12 aprile 2017 – Elezioni Francia/aumento spread: il nervosismo dei mercati

Il nervosismo dei mercati di fronte al rischio di un secondo turno Le Pen-Mélanchon non è che la manifestazione più immediata di un problema più complesso” - così Andrea Goldstein, Managing Director di Nomisma commenta il brusco aumento dello spread.

Anche se non si può dimenticare che nel 1992 la Francia aveva votato no al referendum sul trattato di Maastricht, è in questa campagna presidenziale che i toni anti-europei e ‘sovranisti’ sono arrivati in superficie”, prosegue Goldstein. “Nel passato, però, l’argomento principale, a destra e a sinistra, era che la Francia doveva difendere l’Europa sociale dagli attacchi del liberalismo anglosassone e del rigore teutonico. Nel 2017, i candidati anti-UE raccolgono la metà dei consensi: Marine Le Pen vuole tornare al franco, abolire Schengen, introdurre la preferenza nazionale per le imprese, autorizzare la Banque de France a finanziare il disavanzo pubblico, mentre per Jean-Luc Mélenchon la priorità è modificare i trattati e i loro vincoli macroeconomici, e se la cosa si rivela impossibile l’unica strada sarebbe uscire dall’euro”. Peraltro, conclude Goldstein, “i sondaggi del primo turno del 23 aprile raccontano una storia leggermente diversa: secondo quello pubblicato ieri (IFOP-Fiducial per Paris Match e Sud Radio), il candidato di La France insoumise è sì al terzo posto, ma con 19% delle intenzioni di voto resta lontano da Marine Le Pen (24 %) e Emmanuel Macron (23%)”.

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