Distretti Commerciali in Italia

2009


Il Centergross è una tra le maggiori realtà nazionali ed europee grazie ad una superficie totale di 1 milione di mq, 400.000 mq di aree espositive e 100.000 mq di uffici. Forte di 683 imprese attive (dati luglio 2008), i due terzi delle quali operanti nel sistema moda, e circa 2000 addetti impiegati, il distretto ha saputo mostrato di ben interpretare le nuove sfide competitive, in coerenza con la performance positiva registrata dall’ingrosso moda italiana. Osservando in particolare gli ultimi cinque anni, è la moda a mostrare una maggiore dinamicità. Il fatturato, ad esempio, risulta in crescita nella metà dei casi per gli operatori della moda, piu` di quanto non si rilevi negli altri comparti, con oltre 2 aziende su 10 che segnano un incremento complessivo superiore al 25%. Gli operatori del Centergross appaiono a pieno titolo attori propulsivi di questa trasformazione che ha modificato i lineamenti del settore moda. Hanno saputo infatti crescere in termini di fatturato, generando nuova occupazione. Hanno inoltre aumentato la presenza sui mercati esteri, dove operano i 3/4 delle aziende moda con un fatturato del 43% (era il 35% solo nel 2005).
La pressione competitiva, non ultima quella delle grande catene monomarchio (Zara, H&M), ne ha mutato la struttura, la strategia ed i mercati. Nel Centergross appaiono di fatto tramontati i grossisti tradizionali, quelli insediatisi nella fase di apertura, sostituiti già negli Ottanta da soggetti che disegnano collezioni, che le fanno realizzare e le collocano sul mercato, ad un mercato fatto di dettaglianti che si riforniscono direttamente nel distretto. Il concetto di moda pronta prende corpo in quegli anni ed il Centergross ne rappresenta il protagonista sulla scena nazionale ed un anticipatore rispetto a molte logiche che si concretizzeranno nel decennio in corso. Oggi anche il pronto moda che si trova nel distretto è mutato: molti operatori hanno costituito una distribuzione propria e una rete commerciale. La risposta del sistema è andata anche verso linee di prodotto di fascia medio-alta, di fatto inseguendo i competitors sui loro segmenti. La pressione sui segmenti più bassi ha quindi ‘alzato la posta’, richiedendo politiche di marchio adeguate, visto l’affollamento che il settore vive oggi e che anche i big della moda stanno convergendo verso il ‘fast fashion’ (spostando di fatto il mercato sulle precollezioni).
Per dare sostegno ai singoli operatori si apre però la necessità per il distretto di sviluppare nuove funzionalità di servizio, facendo tesoro dell’esperienza dei distretti commerciali più innovativi e di più recente costituzione. Anche per il Centergross serve superare la logica individualista, che ha prevalso sino ad oggi, prevedendo servizi comuni per gli operatori e per chi visita il distretto: in questo serve anche costruire un’immagine e rivedere una struttura in maniera più conforme a questo disegno. Operando in un’ottica di più lungo respiro serve poi rafforzare le azioni atte a contenere le difficolta` di ricambio generazionale in molte imprese presenti, come peraltro si rileva nel resto d’Italia. In un territorio, e più in generale in un Paese, che sembra abbandonare la manifattura e soprattutto il Sistema Moda, appare fondamentale favorire la ricerca e l’emersione dei tanti talenti che la nostra tradizione può ancora generare, e riportare attenzione e risorse umane in un comparto primario per il nostro sistema economico. In una situazione di incertezza, con marginalità ridotte rispetto al passato, ma con maggiori costi di ingresso (anche per i valori immobiliari che domanda il mercato), il rischio è che il settore lentamente vada esaurendosi, di idee oltre che di imprese.



Settore: Politica industriale e sviluppo territoriale

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