XVI Rapporto Nomisma sulla filiera del tabacco in Italia

In Italia, l’applicazione del regime disaccoppiato di sostegno al tabacco introdotto con la riforma della Politica agricola comune (Pac), come prevedibile, è stato causa di profonde trasformazioni e repentini cambiamenti negli assetti strutturali del sistema di produzione in tutte le principali aree di coltivazione del tabacco.

Nel 2011 la parte alta della filiera del tabacco (produzione e prima trasformazione) ha subito un duro colpo, testimoniato da una consistente contrazione delle superfici investite e da una numerosa fuoriuscita dal settore delle imprese agricole. La dinamica positiva dei prezzi del tabacco greggio, caratterizzati anche nel 2011 da una crescita delle quotazioni di alcuni gruppi varietali, che ha confermato il trend rialzista iniziato nel 2009, non ha comunque evitato la drastica riduzione del numero dei produttori, scesi a meno di 4.000 rispetto ai quasi 6.000 del 2010.

Il fenomeno di sensibile e progressiva riduzione della tabacchicoltura in Italia assume risvolti ancora più negativi se inquadrato nel contesto della crisi economica in atto. In molti distretti, infatti, la coltivazione del tabacco rappresenta una (se non l’unica) delle principali opportunità in grado sia di generare un reddito per l’azienda, sia di garantire il mantenimento di posti di lavoro. Oltre a queste dinamiche intervenute nelle fasi a monte, il 2011 ha messo in luce ulteriori e significative modifiche in altre parti della filiera.

Tutti i numeri della filiera sono contenuti nel XVI Rapporto Nomisma sulla filiera del tabacco in Italia pubblicato a luglio 2013.

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