Fiera Milano, SIMEI-Area Enovitis, ore 10.30 - Nell’ambito del convegno "Vino sostenibile. Opportunità per le aziende, valore per il mercato", organizzato da Valoritalia, Emanuele Di Faustino - Project Manager Nomisma - interverrà con un’analisi sul mercato del vino e i nuovi trend di consumo, con uno sguardo particolare al ruolo giocato dai vini sostenibili e alle opportunità di mercato legate a tali prodotti.

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Bari, Centro Congressi Nuova Fiera del Levante - Sala 1, ore 15 - FederBio, in collaborazione con BolognaFiere, AssoBio, Unione Italiana Vini, presenterà il convegno “Il vino biologico: aspetti tecnici, normativi e di mercato” all’interno del progetto “B.E.N.E. – biologico è…. una nuova economia“.

Silvia Zucconi, responsabile Market Intelligence di Nomisma, interverrà al convegno con un'analisi sull’evoluzione del comparto vino biologico in Italia e le prospettive del mercato.

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Forlì, Caviro, ore 17 – Emanuele Di Faustino, project manager di Nomisma, parteciperà al convegno “I valori della sostenibilità in agricoltura” con un’analisi sul ruolo dei vini sostenibili nel mercato italiano.
Il convegno inaugurerà la serata del venerdì della Caviro Wine Week.
È richiesto l’accredito.

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In Italia nel 2018 le vendite di vino Bio hanno raggiunto 21,6 milioni di euro nella sola GDO, registrando un +88% rispetto allo stesso periodo del 2017. In crescita anche le superfici destinate a vigneti bio: +175% negli ultimi 10 anni

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Lunedì, 10 Luglio 2017 15:30

10 luglio 2017 – Vino e sostenibilità

Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 14:30 – WORKSHOP NOMISMA WINE MONITOR.

La sostenibilità rappresenta sempre più un valore riconosciuto dal consumatore sia per le organizzazioni (ambientale e sociale) sia a livello di singoli prodotti. Tra questi, i vini sostenibili stanno conquistando quote di mercato importanti soprattutto all’estero, nei mercati nordamericani (USA in primis) e nord europei (Scandinavia). A livello italiano, diverse istituzioni private e pubbliche - tra questi il Ministero dell’Ambiente – hanno promosso la sostenibilità attraverso la predisposizione di protocolli e disciplinari ad uso delle imprese, il cui rispetto dà luogo ad una certificazione sia di prodotto che di organizzazione.

Per approfondire questi temi e valutare le opportunità di mercato per i vini sostenibili, Wine Monitor organizza un workshop dedicato alle imprese vitivinicole.

DI COSA SI PARLERÀ

  • Market Insight e Consumer Survey Stati Uniti: quali opportunità per i vini sostenibili?
  • L’approccio strategico alla sostenibilità nei mercati svedese e norvegese
  • Quali sono i possibili benefici per le imprese vitivinicole italiane?
  • I protocolli di sostenibilità disponibili in Italia: testimonianze
  • Come certificare la propria azienda per essere sostenibile?

 Programma

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Martedì, 18 Luglio 2017 15:10

18 luglio 2017 - Vino Bio Day

Roma, Sala Pirelli ICE, Via Liszt 21, ore 10:30 - Nomisma Wine Monitor e Agenzia ITA propongono una riflessione sul ruolo e le opportunità del vino bio Made in Italy sui mercati esteri. Verranno approfondite le opportunità e i percorsi di promozione in particolare in Germania e Regno Unito e presentate alcune storie di successo.

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Programma

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Anche quest'anno Wine Monitor Nomisma sarà protagonista a Vinitaly con la partecipazione a diversi eventi.

Di seguito il programma dei convegni e seminari a cui prenderà parte il team di Wine Monitor.

10 Aprile 2017:

ore 11:00 Stand Regione Marche, Pad 7, C 6/7/8/9 - Autoctoni e ristorazione: l'identità alla sfida dei mercati - PROGRAMMA

ore 15:00 Centrocongressi Arena, Sala Puccini - Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo - PROGRAMMA

Per incontrare il team di Wine Monitor a Vinitaly, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiama lo 051 6483188-157

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Veronafiere - Sala Salieri, ore 14:30 – Silvia Zucconi, Coordinatore CONSUMER INSIGHT Wine Monitor Nomisma, presenta “Le vendite di vino nell’Horeca tra il 2015 e 2016. Un anno di rilevazioni dell’Osservatorio del Vino tra imprese e consumatori” nell’ambito del convegno Wine2Wine.

Invito

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La brand reputation dei prodotti tipici marchigiani secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT: gastronomia e vini sono le principali motivazioni del viaggio, dopo mare e città d’arte

(Vinitaly – Verona, 11 aprile 2016). Marche al plurale anche nella percezione della brand reputation dei suoi prodotti tipici: gli italiani che non la conoscono la collocano in basso nella classifica, per gli ‘user Marche’ è invece la terza regione italiana più attrattiva, dopo Emilia Romagna e Toscana. È quanto emerso oggi al Vinitaly da un’indagine su turisti e visitatori realizzata da Nomisma/Wine Monitor e presentata con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), nell’ambito della ricerca “Il valore socioeconomico del vino e dell’agroalimentare nelle Marche”. Secondo la survey, condotta su un campione di 1.200 interviste, la gastronomia e i vini delle Marche rappresentano un motivo importante del viaggio, dietro solo al ‘mare’ e ai ‘borghi/città d’arte’. Tra chi vede l’enogastronomia come la principale attrazione della regione, figurano soprattutto le persone con alto grado di istruzione e maggior capacità di spesa.
Questa indagine – ha detto il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzonida una parte ci inorgoglisce, dall’altra ci dice che dobbiamo fare di più sul fronte della promozione e della comunicazione del nostro territorio. E l’enoturismo, la gastronomia, il paesaggio rurale possono rappresentare un valore aggiunto determinate per lo sviluppo economico di agricoltura e turismo”. Proprio l’enoturismo, secondo Silvia Zucconi di Nomisma è la voce con grandi prospettive di crescita: “Il turismo dà un forte impulso al settore agroalimentare, sia per l’impatto diretto che ha sulla ristorazione che per l’acquisto di vino e prodotti agroalimentari, con un giro d’affari quantificato da Unioncamere in 355 milioni di euro. Rilevanza che trova conferma anche nell’indagine condotta da Nomisma, secondo la quale il 36% della spesa dei turisti afferisce all’acquisto di vini e prodotti alimentari, incidenza che sale al 50% tra gli escursionisti che visitano le Marche in giornata”.
E se per i turisti le Marche sono ritenute ospitali (25%), ricche di cibi gustosi (13%) e di vini di qualità (7%), anche l’impatto paesaggistico delle sue campagne è apprezzato. Qui la viticoltura è protagonista perchè, secondo l’indagine, oltre il 90% dei turisti/escursionisti ritiene che i vigneti presenti in regione contribuiscano a creare unicità e bellezza per il paesaggio marchigiano. Tra i vini e i prodotti alimentari svetta il Verdicchio (primo vino ricordato in termini di notorietà spontanea) con il 56%, le olive ascolane, il Ciauscolo e il rosso Conero (14%).

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Per informazioni:
Intercom – Ufficio stampa IMT
Ilaria Koeppen 334.3486392 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Viviana Laudani 328.7993824 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio Stampa Nomisma
Edoardo Caprino
Tel. 339 5933457
Giulia Fabbri
Tel. 345 6156164

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Secondo un’indagine di Wine Monitor Nomisma presentata a Vinitaly 2016 per IMT, per i consumatori italiani sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati. Grande attenzione anche per la sostenibilità ambientale.

(Vinitaly - Verona, 11 aprile 2016). Territorialità, esperienza e sostenibilità. Sono queste le parole d’ordine per il comparto vinicolo italiano secondo la nuova consumer survey realizzata da Nomisma-Wine Monitor che ha analizzato i comportamenti di consumo di vino in un campione rappresentativo della popolazione italiana over 18 tra canali di acquisto, motivazioni, prezzi e criteri di scelta. Secondo l’indagine, presentata oggi a Vinitaly dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini - IMT, per i consumatori sono i vini da vitigni autoctoni i protagonisti indiscussi del futuro enologico italiano, identificati dal 39% degli intervistati come trend di consumo dominante. Tra questi, spunta la sfida di popolarità dei bianchi il Verdicchio, l’autoctono marchigiano conosciuto dal 77% dei rispondenti, tallonato dal Vermentino (76%) e seguito a distanza da Vernaccia (67%), il Tocai Friulano (66%) e la Falanghina (62%). Una vittoria, quella dei vini identitari, sottolineata anche dall’importanza della territorialità nei criteri di scelta del vino. Stando ai dati dello studio, infatti, il 36% dei consumatori si orienta nell’acquisto principalmente in base alla provenienza dei vini, prestando attenzione alla specifica regione di produzione (26%) e alla nazionalità (10%). E mentre 1 italiano su 5 si dichiara disposto a esplorare nuovi territori e vini grazie a promozioni che strizzano l’occhio al portafoglio, il passaparola rimane la migliore arma di diffusione di massa. Nella fase di ricerca delle informazioni, per il 34% del campione il consiglio di amici e familiari è più convincente di sommelier (7%) e media specializzati (9%), che registrano il netto sorpasso del web sul cartaceo (rispettivamente 6% e 3%). Si afferma quindi l’importanza dell’esperienza, quella raccontata o vissuta direttamente attraverso degustazioni al ristorante (importanti per il 13%) ed eventi fieristici dedicati (7%).
Sono 44 milioni le persone (l’80% dei 18-65enni) che, nel corso del 2015, hanno consumato vino in Italia, con il 50% che lo beve almeno 2-3 volte a settimana e il 65% che ne assume più di 2 bicchieri ogni 7 giorni. Il consumo si rivela essere direttamente proporzionale all’età, con il 64% dei ‘Baby boomers’ (51-69 anni) che beve regolarmente più volte alla settimana, contro il 50% della ‘Generazione X’ (36-50enni) e appena il 38% dei più giovani ‘Millennials’, che però risultano essere i maggiori consumatori di sparkling. Stappato prevalentemente in casa (64%) e al ristorante (17%), resta forte il legame con la cucina, tant’è che il 20% degli intervistati suggerisce alla pubblicità di puntare sugli abbinamenti enogastronomici. Ma è una tavola sempre più verde quella degli italiani, che vedono il vino del futuro orientarsi verso marchi biologici (20%), vini carbon neutral (9%), packaging eco-sostenibili (5%) e vini vegani (4%).

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