In Italia nel 2018 le vendite di vino Bio hanno raggiunto 21,6 milioni di euro nella sola GDO, registrando un +88% rispetto allo stesso periodo del 2017. In crescita anche le superfici destinate a vigneti bio: +175% negli ultimi 10 anni

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Monday, 10 July 2017 17:27

10 July 2017 - Wine and Sustainability

Bologna, Nomisma Meeting Hall, 2:30 pm - NOMISMA WINE MONITOR WORKSHOP.
Sustainability is a value that is increasingly being recognized by consumers both for organizations (environmental and social) and for individual products. Among such products, sustainable wines are gaining significant market shares, especially abroad, in the markets of North America (USA above all) and Northern Europe (Scandinavia). At the national level, several private and public institutions - including the Ministry of the Environment - have promoted sustainability by making available for use by businesses various protocols and regulations, the respect of which leads to certification of products as well as organizations.
To broaden the understanding of these topics and evaluate market opportunities for sustainable wines, Wine Monitor is organizing a workshop dedicated to winegrowing companies.

WHAT IS GOING TO BE COVERED

  • US Market Insight and Consumer Survey: What kinds of opportunities for sustainable wines?
  • The strategic approach to sustainability in the Swedish and Norwegian Markets
  • What are the potential benefits for Italian wine companies?
  • Sustainability protocols available in Italy: Testimonies
  • How can you get your company certified as being sustainable?

For further information:
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Tuesday, 18 July 2017 15:39

18 July 2017 – Organic Wine Day

Rome, Sala Pirelli ICE, Via Liszt 21, 10:30 am - Nomisma Wine Monitor and ITA Agency offer a reflection on the role of and opportunities for Made in Italy organic wine in foreign markets. The opportunities and promotion processes in Germany and the UK in particular will be explored and some success stories will be presented.

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Also this year Nomisma’s Wine Monitor will be a protagonist at Vinitaly, participating in various events.

Below is the schedule of meetings and seminars in which the Wine Monitor team is participating.

10 April 2017:

11:00 am Marche Region Stand, Pad 7, C 6/7/8/9 – Indigenous wines and Restaurants: Identity responding to Market Challenges - PROGRAM
15:00 pm Centrocongressi Arena, Sala Puccini - The success of organic wines in Europe and in the world - PROGRAM

To meet the Wine Monitor team at Vinitaly, write to This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. or call 051 6483188-157

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La brand reputation dei prodotti tipici marchigiani secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT: gastronomia e vini sono le principali motivazioni del viaggio, dopo mare e città d’arte

(Vinitaly – Verona, 11 aprile 2016). Marche al plurale anche nella percezione della brand reputation dei suoi prodotti tipici: gli italiani che non la conoscono la collocano in basso nella classifica, per gli ‘user Marche’ è invece la terza regione italiana più attrattiva, dopo Emilia Romagna e Toscana. È quanto emerso oggi al Vinitaly da un’indagine su turisti e visitatori realizzata da Nomisma/Wine Monitor e presentata con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), nell’ambito della ricerca “Il valore socioeconomico del vino e dell’agroalimentare nelle Marche”. Secondo la survey, condotta su un campione di 1.200 interviste, la gastronomia e i vini delle Marche rappresentano un motivo importante del viaggio, dietro solo al ‘mare’ e ai ‘borghi/città d’arte’. Tra chi vede l’enogastronomia come la principale attrazione della regione, figurano soprattutto le persone con alto grado di istruzione e maggior capacità di spesa.
Questa indagine – ha detto il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzonida una parte ci inorgoglisce, dall’altra ci dice che dobbiamo fare di più sul fronte della promozione e della comunicazione del nostro territorio. E l’enoturismo, la gastronomia, il paesaggio rurale possono rappresentare un valore aggiunto determinate per lo sviluppo economico di agricoltura e turismo”. Proprio l’enoturismo, secondo Silvia Zucconi di Nomisma è la voce con grandi prospettive di crescita: “Il turismo dà un forte impulso al settore agroalimentare, sia per l’impatto diretto che ha sulla ristorazione che per l’acquisto di vino e prodotti agroalimentari, con un giro d’affari quantificato da Unioncamere in 355 milioni di euro. Rilevanza che trova conferma anche nell’indagine condotta da Nomisma, secondo la quale il 36% della spesa dei turisti afferisce all’acquisto di vini e prodotti alimentari, incidenza che sale al 50% tra gli escursionisti che visitano le Marche in giornata”.
E se per i turisti le Marche sono ritenute ospitali (25%), ricche di cibi gustosi (13%) e di vini di qualità (7%), anche l’impatto paesaggistico delle sue campagne è apprezzato. Qui la viticoltura è protagonista perchè, secondo l’indagine, oltre il 90% dei turisti/escursionisti ritiene che i vigneti presenti in regione contribuiscano a creare unicità e bellezza per il paesaggio marchigiano. Tra i vini e i prodotti alimentari svetta il Verdicchio (primo vino ricordato in termini di notorietà spontanea) con il 56%, le olive ascolane, il Ciauscolo e il rosso Conero (14%).

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Per informazioni:
Intercom – Ufficio stampa IMT
Ilaria Koeppen 334.3486392 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Viviana Laudani 328.7993824 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Ufficio Stampa Nomisma
Edoardo Caprino
Tel. 339 5933457
Giulia Fabbri
Tel. 345 6156164

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Secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT, per i consumatori italiani sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati. Grande attenzione anche per la sostenibilità ambientale.

(Vinitaly - Verona, 11 aprile 2016). Territorialità, esperienza e sostenibilità. Sono queste le parole d’ordine per il comparto vinicolo italiano secondo la nuova consumer survey realizzata da Nomisma-Wine Monitor che ha analizzato i comportamenti di consumo di vino in un campione rappresentativo della popolazione italiana over 18 tra canali di acquisto, motivazioni, prezzi e criteri di scelta. Secondo l’indagine, presentata oggi a Vinitaly dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini - IMT, per i consumatori sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati come trend di consumo dominante. Tra questi, spunta la sfida di popolarità dei bianchi il Verdicchio, l’autoctono marchigiano conosciuto dal 77% dei rispondenti, tallonato dal Vermentino (76%) e seguito a distanza da Vernaccia (67%), il Tocai Friulano (66%) e la Falanghina (62%). Una vittoria, quella dei vini identitari, sottolineata anche dall’importanza della territorialità nei criteri di scelta del vino. Stando ai dati dello studio, infatti, il 36% dei consumatori si orienta nell’acquisto principalmente in base alla provenienza dei vini, prestando attenzione alla specifica regione di produzione (26%) e alla nazionalità (10%). E mentre 1 italiano su 5 si dichiara disposto a esplorare nuovi territori e vini grazie a promozioni che strizzano l’occhio al portafoglio, il passaparola rimane la migliore arma di diffusione di massa. Nella fase di ricerca delle informazioni, per il 34% del campione il consiglio di amici e familiari è più convincente di sommelier (7%) e media specializzati (9%), che registrano il netto sorpasso del web sul cartaceo (rispettivamente 6% e 3%). Si afferma quindi l’importanza dell’esperienza, quella raccontata o vissuta direttamente attraverso degustazioni al ristorante (importanti per il 13%) ed eventi fieristici dedicati (7%).
Sono 44 milioni le persone (l’80% dei 18-65enni) che, nel corso del 2015, hanno consumato vino in Italia, con il 50% che lo beve almeno 2-3 volte a settimana e il 65% che ne assume più di 2 bicchieri ogni 7 giorni. Il consumo si rivela essere direttamente proporzionale all’età, con il 64% dei ‘Baby boomers’ (51-69 anni) che beve regolarmente più volte alla settimana, contro il 50% della ‘Generazione X’ (36-50enni) e appena il 38% dei più giovani ‘Millennials’, che però risultano essere i maggiori consumatori di sparkling. Stappato prevalentemente in casa (64%) e al ristorante (17%), resta forte il legame con la cucina, tant’è che il 20% degli intervistati suggerisce alla pubblicità di puntare sugli abbinamenti enogastronomici. Ma è una tavola sempre più verde quella degli italiani, che vedono il vino del futuro orientarsi verso marchi biologici (20%), vini carbon neutral (9%), packaging eco-sostenibili (5%) e vini vegani (4%).

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Per informazioni:
Intercom – Ufficio stampa IMT
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VINITALYBIO: IN DUE ANNI SONO RADDOPPIATI IN ITALIA I CONSUMATORI DI VINI BIO – OGGI SONO 10,6 MILIONI
E VOLA ANCHE L’EXPORT: 137 MILIONI LE VENDITE SUI MERCATI INTERNAZIONALI (+38% RISPETTO AL 2014)
E’ QUANTO EMERGE DALL’ANALISI WINE MONITOR-NOMISMA PRESENTATA IN OCCASIONE DEL CONVEGNO DI FEDERBIO

Verona, 11 aprile 2016 - +259% Europa, +261% mondo: sono questi i dati relativi allo sviluppo – nel periodo 2004/2014 - registrato dalla viticoltura biologica. E’ quanto emerge dall’analisi Wine Monitor – Nomisma su dati FIBL - predisposta in occasione di Vinitaly 2016 e presentata durante la Tavola Rotonda organizzata da FederBio “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l'internazionalizzazione, tenutosi oggi durante Vinitalybio (il salone dedicato ai vini biologici certificati). La viticoltura biologica dell’Unione Europea rappresenta l'84% della superficie bio del mondo.

Nel mondo il 4,5% della superficie vitata è bio; nella UE l’incidenza sale al 7,8%. La graduatoria per Paese rileva al primo posto il Messico (con uno share del 15,6%), seguito dall’Austria (10,7%). L’Italia è al terzo posto (con il 10,3%) precedendo Spagna (8,9%), Francia (8,7%), Germania (7,6%), Nuova Zelanda (6,7%), Bulgaria (5,8%) e Grecia (4,3%).

Per superfici vitate bio, l'Italia, con 72.361 ettari, è al secondo posto in Europa, dopo la Spagna (84.381 ettari). Considerando l’orizzonte temporale 2003-2014 il Paese iberico presenta una crescita del +413% mentre l’Italia del +128% e la Francia del +307% (terzo posto in graduatoria, con 66.211 ettari). Spostando l’obiettivo sulla superficie a vite biologica per regione, in Italia guida la Sicilia (27.105 ettari nel 2014, 38% sul totale italiano e +43% rispetto al 2011); seguono Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).

Ma la novità presentata a VinitalyBio è la mappatura delle dimensioni del mercato finale: nel 2015 le vendite di vino bio hanno raggiunto complessivamente 205 milioni di euro. Tale giro d’affari è realizzato per 1/3 sul mercato interno (68 milioni di euro, considerando tutti i canali - gdo, catene specializzate in prodotti bio, enoteche, ristorazione/wine, vendite diretta …) e per la restante parte (137 milioni di euro) sui mercati internazionali (+38% rispetto all’export di vino bio realizzato nel 2014). E a crescere è anche la consumer base: negli ultimi 12 mesi il 21% della popolazione italiana over 18, ovvero 10,6 milioni di persone, ha bevuto in almeno un’occasione - a casa o fuori casa - vino biologico certificato. Percentuale in continua crescita negli ultimi anni (nel 2013 era pari al 2%, nel 2014 era pari al 12%), sintomo di un forte apprezzamento da parte del consumatore, che riconosce al vino bio naturalità (44% degli user riconosce tale fattore distintivo) ma anche qualità (17%). Per tutte queste caratteristiche distintive, il 75% dei wine user bio è disposto a spendere di più per acquistare un vino con il marchio bio.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

Il marchio biologico è indubbiamente un valore distintivo di grande successo, non solo per l’alimentare, ma anche per il vino; in soli due anni la quota di consumatori italiani che beve vino bio è raddoppiata” – dichiara Silvia Zucconi Survey Coordinator Wine Monitor - Nomisma. “Ma il successo non si ferma ai confini nazionali: l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% – a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia”.

"Oltre che nel canale specializzato il vino bio sta acquistando peso nella GDO, che lo ha individuato come prodotto con grandi opportunità e dove la crescita in valore va dal 20 al 70 % a seconda delle categorie” - precisa Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio. “Il gradimento è giustificato dal fatto che il vino bio è di qualità superiore; i produttori devono prestare la massima attenzione alla qualità delle uve non essendoci trattamenti chimici in vigneto".

EXPORT
Il valore del mercato dell'export di vino bio è pari a 137 milioni di euro, con il 75% delle imprese che producono bio che portano fuori dai confini italiani la qualità e l'eccellenza del vino Made in Italy. La Germania è il primo Paese di destinazione del vino bio italiano (dove il mercato italiano del vino bio) produce il 38% del fatturato complessivo), seguita da USA e Svizzera.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

La qualità organolettica, l'affidabilità dell'azienda, la tracciabilità del prodotto, la presenza di altre certificazioni bio e la provenienza italiana sono ritenute dalle imprese italiane le principali caratteristiche vincenti del vino bio italiano sui mercati esteri.
Molte imprese italiane credono nell'export e ritengono che nel prossimi tre anni il loro fatturato estero possa continuare a cresce ogni anno a doppia cifra, individuando, in USA, Unione europea, Giappone e Canada i mercati più promettenti. Crescita che potrebbe essere ulteriormente rafforzato se fosse possibile poter contare su un maggior coordinamento istituzionale per la promozione dei vini bio (il 26% delle imprese che oggi non esporta individua in tale fatto re il principale ostacolo).

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UFFICIO STAMPA FEDERBIO - FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA
Silvia Pessini This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - Cell. 348 3391007
Aries Comunicazione

UFFICIO STAMPA NOMISMA
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Edoardo Caprino – Cell 3395933457
Giulia Fabbri – Cell 3456156164

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Verona, Vinitaly 2016, Arena Conference Center, Puccini Hall, at 3:00 p.m. – On the basis of the figures, forecasts and analyses of Nomisma’s Wine Monitor, Federbio is organizing the round table focused on " The European market for organic wine: strategies for development and internationalization", in which will be discussed the activities to promote internationalization, the expectations of consumers, producers and trade, and development prospects, comparing the experiences of international players of the highest level.

Programme

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Roma, Cavour Hall of the Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policies (via XX settembre 20) at 11:00 AM – Denis Pantini, Wine Monitor Project Leader, and Silvia Zucconi, Nomisma Wine Monitor Coordinator, are speaking at the press conference presenting the UIV Wine Observatory, developed and promoted by the Italian Wine Union with the strategic partnership of ISMEA and SDA Bocconi-Wine Management Lab and the technical cooperation of Nomisma Wine Monitor. Denis Pantini will make a presentation entitled "The tracking of the on-trade channel in Italy: results and trends" while Silvia Zucconi will speak about "Trends and Prospects in wine consumption" away from home ": the main findings of the survey on Italian consumers".

Among the speakers:
Domenico Zonin - President of Italian Wine Union
Raffaele Borriello - Ismea General Director
Andrea Rea – Head of Wine management lab at SDA Bocconi
Fabio del Bravo - ISMEA

The Deputy Minister of Agricultural, Food and Forestry Policies, Andrea Olivero, is expected to participate.

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Friday, 25 September 2015 00:00

25 September 2015 - Wine Monitor: USA Focus

Bologna – The US market will be the leading character of the Wine Monitor’s US Focus, developed in collaboration with Wine Meridian.

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