20 aprile 2017 - Cento: la partecipanza agraria ha un ruolo chiave nel comune e rappresenta 1 ettaro su 4 della superficie produttiva del territorio

E’ quanto emerge dallo studio Nomisma “Partecipanza Agraria di Cento e percorsi di sviluppo rurale: quale direzione?”

CENTO – 20 aprile 2017 – Si terrà oggi, 20 aprile, alle ore 17:00 presso il Salone di rappresentanza della Cassa di Risparmio di Cento, in Corso Guercino 32 a Cento (FE), la presentazione dello studio “Partecipanza Agraria di Cento e percorsi di sviluppo rurale: quale direzione?”. Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Cassa di Risparmio di Cento (Carlo Alberto RONCARATI) e del Sindaco di Cento (Fabrizio TOSELLI), il Presidente della Partecipanza Agraria di Cento Aproniano TASSINARI introdurrà i lavori e la presentazione dello studio di Nomisma. Le conclusioni dell’incontro sono affidate a Paolo DE CASTRO, primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo.

Le grandi trasformazioni che negli ultimi anni hanno definito lo scenario evolutivo del sistema agroalimentare sono state di portata inedita rispetto al passato. Complice anche la crisi economico-finanziaria che ha modificato i comportamenti e le abitudini di acquisto degli italiani, nell’ultimo decennio i consumi alimentari si sono ridotti di circa il 7% in quantità, una dinamica che però non ha interessato tutte le categorie ma che, al contrario, per alcune tipologie di prodotto ha messo in luce sviluppi positivi. È il caso dei prodotti biologici e di quelli che possono vantare l’utilizzo di materia prima Made in Italy nei processi di produzione. Nel primo caso è costantemente in aumento il numero di famiglie che li acquista come anche il valore delle vendite collegate. Inoltre, il 34% dei consumatori dichiara di utilizzare come primo criterio di scelta negli acquisti dei prodotti alimentari l’origine italiana delle materie prime, che tende ad essere più rilevante rispetto a fattori quali prezzo o conoscenza della marca. Altri elementi che stanno contribuendo a modificare gli assetti del sistema produttivo agroalimentare riguardano la crescente importanza delle vendite sui mercati internazionali (che in parte hanno bilanciato la frenata dei consumi interni), le nuove attività di servizio (agrituristiche, didattiche, di vendita diretta, energetiche,…) svolte dalle aziende agricole nelle aree rurali e la crescente importanza dei processi di innovazione per rispondere ai nuovi trend della domanda alimentare (ad es. IV gamma, prodotti ready to eat).

Per allinearsi alle condizioni del nuovo contesto competitivo le aziende agricole devono avere dimensioni fisiche adeguate, produzioni in linea con le richieste del mercato finale, livelli organizzativi efficienti, un buon livello di integrazione territoriale, competenze imprenditoriali nuove e diversificate e devono essere in grado di utilizzare al meglio le opportunità offerte dalle politiche pubbliche di supporto al sistema produttivo.

Proprio per queste ragioni abbiamo deciso di affidare a Nomisma uno studio sul territorio in cui sono localizzati i terreni agricoli della Partecipanza Agraria di Cento, ha affermato il Presidente Aproniano Tassinari. Consapevoli che le trasformazioni che stanno vivendo i sistemi agroalimentari richiedono un approccio nuovo da parte delle aziende agricole e dei territori di produzione - ha proseguito Tassinari - il nostro obiettivo è quello di rilanciare il modello e le attività riconducibili alla Partecipanza Agraria di Cento, facendo leva sulle risorse (umane, fisiche, produttive,…) endogene e realizzando quei necessari processi di adattamento che le nuove condizioni competitive non consentono più di procrastinare. Infatti, in questa fase il pericolo più grande è costituito da approcci conservativi che conducono a non agire. Volendo sintetizzare in uno slogan potremmo dire che è necessario “mantenere le radici ma orientarle al futuro””.
"Come la Partecipanza - ha dichiarato il Presidente di Caricento Carlo Alberto Roncarati - anche la Cassa di Risparmio di Cento conosce le grandi potenzialità del settore agricolo, il quale negli anni ha sempre rappresentato un volano per la crescita dell'economia del nostro areale. La conoscenza del territorio e il radicamento alla dimensione locale consentono alla Cassa di porsi come un interlocutore di primo livello, in grado di corrispondere nel migliore dei modi alle esigenze di aziende agricole di ogni dimensione. Ogni giorno il mercato globale impone nuove sfide a tutto il settore - ha concluso Roncarati - ed il compito delle Banche è proprio quello di agevolare lo svolgimento dell’attività d’impresa. Così fa la Cassa di Risparmio di Cento mettendo a disposizione una consulenza qualificata e strumenti flessibili per permettere alle aziende agricole di perseguire i propri obiettivi".

I principali risultati dello studio condotto da Nomisma mettono in evidenza che la Partecipanza Agraria di Cento (istituzione attiva da oltre 900 anni) detiene un ruolo chiave dal punto di vista territoriale, in particolare nel Comune di Cento, dove 1 ettaro di superficie produttiva su 4 è riferibile alla Partecipanza Agraria. Tuttavia, le aziende agricole mostrano forti caratteri di debolezza e risultano poco in linea con le condizioni richieste dal nuovo scenario: le superfici medie sono molto contenute, gli ordinamenti produttivi sono a basso potenziale e in grado di attivare poco lavoro, non si registrano attività di qualificazione dei prodotti (DOP-IGP, biologico), il livello di organizzazione e diversificazione è estremamente ridotto e poco in linea con le rinnovate richieste sociali al settore; la proiezione demografica dei conduttori, che risultano molto anziani, è limitata, mentre sono rilevanti le difficoltà collegate al ricambio generazionale (in aziende con bassa capacità reddituale). A queste criticità aziendali se ne sommano altre di matrice territoriale, come nel caso delle limitazioni registrate nei confronti dell’infrastrutturazione irrigua (solo il 10% della superficie agricola centese è irrigata, il valore più basso del circondario) e logistica a servizio delle aziende agricole. Si tratta di punti di debolezza che però possono essere mitigati ed eliminati utilizzando le politiche dedicate al settore agricolo e alle aree rurali. In particolare, quelle maggiormente in grado di supportare processi di sviluppo e adattamento del sistema produttivo locale sono le politiche di sviluppo rurale nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Emilia Romagna. L’accesso al mercato delle politiche contenute nel PSR richiede però che le aziende agricole abbiano determinate caratteristiche, non sempre presenti nell’ambito del tessuto produttivo che opera sui terreni della Partecipanza Agraria di Cento. Questa criticità può essere efficacemente affrontata attraverso piccoli aggiustamenti organizzativi e di funzionamento, come testimoniano le verifiche che la Partecipanza Agraria di Cento sta conducendo in vista della divisione terreni del 2019.

Sempre più la tenuta e lo sviluppo dei sistemi produttivi locali, e di riflesso di intere porzioni del territorio nazionale, si gioca sulla capacità degli attori economici di riuscire a capitalizzare le opportunità offerte dalle politiche agricole e rurali con cui migliorare le risposte alle sollecitazioni dei mercati agroalimentari e delle istanze collettive, ha affermato Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo. Le politiche europee rappresentano ormai l’unica fonte di finanziamento con cui supportare traiettorie di crescita in grado di convergere con le dinamiche che definiscono lo scenario evolutivo. Il ruolo della Partecipanza Agraria di Cento dovrà essere sempre di più orientato verso attività di facilitazione territoriale - ha proseguito De Castro - cioè un soggetto in grado di creare le condizioni favorevoli per la nascita e lo sviluppo di attività (principalmente agricole, ma non solo) e di generare valore per il territorio di riferimento. La creazione di valore a livello locale può interessare molteplici attività (economiche, ambientali, sociali, culturali…) e coinvolgere parti differenti della società civile (associazioni culturali, di genere, con scopi sociali…)”.

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