Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 10.00 – Growing Seeds Forum è un ciclo di eventi organizzati da Nomisma con il supporto di Philip Morris Italia Srl.

In occasione del primo evento “Imitazione, contraffazione, sistemi di brand protection – dalle denominazioni di origine agli strumenti di tracciabilità” Nomisma interviene con una relazione dal titolo “Origine, Italian sounding, tracciabilità dei prodotti agroalimentari: cosa pensa il consumatore statunitense?” che illustra i risultati della Consumer Survey Nomisma sul consumatore statunitense.

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Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria organizzativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - T. 051 6483 158-149-301

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IL BIO AGROALIMENTARE MADE IN ITALY CONFERMA IL SUO SUCCESSO ANCHE ALL’ESTERO: +337% DAL 2008.
L’export italiano bio vale 1,42 miliardi nel 2014
È quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio Sana 2015 curato da Nomisma
La filiera biologica italiana gode di ottima salute. Tutti in numeri chiave 2014 sono in crescita: superfici, imprese, punti vendita. Ma il trend che più sorprende arriva dal mercato finale: le vendite agroalimentari bio crescono in doppia cifra sia sul mercato interno che all’estero.
A spiegare i motivi di questo ampio consenso è l’Osservatorio SANA 2015 promosso da ICE, curato da Nomisma, su incarico di BolognaFiere e in collaborazione con Federbio e Assobio.
L’Osservatorio Sana-Nomisma 2015 ha come focus la misurazione dell’export di prodotti agroalimentari biologici italiani e la valutazione del posizionamento competitivo sui mercati esteri. Obiettivi realizzati tramite l’implementazione di una Survey su 155 imprese agroalimentari bio italiane che esprimono un fatturato agroalimentare biologico di 1 miliardo di euro (circa un quarto del fatturato della filiera biologica italiana). I risultati parlano chiaro: il settore agroalimentare biologico continua a esprimere un grande potenziale, anche aldilà dei confini nazionali. L’export di prodotti agroalimentari bio italiani è in crescita esponenziale (+337% rispetto al 2008) e nel 2014 ha generato un fatturato di 1,4 miliardi di euro (4% sull’export agroalimentare italiano totale).

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Fonte: NOMISMA e ASSOBIO per Osservatorio SANA 2015

“L’export agroalimentare bio è costantemente trainato dalle ottime performance del Made in Italy sui mercati internazionali (+2% 2014 su 2013). Ma la crescita dell’export bio è supportata anche da altri fattori decisivi.” - dichiara Silvia Zucconi, coordinatore area Agroalimentare Nomisma che ha curato l’Osservatorio SANA 2015 - “Innanzitutto una vivace domanda di prodotti biologici a livello mondiale (+13% la crescita delle vendite nell’ultimo anno), ma soprattutto la capacità del bio Made in Italy di offrire qualità, innovazione e garanzie aggiuntive (prima fra tutte la tracciabilità).”

Prodotti, quindi, con attributi distintivi riconosciuti e apprezzati sia dalla grande distribuzione gli operatori commerciali che dai consumatori internazionali: è certamente il primo motivo per cui le imprese italiane del bio mostrano un’ottima capacità di presidio dei mercati internazionali. Anche la loro propensione all’export ne è una dimostrazione: sale al 24% la quota dell’export sul fatturato, a fronte di un 18% registrato dall’agroalimentare nel complesso.

La vocazione all’export delle imprese bio italiane è forte (nel 2014 l’80% delle imprese del campione è stata attiva sui mercati internazionali) e l’esperienza è consolidata: il 74% delle imprese esporta da oltre 5 anni, mentre un ulteriore 19% ha iniziato a vendere oltre confine da 2-3 anni.

Il paniere bio all’estero si concentra su alcune categorie di punta del Made in Italy: ortofrutta fresca (20% del fatturato in export bio del campione), pasta (12%), carni fresche e trasformate (7%) – soprattutto salumi e insaccati – e vino (7%). Pesanti anche alcune altre referenze tipiche del paniere bio come i sostituti del latte (bevande vegetali a base di soia o riso) che generano il 16% del fatturato estero.

Per quanto riguarda i principali mercati presidiati, la UE rappresenta il maggior sbocco per l’export bio (82%). Come per l’agroalimentare totale, la Germania rappresenta il primo mercato anche per i prodotti italiani bio (24% del fatturato estero realizzato nel 2014), seguita dalla Francia (20%). Ma in futuro a trainare le vendite italiane all’estero potrebbero essere soprattutto i mercati terzi, primo fra tutti quello USA, che oggi copre solo il 4% dell’export agroalimentare a marchio biologico.

“La crescita del bio italiano non si fermerà alle dimensioni di mercato di oggi, e si svilupperà sensibilmente anche all’estero” - dichiara Silvia Zucconi di Nomisma - “Innanzitutto il profilo delle aziende bio è vincente: sono giovani, dinamiche, con grandi capacità manageriali e di commercializzazione. In più sono ottime le aspettative delle imprese export oriented: quasi 8 su 10 prevedono un incremento del proprio fatturato biologico all’estero nei prossimi 3 anni. Ed è grande l’interesse verso i mercati internazionali da parte delle imprese bio che ancora non esportano: il 57% dichiara un forte interesse a intraprendere la strada dei mercati internazionali nel prossimo futuro.”

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
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Edoardo Caprino T. 339 5933457
Giulia Fabbri T. 345 6156164

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Bologna Fiera, SANA - Sala Concerto – Presentazione dei dati dell’Osservatorio SANA sull’export della produzione italiana a cura di Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, con il supporto di ICE.

Programma

 

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Milano, Showroom Elica, ore 18.00 – Il Consorzio Marche Biologiche della Regione Marche organizza la conferenza stampa dal titolo “Agricoltura biologica: fa bene all’uomo, tutela l’ambiente. La case history marchigiana”.

Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, interviene con “Tutti i numeri del biologico: dalla produzione al consumatore”.

Programma

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ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) e Sana – Salone internazionale del Biologico e Naturale organizzato da Bologna Fiere hanno promosso un Osservatorio con l’obiettivo di realizzare il monitoraggio dell’agroalimentare biologico italiano all’estero. Federbio (Federazione italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) ed Assobio (Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici e naturali) collaborano alla realizzazione del progetto, convinte della necessità di predisporre, a favore degli operatori e delle imprese, di dati e analisi sulle opportunità di internazionalizzazione dei Made in Italy BIO.

L’implementazione dell’Osservatorio è stata affidata a Nomisma, che da anni si occupa dello studio della filiera del biologico.

I risultati dell’Osservatorio Sana ed Ice saranno presentati agli operatori ed  ai mezzi di informazione in un convegno che avrà luogo il 12 settembre in occasione dell’edizione 2015 di Sana.

Una fondamentale fase di lavoro dell’Osservatorio del biologico italiano all’estero riguarda la realizzazione di una indagine che coinvolgerà le imprese agroalimentari italiane con produzioni a marchio biologico più rappresentative. I dati che verranno raccolti costituiranno un patrimonio informativo unico poiché l’assenza di una classificazione di codici doganali per i prodotti biologici certificati impedisce la rilevazione continuativa dei flussi di import-export.

L’indagine sulle imprese agroalimentari si concluderà i primi giorni di AGOSTO 2015.

Ringraziamo sin d’ora le imprese coinvolte nel campione per gentile collaborazione ricordando che i dati raccolti serviranno ad elaborare informazioni preziose per tutte le aziende che operano in questo settore. 

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Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 11.00 – Nomisma, in collaborazione con l’Università di Bologna, propone i risultati della survey su 13.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Nomisma, nell’ambito della propria attività di ricerca e consulenza economica, è da sempre impegnata nell’offrire un contributo alla lettura delle trasformazioni socio-economiche del nostro Paese.

In questa ottica, dal 2009 è attivo l’Osservatorio Gioco e Giovani con l’obiettivo di garantire un continuo monitoraggio della struttura e delle dinamiche economico-normative dei vari segmenti di gioco, nonché la rilevazione dei comportamenti e delle relazioni con il mondo dei giochi d'azzardo da parte dei giovani.

Oggi, con Gioco & Giovani – Young Millennials Monitor, l’Osservatorio presenta due fattori innovativi.

Innanzitutto l’approccio multi-disciplinare al fenomeno. Nomisma ha infatti avviato una collaborazione con l’Università di Bologna per esplorare tutte le dimensioni del fenomeno gioco.

In secondo luogo, una base informativa unica che consente di monitorare abitudini e comportamenti di gioco dei giovani.

Durante l’anno scolastico 2014/2015 è stata, infatti, realizzata un’indagine che ha visto il coinvolgimento delle scuole superiori di secondo grado e la partecipazione di oltre 13.000 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 19 anni.

I risultati di Gioco & Giovani – Young Millennials Monitor saranno presentati l’1 luglio (ore 11,00) presso la Sala Incontri di Nomisma (Strada Maggiore, 44 - Bologna).
All’evento parteciperà Stefano Bonaccini - Presidente della Regione Emilia Romagna.

Alla presentazione dei risultati seguirà una tavola rotonda con interlocutori privilegiati finalizzata ad alimentare il dibattito e delineare possibili linee di policy.

La partecipazione all’evento è libera fino all’esaurimento dei posti. E’ gradita la conferma della partecipazione.

PROGRAMMA

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
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T. 051.6483. 179-158-149

 

 

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La Toscana è la terza regione italiana sui mercati internazionali per l’export di vino (15% a valore).
Un riconoscimento che arriva anche dal consumatore degli Stati Uniti: la Consumer Insight di Wine Monitor mostra che il 21% dei consumatori di vino indica la Toscana come regione produttiva dei vini che apprezza di più.

Di vino e globalizzazione se ne parla in un evento Fuori Expo – 6 giugno - organizzato da Maremma TV assieme alla Provincia di Grosseto e ai Comuni maremmani. Ma il protagonista non è solo il vino: 5 gli incontri tematici, con un nuovo format. Nomisma è partner scientifico

MILANO - CHIOSTRI DELL’UMANITARIA DAL 2 AL 7 GIUGNO

Milano, 28 maggio 2015 – Il vino è sempre più un prodotto “globalizzato”. A dirlo sono i numeri di Wine Monitor Nomisma (www.winemonitor.it). Lo spostamento dei consumi mondiali di vino dai Paesi tradizionalmente produttori e consumatori (Italia, Francia e Spagna) verso “nuove” aree di consumo ha infatti dato un forte impulso agli scambi internazionali di settore, che nel giro di 15 anni sono quasi raddoppiati arrivando a quasi 26 miliardi di euro nel 2014.

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Fonte Wine Monitor Nomisma – www.winemonitor.it

I produttori vitivinicoli italiani hanno saputo certamente cogliere le nuove opportunità di business derivanti da tale globalizzazione: nel decennio 2004-2014 le vendite di vino Made in Italy sui mercati esteri sono passate da 2,8 a 5,1 miliardi di euro. L’importanza del ruolo dei mercati internazionali per il vino è confermata dal fatto che nel 2014, per la prima volta, le esportazioni a volume hanno raggiunto dimensioni analoghe ai consumi interni (poco più di 20 milioni di ettolitri).

Non a caso negli ultimi anni il fatturato del settore è stato trainato dalla domanda estera, una circostanza che è destinata ad accentuarsi ancor di più negli anni a venire, considerata la progressiva contrazione dei consumi interni (-34% negli ultimi quindici anni, a cui va aggiunto un  -9% stimato entro il 2019).

La Toscana si piazza al terzo posto nella classifica dell’export di vino: 761 milioni di euro di vino esportati nel 2014, con un balzo in avanti del 2% rispetto al 2013 ma con una performance di medio periodo molto positiva (+49%). Guida il Veneto, con 1,67 miliardi di export di vino (+63% rispetto al 2009), soprattutto grazie anche al momento magico che stanno vivendo Prosecco e Amarone.

La Survey di Wine Monitor sugli operatori internazionali, ha misurato, tra le altre cose, la brand awareness dei territori vinicoli europei e ha messo in luce le principali zone di produzione di vini di successo: ben 6 regioni sono italiane. Tra queste primeggia ancora una volta il Veneto – che sembra aver ormai conquistato una sorta di leadership nel panorama dell’export enologico internazionale – seguito nell’ordine da Toscana, Sicilia, Piemonte. Ma è anche il consumatore a dare il più importante riconoscimento alla Toscana: l’indagine Wine Trend World di Wine Monitor indica che il 21% dei consumatori di vino degli Stati Uniti individua proprio nella Toscana la regione che produce i vini che apprezza di più. Un riconoscimento al territorio che rappresenta certamente una leva strategia da potenziare.

Le variazioni di breve e lungo periodo nell'export regionale di vino (valori)
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Il dato Totale Italia è superiore alla somma dei valori regionali in quanto comprende anche i dati delle regioni i cui valori sono oscurati ai sensi della normativa sul segreto statistico.
Fonte: WineMonitor su dati Istat

Tuttavia esportare non è così facile e la concorrenza dei competitor internazionali è sempre più agguerrita: occorre quindi conoscere in maniera approfondita il mercato, diversificare l’offerta a seconda del target che si vuole intercettare e porre attenzione a packaging, etichetta e modalità di comunicazione.

Il vino non è l’unico tema di approfondimento del ciclo di incontri promossi da Maremma TV, assieme alla Provincia di Grosseto e ai Comuni maremmani, in occasione di Expo2015 a Milano presso Chiostri dell’Umanitaria dal 2 al 7 giugno.

In particolare GIOVEDÌ 4 GIUGNO dalle 10 si parlerà de “L'ignoto dell'innovazione The unknown of innovation - Innovazione tecnologica, l’evoluzione della “tradizione”, nuovi modelli aziendali e nuove figure imprenditoriali e territoriali. I rischi e i benefici”, con interventi di: Marco Stevanin, Nomisma; Carlo Santarelli, Caseificio Manciano; Giulio Detti, Assessore di Manciano (GR).

VENERDÌ 5 GIUGNO, dalle 10, si parlerà di “Madre Maremma Mother Nature. La terra come macchina produttiva – la sua cura e le sue regole. L’uso delle tecnologia in suo favore. La natura non può essere del tutto naturale”, con interventi di: Lorenzo Corino, Agronomo; Salvatore Giordano, Nomisma; Mauro Fumagalli, Casa dei Pesci; Fernando Tizzi, Pastore.

SABATO 6 GIUGNO, dalle 10, sarà la volta di “WorldWineWeb. Globalizzazione dei mercati e delle comunicazioni. Strategie per dimostrare e realizzare il valore sostenibile”, con interventi di: Emanuele Di Faustino, Nomisma Wine Monitor; Giacomo Pondini, Consorzio Morellino di Scansano; Luca Vignali, ingegnere informatico.

Per il programma completo, dal 2 al 7 giungo: www.maremma.tv.

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Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
Alessandro Pavanati Tel. 347 1265589 -   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
Allegra Ceresani Tel. 339 3002260 –  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Sala Bolognese (BO), ore 9.00 - Silvia  Zucconi, Coordinatore Area Agroalimentare Nomisma, presenta i risultati della Survey sulle aziende agricole “Il ruolo del frumento ibrido in Italia” nell’ambito del convegno dal titolo “Che frumento coltiveremo nel 2025?”.

Programma

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Milano Expo, Teatro Centro della Terra, Parco della Biodiversità - ore 10.30 – Nell’ambito del convegno “Biodiversità e innovazione in agricoltura biologica” organizzato dal Consorzio Marche Biologiche della Regione Marche, Silvia Zucconi, Coordinatore Agricoltura e Industria Alimentare Nomisma, presenta “Tutti i numeri del BIO: dalla produzione al consumo”.

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): NEL 2014 CRESCITA EXPORT PAESI TERZI BATTE QUELLA UE 5 A 1

Bologna, 24 marzo 2015- “La variazione nell’ultimo anno dell’export di vino italiano nei mercati terzi è stata del +2,4%, contro lo 0,5% del mercato Ue-28. Una crescita, quella nei Paesi terzi, di quasi 5 volte superiore rispetto alle vendite nell’Ue, cui hanno contribuito in maniera decisiva le azioni di Ocm Promozione”. Lo ha detto oggi a Vinitaly Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies, al convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole. “Monitorare costantemente gli atteggiamenti e la percezione dei consumatori extra Ue nei confronti del nostro vino è la chiave per supportare le strategie di internazionalizzazione del vino made in Italy e raggiungere gli obiettivi posti lo scorso anno a Vinitaly dal Premier Renzi. Per questo – ha aggiunto Ballotta -abbiamo fondato assieme a Nomisma-Wine Monitor il nuovo Osservatorio esclusivamente dedicato ai mercati terzi, che oggi valgono il 58% del valore delle nostre esportazioni totali. E come esordio, l’Osservatorio non poteva che dedicare la sua prima indagine agli Usa e ai modelli di consumo dei suoi Millenials”. Per il responsabile area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Assistiamo a una sorta di migrazione dei consumi di vino: dal 2000 a oggi i consumi nell’Ue sono calati del 6% mentre negli altri Paesi sono cresciuti del 25%. E ancora, negli ultimi 10 anni (2004-2014) in Europa l’import in valore è cresciuto con un tasso medio annuo del 3%, mentre nei mercati terzi ha viaggiato su ritmi vicini all’8%, con punte del 39% in Cina (da 42mln a 1,2mld di euro) e del 10,7% in Russia. Altro elemento – ha aggiunto l’analista – che dimostra la strategicità di questi mercati è il prezzo medio al litro: è quasi doppio quello dei mercati terzi (3,75 euro) rispetto a quello Ue (1,91 euro)”.

Per il periodo 2014-2018, l’OCM vino prevede 337 milioni di euro annui: di questi, il 36% è dedicato alla promozione del vino italiano nei paesi Terzi. La Svizzera, rileva l’indagine dell’Osservatorio Business Strategies-Nomisma, è il mercato terzo dove l’Italia vanta la maggiore quota di mercato, con il 36%. A seguire, Stati Uniti (32%), Russia (29%), Canada (20%), Giappone (14%) e fanalino di coda la Cina si attesta sul 7% (nel 2001 era al 14%).

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