Ancona, Regione Marche - Palazzo Raffaello ore 11:30 – Silvia Zucconi, Coordinatore Agricoltura e industria alimentare di Nomisma, partecipa al Convegno organizzato dalla Regione Marche sull’esperienza e le prospettive future del biologico nelle Marche.

Interverranno:

Luca Ceriscioli  (presidente Regione Marche)
Anna Casini (assessore Agricoltura Regione Marche)
Roberta Fileni (Azienda Fileni)
Silvia Zucconi (Nomisma)
Francesco Torriani (Filiera Marche Biologico)

Invito

 

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VINITALYBIO: IN DUE ANNI SONO RADDOPPIATI IN ITALIA I CONSUMATORI DI VINI BIO – OGGI SONO 10,6 MILIONI
E VOLA ANCHE L’EXPORT: 137 MILIONI LE VENDITE SUI MERCATI INTERNAZIONALI (+38% RISPETTO AL 2014)
E’ QUANTO EMERGE DALL’ANALISI WINE MONITOR-NOMISMA PRESENTATA IN OCCASIONE DEL CONVEGNO DI FEDERBIO

Verona, 11 aprile 2016 - +259% Europa, +261% mondo: sono questi i dati relativi allo sviluppo – nel periodo 2004/2014 - registrato dalla viticoltura biologica. E’ quanto emerge dall’analisi Wine Monitor – Nomisma su dati FIBL - predisposta in occasione di Vinitaly 2016 e presentata durante la Tavola Rotonda organizzata da FederBio “Il mercato europeo del vino biologico, strategie per lo sviluppo e l'internazionalizzazione, tenutosi oggi durante Vinitalybio (il salone dedicato ai vini biologici certificati). La viticoltura biologica dell’Unione Europea rappresenta l'84% della superficie bio del mondo.

Nel mondo il 4,5% della superficie vitata è bio; nella UE l’incidenza sale al 7,8%. La graduatoria per Paese rileva al primo posto il Messico (con uno share del 15,6%), seguito dall’Austria (10,7%). L’Italia è al terzo posto (con il 10,3%) precedendo Spagna (8,9%), Francia (8,7%), Germania (7,6%), Nuova Zelanda (6,7%), Bulgaria (5,8%) e Grecia (4,3%).

Per superfici vitate bio, l'Italia, con 72.361 ettari, è al secondo posto in Europa, dopo la Spagna (84.381 ettari). Considerando l’orizzonte temporale 2003-2014 il Paese iberico presenta una crescita del +413% mentre l’Italia del +128% e la Francia del +307% (terzo posto in graduatoria, con 66.211 ettari). Spostando l’obiettivo sulla superficie a vite biologica per regione, in Italia guida la Sicilia (27.105 ettari nel 2014, 38% sul totale italiano e +43% rispetto al 2011); seguono Puglia (10.269 ettari, +22%) e Toscana (9.243 ettari, +46%).

Ma la novità presentata a VinitalyBio è la mappatura delle dimensioni del mercato finale: nel 2015 le vendite di vino bio hanno raggiunto complessivamente 205 milioni di euro. Tale giro d’affari è realizzato per 1/3 sul mercato interno (68 milioni di euro, considerando tutti i canali - gdo, catene specializzate in prodotti bio, enoteche, ristorazione/wine, vendite diretta …) e per la restante parte (137 milioni di euro) sui mercati internazionali (+38% rispetto all’export di vino bio realizzato nel 2014). E a crescere è anche la consumer base: negli ultimi 12 mesi il 21% della popolazione italiana over 18, ovvero 10,6 milioni di persone, ha bevuto in almeno un’occasione - a casa o fuori casa - vino biologico certificato. Percentuale in continua crescita negli ultimi anni (nel 2013 era pari al 2%, nel 2014 era pari al 12%), sintomo di un forte apprezzamento da parte del consumatore, che riconosce al vino bio naturalità (44% degli user riconosce tale fattore distintivo) ma anche qualità (17%). Per tutte queste caratteristiche distintive, il 75% dei wine user bio è disposto a spendere di più per acquistare un vino con il marchio bio.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

Il marchio biologico è indubbiamente un valore distintivo di grande successo, non solo per l’alimentare, ma anche per il vino; in soli due anni la quota di consumatori italiani che beve vino bio è raddoppiata” – dichiara Silvia Zucconi Survey Coordinator Wine Monitor - Nomisma. “Ma il successo non si ferma ai confini nazionali: l’export di vino bio nell’ultimo anno cresce del 38% – a fronte di una crescita complessiva del vino italiano del 5%. Questo significa che la qualità dei vini biologici italiani ha un ottimo posizionamento anche all’estero, soprattutto in Germania (38% dell’export), primo mercato di destinazione per l’Italia”.

"Oltre che nel canale specializzato il vino bio sta acquistando peso nella GDO, che lo ha individuato come prodotto con grandi opportunità e dove la crescita in valore va dal 20 al 70 % a seconda delle categorie” - precisa Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio. “Il gradimento è giustificato dal fatto che il vino bio è di qualità superiore; i produttori devono prestare la massima attenzione alla qualità delle uve non essendoci trattamenti chimici in vigneto".

EXPORT
Il valore del mercato dell'export di vino bio è pari a 137 milioni di euro, con il 75% delle imprese che producono bio che portano fuori dai confini italiani la qualità e l'eccellenza del vino Made in Italy. La Germania è il primo Paese di destinazione del vino bio italiano (dove il mercato italiano del vino bio) produce il 38% del fatturato complessivo), seguita da USA e Svizzera.

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Fonte: Wine Monitor Nomisma per Federbio.

La qualità organolettica, l'affidabilità dell'azienda, la tracciabilità del prodotto, la presenza di altre certificazioni bio e la provenienza italiana sono ritenute dalle imprese italiane le principali caratteristiche vincenti del vino bio italiano sui mercati esteri.
Molte imprese italiane credono nell'export e ritengono che nel prossimi tre anni il loro fatturato estero possa continuare a cresce ogni anno a doppia cifra, individuando, in USA, Unione europea, Giappone e Canada i mercati più promettenti. Crescita che potrebbe essere ulteriormente rafforzato se fosse possibile poter contare su un maggior coordinamento istituzionale per la promozione dei vini bio (il 26% delle imprese che oggi non esporta individua in tale fatto re il principale ostacolo).

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UFFICIO STAMPA FEDERBIO - FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA
Silvia Pessini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Cell. 348 3391007
Aries Comunicazione

UFFICIO STAMPA NOMISMA
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Edoardo Caprino – Cell 3395933457
Giulia Fabbri – Cell 3456156164

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Verona, VinitalyBio 2016, Centrocongressi Arena, Sala Puccini, ore 15.00 – Sulla base dei numeri, delle previsioni e delle analisi di Wine Monitor Nomisma, Federbio organizza la tavola rotonda “Il mercato europeo del vino biologico: strategie per lo sviluppo e l’internazionalizzazione” in cui si discuterà delle attività per favorire l’internazionalizzazione, quali siano le attese di consumatori, produttori e trade, e le prospettive di sviluppo, mettendo a confronto le esperienze di player internazionali di assoluto livello.

Programma

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BolognaFiere, Marca, ore 14.00 – Silvia Zucconi, Coordinatore Agricoltura e industria alimentare di Nomisma, presenta “I consumi alimentari bio: i risultati dell’indagine Nomisma sul consumatore italiano”, nell’ambito del convegno Marca-Assobio dal titolo “C’è un grande prato verde – Il biologico, grande opportunità per la Distribuzione Organizzata e le aziende copacker”.

Programma

 

 

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Giovedì, 19 Novembre 2015 00:00

19 novembre 2015 – Forum Bio 2015

BolognaFiere, Sala Sinfonia, ore 10.30 – Nomisma, Assobio e Federbio, in collaborazione con SANA e BolognaFiere, presentano “Tutti i numeri del bio: trend, consumatore, export”.

Durante il forum saranno presentati i risultati dell’indagine 2015 realizzata da Nomisma sul consumatore italiano, sulle dimensioni e sul posizionamento dell’export bio italiano sui mercati internazionali.

L’evento è riservato esclusivamente alle imprese che hanno partecipato all’indagine sull’export SANA-Nomisma.

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IL BIO AGROALIMENTARE MADE IN ITALY CONFERMA IL SUO SUCCESSO ANCHE ALL’ESTERO: +337% DAL 2008.
L’export italiano bio vale 1,42 miliardi nel 2014
È quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio Sana 2015 curato da Nomisma
La filiera biologica italiana gode di ottima salute. Tutti in numeri chiave 2014 sono in crescita: superfici, imprese, punti vendita. Ma il trend che più sorprende arriva dal mercato finale: le vendite agroalimentari bio crescono in doppia cifra sia sul mercato interno che all’estero.
A spiegare i motivi di questo ampio consenso è l’Osservatorio SANA 2015 promosso da ICE, curato da Nomisma, su incarico di BolognaFiere e in collaborazione con Federbio e Assobio.
L’Osservatorio Sana-Nomisma 2015 ha come focus la misurazione dell’export di prodotti agroalimentari biologici italiani e la valutazione del posizionamento competitivo sui mercati esteri. Obiettivi realizzati tramite l’implementazione di una Survey su 155 imprese agroalimentari bio italiane che esprimono un fatturato agroalimentare biologico di 1 miliardo di euro (circa un quarto del fatturato della filiera biologica italiana). I risultati parlano chiaro: il settore agroalimentare biologico continua a esprimere un grande potenziale, anche aldilà dei confini nazionali. L’export di prodotti agroalimentari bio italiani è in crescita esponenziale (+337% rispetto al 2008) e nel 2014 ha generato un fatturato di 1,4 miliardi di euro (4% sull’export agroalimentare italiano totale).

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Fonte: NOMISMA e ASSOBIO per Osservatorio SANA 2015

“L’export agroalimentare bio è costantemente trainato dalle ottime performance del Made in Italy sui mercati internazionali (+2% 2014 su 2013). Ma la crescita dell’export bio è supportata anche da altri fattori decisivi.” - dichiara Silvia Zucconi, coordinatore area Agroalimentare Nomisma che ha curato l’Osservatorio SANA 2015 - “Innanzitutto una vivace domanda di prodotti biologici a livello mondiale (+13% la crescita delle vendite nell’ultimo anno), ma soprattutto la capacità del bio Made in Italy di offrire qualità, innovazione e garanzie aggiuntive (prima fra tutte la tracciabilità).”

Prodotti, quindi, con attributi distintivi riconosciuti e apprezzati sia dalla grande distribuzione gli operatori commerciali che dai consumatori internazionali: è certamente il primo motivo per cui le imprese italiane del bio mostrano un’ottima capacità di presidio dei mercati internazionali. Anche la loro propensione all’export ne è una dimostrazione: sale al 24% la quota dell’export sul fatturato, a fronte di un 18% registrato dall’agroalimentare nel complesso.

La vocazione all’export delle imprese bio italiane è forte (nel 2014 l’80% delle imprese del campione è stata attiva sui mercati internazionali) e l’esperienza è consolidata: il 74% delle imprese esporta da oltre 5 anni, mentre un ulteriore 19% ha iniziato a vendere oltre confine da 2-3 anni.

Il paniere bio all’estero si concentra su alcune categorie di punta del Made in Italy: ortofrutta fresca (20% del fatturato in export bio del campione), pasta (12%), carni fresche e trasformate (7%) – soprattutto salumi e insaccati – e vino (7%). Pesanti anche alcune altre referenze tipiche del paniere bio come i sostituti del latte (bevande vegetali a base di soia o riso) che generano il 16% del fatturato estero.

Per quanto riguarda i principali mercati presidiati, la UE rappresenta il maggior sbocco per l’export bio (82%). Come per l’agroalimentare totale, la Germania rappresenta il primo mercato anche per i prodotti italiani bio (24% del fatturato estero realizzato nel 2014), seguita dalla Francia (20%). Ma in futuro a trainare le vendite italiane all’estero potrebbero essere soprattutto i mercati terzi, primo fra tutti quello USA, che oggi copre solo il 4% dell’export agroalimentare a marchio biologico.

“La crescita del bio italiano non si fermerà alle dimensioni di mercato di oggi, e si svilupperà sensibilmente anche all’estero” - dichiara Silvia Zucconi di Nomisma - “Innanzitutto il profilo delle aziende bio è vincente: sono giovani, dinamiche, con grandi capacità manageriali e di commercializzazione. In più sono ottime le aspettative delle imprese export oriented: quasi 8 su 10 prevedono un incremento del proprio fatturato biologico all’estero nei prossimi 3 anni. Ed è grande l’interesse verso i mercati internazionali da parte delle imprese bio che ancora non esportano: il 57% dichiara un forte interesse a intraprendere la strada dei mercati internazionali nel prossimo futuro.”

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
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Edoardo Caprino T. 339 5933457
Giulia Fabbri T. 345 6156164

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Bologna Fiera, SANA - Sala Concerto – Presentazione dei dati dell’Osservatorio SANA sull’export della produzione italiana a cura di Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, con il supporto di ICE.

Programma

 

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Milano, Showroom Elica, ore 18.00 – Il Consorzio Marche Biologiche della Regione Marche organizza la conferenza stampa dal titolo “Agricoltura biologica: fa bene all’uomo, tutela l’ambiente. La case history marchigiana”.

Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, interviene con “Tutti i numeri del biologico: dalla produzione al consumatore”.

Programma

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ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) e Sana – Salone internazionale del Biologico e Naturale organizzato da Bologna Fiere hanno promosso un Osservatorio con l’obiettivo di realizzare il monitoraggio dell’agroalimentare biologico italiano all’estero. Federbio (Federazione italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) ed Assobio (Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici e naturali) collaborano alla realizzazione del progetto, convinte della necessità di predisporre, a favore degli operatori e delle imprese, di dati e analisi sulle opportunità di internazionalizzazione dei Made in Italy BIO.

L’implementazione dell’Osservatorio è stata affidata a Nomisma, che da anni si occupa dello studio della filiera del biologico.

I risultati dell’Osservatorio Sana ed Ice saranno presentati agli operatori ed  ai mezzi di informazione in un convegno che avrà luogo il 12 settembre in occasione dell’edizione 2015 di Sana.

Una fondamentale fase di lavoro dell’Osservatorio del biologico italiano all’estero riguarda la realizzazione di una indagine che coinvolgerà le imprese agroalimentari italiane con produzioni a marchio biologico più rappresentative. I dati che verranno raccolti costituiranno un patrimonio informativo unico poiché l’assenza di una classificazione di codici doganali per i prodotti biologici certificati impedisce la rilevazione continuativa dei flussi di import-export.

L’indagine sulle imprese agroalimentari si concluderà i primi giorni di AGOSTO 2015.

Ringraziamo sin d’ora le imprese coinvolte nel campione per gentile collaborazione ricordando che i dati raccolti serviranno ad elaborare informazioni preziose per tutte le aziende che operano in questo settore. 

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Milano Expo, Teatro Centro della Terra, Parco della Biodiversità - ore 10.30 – Nell’ambito del convegno “Biodiversità e innovazione in agricoltura biologica” organizzato dal Consorzio Marche Biologiche della Regione Marche, Silvia Zucconi, Coordinatore Agricoltura e Industria Alimentare Nomisma, presenta “Tutti i numeri del BIO: dalla produzione al consumo”.

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