizzato a premiare le esperienze di responsabilità sociale realizzate sul territorio regionale e delle quali sia apprezzabile l'impatto in termini di risultati raggiunti e di benefici prodotti per il loro impatto sulla società.

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Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 16.30. In occasione del secondo evento “Talents. La formazione per la competitività” Andrea Goldstein presenta i risultati della ricerca “Formazione e competitività: fabbisogni professionali e skills in Emilia-Romagna” . 

Ne discutono Tiziana FERRARI, Direttore Generale di Unindustria Bologna, Hartmut LEHMANN, Professore ordinario, Scienze Economiche,  Università di Bologna, Antonio DANIELI, Direttore Generale Fondazione Golinelli.

Concluderà i lavori Patrizio Bianchi, Assessore a coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia Romagna.

Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria organizzativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - T. 051 6483 158-149-301

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Bologna, Aula Magna Regione Emilia Romagna, ore 9.00 - Dopo il successo della prima edizione, torna il percorso formativo ideato dalla Regione Emilia-Romagna – Servizio pianificazione urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio nell’ambito del progetto europeo Republic-Med.

La finalità è quella di elaborare proposte progettuali di riqualificazione inerenti il comfort urbano, simulando il confronto con un testo di legge studiato ad hoc e un bando per l’attribuzione di finanziamenti pubblici per la trasformazione e il recupero di spazi pubblici della città costruita.

Il primo seminario “Rigenerazione Urbana e Cambiamenti Climatici: idee e proposte per città resilienti”, al quale parteciperà Marco Marcatili, analista economico di Nomisma, fornirà ai partecipanti i concetti di base della rigenerazione e del microclima urbano, necessari a progettare città resilienti e capaci di far fronte agli impatti del cambiamento climatico.

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Imola (BO), Palazzo Confesercenti, ore 20.00 – Presentazione della ricerca di Nomisma “Tendenze ed opinioni di imprese e famiglie del circondario imolese” nell’ambito del convegno organizzato da Confesercenti Imola.

Partecipano all’evento Paolo Bono, Economista Nomisma, e Silvia Zucconi, Commercio e Consumi Nomisma.

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Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 10.00 – Growing Seeds Forum è un ciclo di eventi organizzati da Nomisma con il supporto di Philip Morris Italia Srl.

In occasione del primo evento “Imitazione, contraffazione, sistemi di brand protection – dalle denominazioni di origine agli strumenti di tracciabilità” Nomisma interviene con una relazione dal titolo “Origine, Italian sounding, tracciabilità dei prodotti agroalimentari: cosa pensa il consumatore statunitense?” che illustra i risultati della Consumer Survey Nomisma sul consumatore statunitense.

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Milano Marittima (RA) – INU Emilia Romagna organizza la Summer School sugli “Strumenti finanziari per i progetti di trasformazione urbana e di sviluppo locale: contenuti e modalità operative”.

L’obiettivo della Summer School è quello di fornire ai partecipanti competenze tecnico-operative utili a progettare e gestire interventi complessi di rigenerazione e riqualificazione urbana, utilizzando idonei strumenti organizzativi e finanziari.

Marco Marcatili di Nomisma parteciperà come relatore nel corso della prima giornata.

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In Emilia Romagna sono oltre 1.500 le attività commerciali e i pubblici esercizi che rischiano di chiudere a causa della concorrenza esercitata da attività che beneficiano di “regimi agevolati” (quali ad esempio mercatini degli hobbisti, attività temporanee di somministrazione di cibi e bevande in fiere, sagre, feste di paese, circoli privati/associazioni…), attività che seppur lecite - in quanto disciplinate da leggi statali/regionali e/o autorizzate dall’ente locale del territorio nel quale sono organizzate - godono di procedure più snelle (di tipo burocratico, autorizzativo, fiscale...). In un contesto di congiuntura assai debole tali attività sono percepite dalle imprese del commercio e dei pubblici esercizi dell’Emilia Romagna come forme di concorrenza ”sleale”.

Se 1.500 imprese rischiano di chiudere a causa di tale concorrenza, vi sono inoltre 55 mila aziende dell’Emilia Romagna (oltre il 60% del totale commercio+pubblici esercizi) che, pur non rischiando di chiudere, individuano nei regimi agevolati una componente che comprime, assieme alla congiuntura negativa, il giro d’affari della propria attività.

Alla concorrenza esercitata dalle attività agevolate, si aggiungono le difficoltà derivanti dal fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione. Sono 10.000 le attività commerciali che in Regione risentono negativamente degli effetti dell’abusivismo commerciale.

Quello che maggiormente preoccupa è l’impatto socio-economico di tali fenomeni. L’abusivismo commerciale sottrae alle imprese del commercio della regione Emilia Romagna oltre 500 milioni di fatturato ogni anno (2,2% del fatturato del comparto). A questa cifra già significativa va aggiunto il fatturato sottratto a commercio e pubblici esercizi dai regimi agevolati (334 milioni di euro). Gli effetti della concorrenza derivante dai regimi agevolati sono rilevanti anche in relazione all’occupazione: sono 5.500 i posti di lavoro a rischio (sia per chiusura totale dell’esercizio sia per ridimensionamento del personale a causa del ridotto giro d’affari derivante da attività agevolate).

I 3 fenomeni (abusivismo commerciale, prodotti contraffatti, concorrenza da “regimi agevolati”) si inseriscono in un contesto già molto critico per le imprese. Gli esercizi commerciali vedono infatti in pressione fiscale (considerando l’insieme delle citazioni, il 70% delle imprese segnala tale fattore come un problema molto importante), aumento dell’imposizione a livello locale - TARI, IMU, … (indicato dal 31% delle imprese regionali del commercio) e debolezza congiunturale (30%) i maggiori fattori di criticità per la propria attività aziendale. Anche i pubblici esercizi segnalano analoghi fattori di difficoltà: pressione fiscale troppo alta (70%) e imposizione locale in forte aumento (47%) a cui va aggiunto l’elevato costo di energie e altre utenze. In questo contesto già molto, difficile abusivismo commerciale, prodotti contraffatti, concorrenza da “regimi agevolati” rappresentano comunque problemi molto sentiti: 4 imprese su 10 ritengono questi fenomeni critici e urgenti da risolvere. Questi sono alcuni dei dati emersi dello studio curato da Nomisma per conto di Confesercenti Emilia Romagna e presentata in occasione dell’assemblea regionale dell’Associazione tenutasi a Bologna il 23 Ottobre.

L’impatto dell’abusivismo commerciale e delle attività “agevolate” sull’economia dell’Emilia Romagna”, questo il nome della ricerca realizzata da Nomisma che mira a fare chiarezza innanzitutto su abusivismo commerciale e contraffazione. La vendita di beni e servizi al di fuori di spazi, regole e autorizzazioni – nel primo caso - e la vendita di merci contraffatte, ovvero che riportino marchi di fabbrica, loghi, etichette e imballaggi del tutto indistinguibili da quelli validamente registrati dai titolari del marchio – nel secondo.

Accanto a queste due attività del tutto illegali, lo studio Nomisma fa luce anche sulle forme di concorrenza derivante da attività che– seppur lecite – godono di regimi agevolati tali da svantaggiare gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi: è il caso di mercatini di vario tipo, a partire da quelli del “riuso”. Simili disposizioni privilegiate riguardano anche la somministrazione di alimenti e bevande esercitate in forma di attività temporanea presso fiere, sagre, circoli privati, associazioni e in occasione di altri eventi ludico-ricreativi.

Lo studio Nomisma fa luce, per la prima volta, su tali fenomeni contestualizzando l’analisi in Emilia Romagna. Il metodo è certamente l’innovazione che contraddistingue lo studio di Nomisma voluto da Confesercenti Emilia Romagna: l’implementazione di un sistema di indagini dirette (su imprese, referenti comunali del commercio, polizia municipale) è il fulcro dell’attività di ricerca grazie al quale, per la prima volta, vi sono oggi a disposizione dati, opinioni e percezioni su tali fenomeni. La necessità di organizzare una rilevazione diretta nasce come risposta al fatto che tali fenomeni non hanno ancora un puntuale riscontro nelle fonti ufficiali.

I dati della ricerca evidenziano un fatturato di 526 milioni di euro per l’abusivismo commerciale in Emilia Romagna - pari al 6% del totale registrato in tutta Italia - fenomeno che ha riflessi sull’attività di oltre 10 mila esercizi commerciali in tutta la regione. Ammontano invece a 6 mila gli esercizi commerciali che risentono delle problematiche relative alla contraffazione. La percezione delle imprese dell’Emilia Romagna su questi fenomeni parla chiaro: se è consolidato che la pressione fiscale troppo alta sia la prima preoccupazione (problematica citata dal 70% delle imprese del commercio), abusivismo e contraffazione sono tematiche che rappresentano un elemento di forte criticità per il 27% delle imprese (con valutazione analoga ad altri fattori quali la domanda debole 30% e l’aumento dell’imposizione a livello locale, 31%).

Un quadro preoccupante è inoltre quello che concerne la concorrenza sulle imprese del commercio e dei pubblici esercizi che deriva dalle attività che beneficiano di regimi agevolati. Tali attività sottraggono un fatturato di oltre 330 milioni di euro ed incidono negativamente su 10.038 esercizi commerciali e 10.226 pubblici esercizi, di cui molti rischiano di chiudere la propria attività.

Nomisma ha stimato il numero di manifestazioni ludico-ricreative - quali sagre, fiere, feste di paese e altri eventi – presenti in Regione: sono oltre 9.700 le manifestazioni organizzate in Emilia Romagna ogni anno; di queste, sono 5.800 gli eventi in cui, grazie alla SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), si effettua la somministrazione di cibi e bevande mediante attività in forma temporanea.

In termini di giornate i numeri impressionano: sono quasi 20.000 le giornate legate a tali manifestazioni. Questo significa che in ogni comune in media vi sono 57 giornate ogni anno legate ad eventi quali feste, sagre, fiere. Tali numeri derivano dall’indagine diretta che ha coinvolto i referenti del commercio di tutti i comuni dell’Emilia Romagna, a cui hanno aderito 106 comuni. Accanto a tale mappatura, il quadro delle manifestazioni è stato completato attraverso i numeri derivanti dalle pubblicazioni dell’assessorato regionale del commercio e del turismo e dall’analisi della sitografia.

Tali numeri testimoniamo la preoccupazione delle imprese: somministrazione di cibi e bevande in sagre, fiere, circoli … è l’attività che, nella percezione delle imprese, sottrae più di altre giro d’affari ai pubblici esercizi (55% ha questa opinione). La valutazione delle imprese su tali eventi è legata al forte aumento di manifestazioni, non più necessariamente legate alla tradizione produttiva e alla conseguente promozione e valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. Gli esercizi commerciali soffrono invece maggiormente dei fenomeni legati alla vendita in strada (24%), in spiaggia (21%), durante mercatini occasionali (19%) e degli hobbisti (12%).

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Fonte: Survey Nomisma per CONFESERCENTI EMILIA ROMAGNA.

Quali soluzioni sollecitano le imprese dell’Emilia Romagna?

La prima richiesta riguarda la fiscalità: oltre il 50% delle imprese (sia del commercio che dei pubblici esercizi) chiedono che vi sia un regime fiscale identico per tutte le forme di vendita e somministrazione di cibi e bevande, invocando ogni forma di agevolazione. Ma le richieste non si fermano a questo: anche sul fronte autorizzativo è auspicabile vi siano analoghe condizioni per evitare asimmetrie tra le diverse forme di attività. Incrementare i controlli da parte delle forze dell’ordine è l’altra richiesta che viene soprattutto dalle imprese del commercio, che vedono le attività di verifica uno dei fattori utili a contrastare l’abusivismo commerciale e la contraffazione.

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Fonte: Survey Nomisma per CONFESERCENTI EMILIA ROMAGNA.

“I numeri raccolti da Nomisma con le indagini dirette” – afferma Silvia Zucconi Commercio e Consumi Nomisma – “parlano chiaro: il fatturato riconducibile a fenomeni illeciti quali abusivismo commerciale e contraffazione è davvero significativo, soprattutto duranti periodi di congiuntura molto debole: oltre 500 milioni di euro nel 2013, con un peso del 2,2% sul totale del fatturato di commercio e pubblici esercizi. ”

“E la concorrenza è forte” continua Silvia Zucconi Commercio e Consumi Nomisma “anche da parte di attività assolutamente lecite ma che beneficiano agevolazioni – che generano un giro d’affari di almeno 336 milioni di euro. Quando la situazione congiunturale è complessa occorre porre al centro questi numeri per valutare con grande attenzione le interdipendenze generate sul sistema imprenditoriale”.

“Se abbiamo sentito la necessità di affidare una ricerca a Nomisma su questi temi”ha spiegato il presidente della Confesercenti E.R. Roberto Manzoni - “è stato per dimostrare con numeri alla mano ciò che da tempo la nostra associazione va denunciando: l’abusivismo, l’illegalità e i regimi agevolati hanno un impatto devastante sul complesso delle attività commerciali e turistiche. Occorre rendersi conto che tutto ciò mette a grave rischio quelle migliaia di aziende che agiscono invece rispettando le norme, subendo gli effetti del peso di una fiscalità ormai insostenibile e di una burocrazia farraginosa e priva di buon senso. Tutto ciò con un’ovvia ricaduta anche dal punto di vista occupazionale.”

“E’ necessario perciò” – continua il presidente della Confesercenti E.R. Roberto Manzoni - “contrastare con tutti i mezzi ogni forma di abusivismo e di illegalità, regolamentando in maniera specifica e con controlli efficaci ad esempio le attività di somministrazione temporanea, come ne caso di fiere e sagre, che stanno diventando delle vere e proprie economie parallele fortemente agevolate. Occorre perciò mettere in grado le piccole e medie imprese di poter operare su un piano di equa concorrenza, di regole uguali per tutti, consapevoli del fatto che sono il motore trainante della ripresa economica di tutto il nostro paese e non solo della nostra regione.”

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UFFICIO STAMPA NOMISMA
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Giuseppina Petrina Tel. 3462109524 -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Bologna, Savoia Hotel Regency, ore 14.30 – Nell’ambito dell’Assemblea Regionale di Confesercenti Emilia Romagna, Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agroalimentare, Commercio e Consumi, di Nomisma, presenta la ricerca “L’impatto dell’abusivismo commerciale sull’economia dell’Emilia Romagna”.

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Ore 14,15, Comune di Cento (FE). Relazione di Marco Marcatili sulla qualità delle ricostruzioni e sul valore economico del contesto.

Il progetto, promosso dal Centro Ricerche Urbane, Territoriali e Ambientali dell’Università di Ferrara, su mandato della Direzione Generale alla Programmazione Territoriale e della Struttura Commissariale per la Ricostruzione, è rivolto ai liberi professionisti e ai tecnici pubblici che operano nel comuni colpiti dal sisma del 2012 ed è finalizzato a fare il punto sulla complessa realtà dei centri storici ed i nuovi poli sorti dopo il sisma.

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