Cosa permette a un’impresa di navigare Controvento? Le aziende raccontano la loro “rotta”

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Il 2 febbraio sono stati presentati i dati della seconda edizione di Controvento, la ricerca condotta da Nomisma in collaborazione con CRIF e che si pone l’obiettivo di individuare le imprese italiane del settore manifatturiero che sanno rispondere in maniera particolarmente efficace alle crescenti sfide competitive del mercato e che, in un Paese che arretra, procedono a “vele spiegate” e appunto “controvento”.
I dati dell’indagine – già sintetizzati in un precedente articolo – sono stati presentati da Lucio Poma, capo economista Nomisma e Responsabile Scientifico di Controvento e da Simone Mirani, General Manager Operations di CRIF Ratings.

In questo secondo articolo abbiamo deciso di dare ampio spazio alle testimonianze delle 3 aziende “controvento” invitate a partecipare alla tavola rotonda che ha seguito la presentazione dell’indagine. Ad ognuna di esse – mediante gli interventi di Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group, Ugo di Francesco, CEO di Chiesi Farmaceutici e Paolo Poma, managing director e CFO automobili di Lamborghini – è stato chiesto quale sia la chiave del proprio successo e quali siano gli elementi che hanno determinato performance di altissimo livello: tra tutti storicità, investimenti, valorizzazione delle risorse umane e massima concentrazione sulle sfide future.

Tre eccellenze del territorio dell’Emilia Romagna, singole realtà che rappresentano l’intero gruppo Controvento perché, come è emerso dall’indagine stessa, “la struttura è più importante dell’impresa”.
Quali sono, quindi, gli elementi che hanno consentito a queste aziende di issare le vele e non temere i venti contrari? Il giornalista di Repubblica Luca Piana ne ha parlato con Marchesini, di Francesco e Poma.

Marchesini Group: per rimanere al vertice, bisogna investire in digitalizzazione e formazione

Marchesini Group – leader nel packaging, uno dei settori punta di diamante della ricerca Controvento – è un’azienda il cui successo inizia nel dopoguerra, guardando già oltre i confini nazionali. 

“Mio padre ha venduto la sua prima macchina in Italia, ma la seconda già all’estero” ha raccontato Maurizio Marchesini, figlio del fondatore dell’omonima azienda bolognese “e oggi il 90% della nostra attività guarda fuori dai confini nazionali, ma con costante attenzione alle politiche e alle dinamiche interne. Il mercato italiano resta il nostro laboratorio, il luogo dove testiamo le idee, le sviluppiamo e creiamo un rapporto continuo con l’industria”.

Altro elemento fondamentale evidenziato da Maurizio Marchesini è l’importanza della filiera, elemento produttivo tipico dell’apparato industriale italiano, rete che permette di presidiare in maniera flessibile i mercati: un’azienda Controvento riconosce la rilevanza della filiera, e ha quindi un serbatoio potenzialmente infinito di capacità produttiva. 

Il presidente Marchesini ha spiegato inoltre come, negli ultimi anni, l’azienda abbia investito nell’industria 4.0, in nuovi metodi e approcci di produzione e in formazione delle risorse umane, determinando così le eccelse prestazioni emerse dai dati della ricerca Controvento.

Per esempio, durante il primo lockdown, la Marchesini ha colto il valore dell’investimento nel 4.0 utilizzando in remoto le stampanti 3D: avere a disposizione questa tecnologia, e saperla potenziare, consente grande flessibilità e permette di produrre pezzi complessi senza necessità di realizzare lotti di produzioni con un numero minimo. “Noi italiani siamo noti per essere in grado di fare cose belle e difficili, su misura, che altri non sanno, non possono o non vogliono fare. E se vogliamo occupare posizioni di vertice nel fare queste attività nuove e difficili” ha concluso Maurizio Marchesini “abbiamo sempre più bisogno di digitalizzazione e formazione”.

Investire sul capitale umano e sulle nuove tecnologie: la “rotta” di Chiesi Farmaceutici

Ugo di Francesco ha raccontato che anche il successo di Chiesi Farmaceutici parte da lontano: l’Italia, nel secondo dopoguerra, ha visto crescere una grande presenza industriale in questo settore, grazie alle capacità di molti imprenditori. 

La ripresa degli ultimi anni è stata così rapida da portare il comparto farmaceutico tra i top di Controvento, grazie alla specializzazione, alla presenza capillare sul territorio e a un forte investimento sul capitale umano.

La farmaceutica, in Italia, vede inoltre una percentuale di occupazione femminile superiore al 50%, anche nei ruoli apicali, oltre che occupare la prima posizione in termini di propensione all’export e di produttività pro capite

Chiesi ci ha dato inoltre la possibilità di riflettere su un altro importante aspetto, ovvero la modalità con cui un’impresa Controvento – in un panorama internazionale dominato da grandi colossi farmaceutici – programma e sostiene investimenti cospicui, come emerge dall’analisi CRIF. 

“Il nostro obiettivo è rimanere un’azienda di medie dimensioni in confronto alle Big Pharma, ma globale e di successo. Lavoriamo infatti sul concetto di focus: siamo focalizzati su due aree (malattie respiratorie e neonatologia) e su questi focus vogliamo essere tra i primi al mondo, competendo quindi con le Big”.

Investire per generare innovazione

“Noi investiamo in innovazione oltre il 20% del fatturato” spiega di Francesco, confermando di fatto i dati emersi da Controvento e dall’osservatorio CRIF “ed è necessario separare il concetto di innovazione da quello di invenzione: l’invenzione è legata a una persona, a un’idea di un singolo o di un gruppo. Generare innovazione è un processo, è un modo di lavorare che si costruisce giorno per giorno. Nel profilo di un’azienda che fa la scelta di puntare sull’innovazione, si può puntare su un’innovazione incrementale con profilo di rischio un po’ più basso, o su un’innovazione più disruptive con rischio un po’ più alto: queste due tipologie di innovazione vanno bilanciate”.

Chi è cresciuto tanto può crescere ancora: Lamborghini racconta come

Lamborghini è un’eccellenza della motor valley emiliana, celebrità dell’automotive e punta di diamante del lusso esperienziale. Da vent’anni fa parte del gruppo Volkswagen, che ha investito oltre 2 miliardi e mezzo in innovazione, non solo di prodotto ma anche di processo

Un ecosistema integrato, il cui attuale successo è delineato dal CFO Paolo Poma come conseguenza virtuosa di alcuni fattori: innanzitutto la forza della catena di fornitura, dislocata per il 40% all’estero, per un altro 40% in Italia e per la restante parte in diverse zone del mondo. Poi, un cospicuo investimento in formazione, ambito nel quale si sono create partnership con università italiane per formare i talenti dell’automotive di domani. Infine, una proficua collaborazione con le istituzioni regionali

Il 2020, per Lamborghini, è stato un anno eccezionale, che conferma su tutta la linea i dati Controvento: nonostante durante il lockdown l’azienda abbia dovuto sospendere l’attività per circa 50 giorni, l’assenza momentanea di prodotto non ha frenato la domanda. 

Inoltre, racconta Paolo Poma, durante il periodo di “fermo”, si è continuato ad investire in progetti di social responsibility, come la produzione di dispositivi di protezione facciale.

Per un’azienda Controvento che naviga a vele spiegate da decenni, c’è spazio per crescere ancora? E se sì, come? 
Poma spiega come, ad oggi, l’azienda stia affrontando tre sfide principali, in linea con la tendenza Controvento: la digitalizzazione, la sostenibilità e la mobilità.
“Affronteremo un paio di anni di stabilizzazione” conclude “e nel frattempo stiamo preparando il prossimo salto, che avverrà con una nuova generazione di prodotti”. 

Il futuro, per chi ragiona “controvento”, è già qui

Controvento esprime il valore dell’eccellenza

I saluti finali di Lucio Poma hanno consegnato un messaggio di speranza: come dimostrano anche le illustri testimonianze raccolte, la manifattura del nostro Paese è ancora viva e reattiva. 

Gian Paolo Manzella – al momento dell’evento, sottosegretario allo sviluppo economico – è intervenuto in chiusura dei lavori ricordando l’importanza della visione d’insieme: “il valore dell’eccellenza” afferma Manzella “in questo caso descrive il gruppo, non il singolo. La fotografia complessiva è la potenza di un’indagine come Controvento. Nomisma diventa così un soggetto che raccoglie idee e proposte, un trasformatore di intuizioni che può agevolare chi si trova a prendere decisioni”. 

Grazie all’esempio di Marchesini, Chiesi e Lamborghini abbiamo avuto occasione di accedere alle domande che le aziende Controvento si fanno per affrontare le crescenti sfide dell’oggi, e di avere un posto in prima fila per conoscere le risposte.

Proprio per questo, Controvento punta a diventare un Osservatorio continuativo, ponendosi l’obiettivo di indagare il sistema manifatturiero italiano ed estendere le indagini a nuovi aspetti di interesse.

Accedere ai dati della ricerca è quindi, per le aziende italiane, un’opportunità di rilievo anche per osservare come la crescita si evolverà nel tempo. Per informazioni sull’Osservatorio Nomisma è possibile scrivere a info@nomisma.it