VI Rapporto sulla Finanza Immobiliare 2013

Il Rapporto sulla Finanza Immobiliare è arrivato alla sesta edizione. Si tratta di una pubblicazione realizzata per la prima volta nel 2008 che, dato l’interesse suscitato, da allora Nomisma ripropone con cadenza annuale.

La persistente debolezza dell’economia continua a penalizzare fortemente le dinamiche del settore immobiliare. La precarietà delle prospettive, associata al­la progressiva contrazione del reddito disponibile registrata negli ultimi anni, impongono, di fatto, il differimento delle scelte di investimento. Si tratta di dinamiche che trovano riscontro nei risultati dell’indagine campio­naria sulle famiglie italiane realizzata da Nomisma, da cui emerge una signifi­cativa contrazione dei nuclei familiari interessati all’acquisto di un’abitazione. In una fase in cui la difesa dei livelli di consumo impone molto spesso il ricorso alla componente di risparmio precedentemente accumulata, la disponibilità di risorse per l’acquisto di abitazioni appare prerogativa di una quota, tutto som­mato esigua, della potenziale domanda. Contemporaneamente, l’assorbimento dell’eccesso di offerta venutosi a crea­re passa inevitabilmente per un sostanziale ampliamento dell’accessibilità che, in assenza di un improbabile drastico ridimensionamento delle quotazioni di mercato (con le devastanti ricadute che uno scenario di questo tipo compor­terebbe sulla stabilità del sistema finanziario), non può prescindere dall’indi­viduazione di strategie mirate di sostegno creditizio, che nulla avrebbero a che vedere con la riproposizione di un modello di apertura indiscriminata, alla pro­va dei fatti, rivelatosi perdente. Occorre arrivare a questa consapevolezza in tempi brevi, evitando di confidare nella possibilità che il coinvolgimento di veicoli finanziari, in particolare fondi immobiliari, rappresenti una soluzione che consenta di prescindere da un so­stanziale ampliamento delle dimensioni del mercato. Il trasferimento di crediti deteriorati e attività immobilizzate all’interno di stru­menti dedicati se, da un lato, assicura una gestione professionale degli asset e la definizione di una strategia di valorizzazione, dall’altro, impone un accordo sui valori di conferimento, la disponibilità di capitale e una credibile prospetti­va di smaltimento, senza la quale è impensabile ipotizzare un apporto di equity da parte di un qualsivoglia investitore.

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