Giovedì, 19 Novembre 2015 00:00

19 novembre 2015 – Forum Bio 2015

BolognaFiere, Sala Sinfonia, ore 10.30 – Nomisma, Assobio e Federbio, in collaborazione con SANA e BolognaFiere, presentano “Tutti i numeri del bio: trend, consumatore, export”.

Durante il forum saranno presentati i risultati dell’indagine 2015 realizzata da Nomisma sul consumatore italiano, sulle dimensioni e sul posizionamento dell’export bio italiano sui mercati internazionali.

L’evento è riservato esclusivamente alle imprese che hanno partecipato all’indagine sull’export SANA-Nomisma.

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Invito

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NOMISMA, da oltre 30 anni, realizza attività di ricerca per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni, a livello nazionale e internazionale ed è da sempre impegnata ad offrire un contributo attivo alla lettura delle trasformazioni socio-economiche del nostro paese.

A tal proposito Nomisma ha recentemente istituito il Primo Osservatorio dedicato al monitoraggio del “CICLO DI VITA DI DOCUMENTI, SERVIZI DI CORRISPONDENZA, PACCHI”.

L’attività prevede il coinvolgimento degli operatori del settore, detentori di informazioni chiave per definire le dimensioni e le caratteristiche del mercato di riferimento (postale, corriere espresso e pacchi, stampa e gestione documentale) e per chiarire il contributo fattivo di queste attività rispetto al sistema Paese.

In questi giorni Nomisma ha avviato i contatti con i principali operatori attivi nel mercato in oggetto, con l’obiettivo di condividere la progettazione dell’Osservatorio e di individuare i fabbisogni informativi delle imprese in merito alle dinamiche del proprio mercato di riferimento.

In relazione alla rilevanza socio-economica del settore e dell’importanza del relativo monitoraggio, l’OSSERVATORIO CICLO DI VITA DI DOCUMENTI,  SERVIZI DI CORRISPONDENZA, PACCHI di Nomisma è patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Per maggiori informazioni sull’Osservatorio:

SILVIA ZUCCONI
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Imola (BO), Palazzo Confesercenti, ore 20.00 – Presentazione della ricerca di Nomisma “Tendenze ed opinioni di imprese e famiglie del circondario imolese” nell’ambito del convegno organizzato da Confesercenti Imola.

Partecipano all’evento Paolo Bono, Economista Nomisma, e Silvia Zucconi, Commercio e Consumi Nomisma.

Programma

 

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IL BIO AGROALIMENTARE MADE IN ITALY CONFERMA IL SUO SUCCESSO ANCHE ALL’ESTERO: +337% DAL 2008.
L’export italiano bio vale 1,42 miliardi nel 2014
È quanto emerge dai risultati dell’Osservatorio Sana 2015 curato da Nomisma
La filiera biologica italiana gode di ottima salute. Tutti in numeri chiave 2014 sono in crescita: superfici, imprese, punti vendita. Ma il trend che più sorprende arriva dal mercato finale: le vendite agroalimentari bio crescono in doppia cifra sia sul mercato interno che all’estero.
A spiegare i motivi di questo ampio consenso è l’Osservatorio SANA 2015 promosso da ICE, curato da Nomisma, su incarico di BolognaFiere e in collaborazione con Federbio e Assobio.
L’Osservatorio Sana-Nomisma 2015 ha come focus la misurazione dell’export di prodotti agroalimentari biologici italiani e la valutazione del posizionamento competitivo sui mercati esteri. Obiettivi realizzati tramite l’implementazione di una Survey su 155 imprese agroalimentari bio italiane che esprimono un fatturato agroalimentare biologico di 1 miliardo di euro (circa un quarto del fatturato della filiera biologica italiana). I risultati parlano chiaro: il settore agroalimentare biologico continua a esprimere un grande potenziale, anche aldilà dei confini nazionali. L’export di prodotti agroalimentari bio italiani è in crescita esponenziale (+337% rispetto al 2008) e nel 2014 ha generato un fatturato di 1,4 miliardi di euro (4% sull’export agroalimentare italiano totale).

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Fonte: NOMISMA e ASSOBIO per Osservatorio SANA 2015

“L’export agroalimentare bio è costantemente trainato dalle ottime performance del Made in Italy sui mercati internazionali (+2% 2014 su 2013). Ma la crescita dell’export bio è supportata anche da altri fattori decisivi.” - dichiara Silvia Zucconi, coordinatore area Agroalimentare Nomisma che ha curato l’Osservatorio SANA 2015 - “Innanzitutto una vivace domanda di prodotti biologici a livello mondiale (+13% la crescita delle vendite nell’ultimo anno), ma soprattutto la capacità del bio Made in Italy di offrire qualità, innovazione e garanzie aggiuntive (prima fra tutte la tracciabilità).”

Prodotti, quindi, con attributi distintivi riconosciuti e apprezzati sia dalla grande distribuzione gli operatori commerciali che dai consumatori internazionali: è certamente il primo motivo per cui le imprese italiane del bio mostrano un’ottima capacità di presidio dei mercati internazionali. Anche la loro propensione all’export ne è una dimostrazione: sale al 24% la quota dell’export sul fatturato, a fronte di un 18% registrato dall’agroalimentare nel complesso.

La vocazione all’export delle imprese bio italiane è forte (nel 2014 l’80% delle imprese del campione è stata attiva sui mercati internazionali) e l’esperienza è consolidata: il 74% delle imprese esporta da oltre 5 anni, mentre un ulteriore 19% ha iniziato a vendere oltre confine da 2-3 anni.

Il paniere bio all’estero si concentra su alcune categorie di punta del Made in Italy: ortofrutta fresca (20% del fatturato in export bio del campione), pasta (12%), carni fresche e trasformate (7%) – soprattutto salumi e insaccati – e vino (7%). Pesanti anche alcune altre referenze tipiche del paniere bio come i sostituti del latte (bevande vegetali a base di soia o riso) che generano il 16% del fatturato estero.

Per quanto riguarda i principali mercati presidiati, la UE rappresenta il maggior sbocco per l’export bio (82%). Come per l’agroalimentare totale, la Germania rappresenta il primo mercato anche per i prodotti italiani bio (24% del fatturato estero realizzato nel 2014), seguita dalla Francia (20%). Ma in futuro a trainare le vendite italiane all’estero potrebbero essere soprattutto i mercati terzi, primo fra tutti quello USA, che oggi copre solo il 4% dell’export agroalimentare a marchio biologico.

“La crescita del bio italiano non si fermerà alle dimensioni di mercato di oggi, e si svilupperà sensibilmente anche all’estero” - dichiara Silvia Zucconi di Nomisma - “Innanzitutto il profilo delle aziende bio è vincente: sono giovani, dinamiche, con grandi capacità manageriali e di commercializzazione. In più sono ottime le aspettative delle imprese export oriented: quasi 8 su 10 prevedono un incremento del proprio fatturato biologico all’estero nei prossimi 3 anni. Ed è grande l’interesse verso i mercati internazionali da parte delle imprese bio che ancora non esportano: il 57% dichiara un forte interesse a intraprendere la strada dei mercati internazionali nel prossimo futuro.”

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Fonte: Nomisma per Osservatorio SANA 2015

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Per informazioni:
Ufficio Stampa Nomisma
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Edoardo Caprino T. 339 5933457
Giulia Fabbri T. 345 6156164

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ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) e Sana – Salone internazionale del Biologico e Naturale organizzato da Bologna Fiere hanno promosso un Osservatorio con l’obiettivo di realizzare il monitoraggio dell’agroalimentare biologico italiano all’estero. Federbio (Federazione italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) ed Assobio (Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici e naturali) collaborano alla realizzazione del progetto, convinte della necessità di predisporre, a favore degli operatori e delle imprese, di dati e analisi sulle opportunità di internazionalizzazione dei Made in Italy BIO.

L’implementazione dell’Osservatorio è stata affidata a Nomisma, che da anni si occupa dello studio della filiera del biologico.

I risultati dell’Osservatorio Sana ed Ice saranno presentati agli operatori ed  ai mezzi di informazione in un convegno che avrà luogo il 12 settembre in occasione dell’edizione 2015 di Sana.

Una fondamentale fase di lavoro dell’Osservatorio del biologico italiano all’estero riguarda la realizzazione di una indagine che coinvolgerà le imprese agroalimentari italiane con produzioni a marchio biologico più rappresentative. I dati che verranno raccolti costituiranno un patrimonio informativo unico poiché l’assenza di una classificazione di codici doganali per i prodotti biologici certificati impedisce la rilevazione continuativa dei flussi di import-export.

L’indagine sulle imprese agroalimentari si concluderà i primi giorni di AGOSTO 2015.

Ringraziamo sin d’ora le imprese coinvolte nel campione per gentile collaborazione ricordando che i dati raccolti serviranno ad elaborare informazioni preziose per tutte le aziende che operano in questo settore. 

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Bologna, Sala Incontri Nomisma, ore 11.00 – Nomisma, in collaborazione con l’Università di Bologna, propone i risultati della survey su 13.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Nomisma, nell’ambito della propria attività di ricerca e consulenza economica, è da sempre impegnata nell’offrire un contributo alla lettura delle trasformazioni socio-economiche del nostro Paese.

In questa ottica, dal 2009 è attivo l’Osservatorio Gioco e Giovani con l’obiettivo di garantire un continuo monitoraggio della struttura e delle dinamiche economico-normative dei vari segmenti di gioco, nonché la rilevazione dei comportamenti e delle relazioni con il mondo dei giochi d'azzardo da parte dei giovani.

Oggi, con Gioco & Giovani – Young Millennials Monitor, l’Osservatorio presenta due fattori innovativi.

Innanzitutto l’approccio multi-disciplinare al fenomeno. Nomisma ha infatti avviato una collaborazione con l’Università di Bologna per esplorare tutte le dimensioni del fenomeno gioco.

In secondo luogo, una base informativa unica che consente di monitorare abitudini e comportamenti di gioco dei giovani.

Durante l’anno scolastico 2014/2015 è stata, infatti, realizzata un’indagine che ha visto il coinvolgimento delle scuole superiori di secondo grado e la partecipazione di oltre 13.000 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 19 anni.

I risultati di Gioco & Giovani – Young Millennials Monitor saranno presentati l’1 luglio (ore 11,00) presso la Sala Incontri di Nomisma (Strada Maggiore, 44 - Bologna).
All’evento parteciperà Stefano Bonaccini - Presidente della Regione Emilia Romagna.

Alla presentazione dei risultati seguirà una tavola rotonda con interlocutori privilegiati finalizzata ad alimentare il dibattito e delineare possibili linee di policy.

La partecipazione all’evento è libera fino all’esaurimento dei posti. E’ gradita la conferma della partecipazione.

PROGRAMMA

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
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T. 051.6483. 179-158-149

 

 

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Sala Bolognese (BO), ore 9.00 - Silvia  Zucconi, Coordinatore Area Agroalimentare Nomisma, presenta i risultati della Survey sulle aziende agricole “Il ruolo del frumento ibrido in Italia” nell’ambito del convegno dal titolo “Che frumento coltiveremo nel 2025?”.

Programma

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): NEL 2014 CRESCITA EXPORT PAESI TERZI BATTE QUELLA UE 5 A 1

Bologna, 24 marzo 2015- “La variazione nell’ultimo anno dell’export di vino italiano nei mercati terzi è stata del +2,4%, contro lo 0,5% del mercato Ue-28. Una crescita, quella nei Paesi terzi, di quasi 5 volte superiore rispetto alle vendite nell’Ue, cui hanno contribuito in maniera decisiva le azioni di Ocm Promozione”. Lo ha detto oggi a Vinitaly Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies, al convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole. “Monitorare costantemente gli atteggiamenti e la percezione dei consumatori extra Ue nei confronti del nostro vino è la chiave per supportare le strategie di internazionalizzazione del vino made in Italy e raggiungere gli obiettivi posti lo scorso anno a Vinitaly dal Premier Renzi. Per questo – ha aggiunto Ballotta -abbiamo fondato assieme a Nomisma-Wine Monitor il nuovo Osservatorio esclusivamente dedicato ai mercati terzi, che oggi valgono il 58% del valore delle nostre esportazioni totali. E come esordio, l’Osservatorio non poteva che dedicare la sua prima indagine agli Usa e ai modelli di consumo dei suoi Millenials”. Per il responsabile area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Assistiamo a una sorta di migrazione dei consumi di vino: dal 2000 a oggi i consumi nell’Ue sono calati del 6% mentre negli altri Paesi sono cresciuti del 25%. E ancora, negli ultimi 10 anni (2004-2014) in Europa l’import in valore è cresciuto con un tasso medio annuo del 3%, mentre nei mercati terzi ha viaggiato su ritmi vicini all’8%, con punte del 39% in Cina (da 42mln a 1,2mld di euro) e del 10,7% in Russia. Altro elemento – ha aggiunto l’analista – che dimostra la strategicità di questi mercati è il prezzo medio al litro: è quasi doppio quello dei mercati terzi (3,75 euro) rispetto a quello Ue (1,91 euro)”.

Per il periodo 2014-2018, l’OCM vino prevede 337 milioni di euro annui: di questi, il 36% è dedicato alla promozione del vino italiano nei paesi Terzi. La Svizzera, rileva l’indagine dell’Osservatorio Business Strategies-Nomisma, è il mercato terzo dove l’Italia vanta la maggiore quota di mercato, con il 36%. A seguire, Stati Uniti (32%), Russia (29%), Canada (20%), Giappone (14%) e fanalino di coda la Cina si attesta sul 7% (nel 2001 era al 14%).

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SURVEY OSSERVATORIO BUSINESS STRATEGIES-NOMISMA, E’ BOOM DI PROSECCO TRA I FIGLI DEI BABY BOOMER

Vinitaly, 23 marzo 2015- Amano i nostri vitigni al punto da preferire i vini italiani rispetto a tutti quelli stranieri (35,6%); li prediligono ai vini francesi, argentini, cileni e australiani; adorano il Prosecco (prima scelta rispetto allo Champagne) e gli abbinamenti cibo-vino. Sono i ‘Millenials’, la Generazione Y (20-35 anni) che sostituirà i ‘Baby Boomer’ tra i top buyer americani, inquadrati nell’indagine a cura del nuovo ‘Osservatorio Mercati terzi’ di Business Strategies/Nomisma-Wine Monitor. La ricerca, presentata oggi a Vinitaly nel corso del convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole, è stata realizzata su un campione di 3800 giovani residenti negli Stati di New York, Illinois, California, Miami, Oregon.

“Gli Stati Uniti – ha detto il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini - non sono per nulla un mercato maturo per i vini italiani: è ancora forte la concentrazione dei consumi di vino, che si raggruppa perlopiù in 5 Stati; inoltre, dei 350mln di abitanti gli enoappassionati sono solo il 44%. Infine, il vino incide per appena il 10% tra le bevande alcoliche, con la birra all’80%. Detto questo – ha aggiunto Pantini – è fortissimo il brand Italia presso i nuovi consumatori Usa, specie tra una categoria, quella dei Millennials, che rappresenta il più grande gruppo demografico (21% della popolazione) dopo i Baby Boomers (50-68 anni, 24% della popolazione).

Dopo la California (46%), è italiano (35,6%) il vino più amato dai figli dei baby boomer, riconosciuto per eleganza (20%) e versatilità (15%) ma soprattutto per la sua qualità (29%); lontani Francia (30,2%), Spagna (22,4%), Argentina (14,1), Cile e Australia. Non c’è partita nemmeno nei testa a testa, con il 44% dei giovani consumatori americani che ritiene i vini italiani qualitativamente superiori a quelli francesi, mentre solo 3 su 100 preferiscono i vini transalpini. Il Belpaese vince il confronto anche con i concorrenti extraeuropei, battendo l’Australia con un indice di gradimento del 58% e superando anche l’Argentina per oltre la metà degli intervistati (53%). L’osservatorio Business Strategies/Nomisma si sofferma poi sul grado di conoscenza da parte dei Millenials delle regioni vinicole italiane, e qui stravince la Toscana con il 27% delle prime risposte; poi Veneto e Sicilia (16%) e Piemonte (12%). Nota a parte merita il Prosecco, vero must per la Generazione Y al punto da risultare per il 42% una prima scelta di grande qualità nelle abitudini sparkling delle serate newyorkesi, che solo in alternativa alle bollicine venete ordinerebbe Champagne o altri spumanti italiani (39%). Freschezza, leggerezza e versatilità sono le caratteristiche ricercate dai giovani americani, che prediligono gli abbinamenti cibo-vino (48%) come veicolo di promozione, oltre a packaging e etichetta accattivanti. “In uno scenario evolutivo quale quello del mercato americano – ha aggiunto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta i Millenials sono il gruppo che ha un impatto significativo per tutta la categoria alcolici. Ed è su questo target che occorre lavorare, intercettando il loro bisogno di prodotti unici e differenziati, il loro forte senso di individualità e di identità personale. E riuscire a erodere quote significative alle bevande competitor”.

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Per informazioni:
www.winemonitor.it 
TEL +39 051 6483188-157
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VALORE VINO DEL NOSTRO AUTOCTONO CRESCIUTO DEL 175% IN 5 ANNI. ORA OCCORRE IMPIANTARE 100 NUOVI ETTARI

(Vinitaly, 24 marzo 2015). Cresce più del doppio della media italiana l’export del Verdicchio, il bianco autoctono marchigiano. Lo rileva un’indagine realizzata da Nomisma - Wine Monitor per l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) e presentata oggi a Vinitaly nello stand della Regione Marche.

Nel 2014 le esportazioni del bianco fermo più premiato dalle guide italiane hanno infatti registrato una crescita sul 2013 del 2,9%, contro un +1,4% della media nazionale, mentre sono stabili le vendite sul mercato interno. Nel complesso, gli autoctoni di Matelica e Jesi hanno realizzato lo scorso anno un fatturato dell’imbottigliato di oltre 37,5mln di euro, con il 52% (19,5mln di euro) del valore proveniente dal mercato interno e il 48% (18mln) riservato all’export, con Stati Uniti (22%), Belgio e Olanda (20%), Germania (17%), sul podio, seguiti da Regno Unito (8%) e Cina (6%). Secondo l’indagine svolta dal responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini, sugli associati IMT (16 denominazioni) - il principale consorzio vinicolo regionale che somma l’82,1% delle esportazioni regionali – il Verdicchio rappresenta oltre la metà del loro fatturato.

“Oltre all'ottima performance sull'export – ha detto il responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini - il Verdicchio ha buone opportunità anche sul mercato nazionale. Infatti tra gli user di Verdicchio in Italia, sono prevalenti quelli con consumo abituale (almeno 2-3 volte a settimana), pari al 68%. Le altre leve di espansione del Verdicchio sono il bio e la comunicazione. Il 70% dei consumatori di Verdicchio – ha proseguito - è interessato a provare vino bio, così come a conoscere l'identità del vino: dai luoghi dove è prodotto a come è fatto, rappresentando al contempo una potenziale leva per lo sviluppo dell'enoturismo”.

Per il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni: “Negli ultimi 5 anni, a fronte del successo sul mercato, il valore del Verdicchio è cresciuto di circa il 175% a ettolitro. Ma il rischio adesso è che gli ettari coltivati non bastino più, perché siamo sotto scorta. E’ perciò necessario impiantare ulteriori nuovi 100 ettari di vigneti attraverso il bando che la Regione emanerà nei prossimi mesi sulla riserva regionale – di circa 150 ettari - finché sarà disponibile e utilizzabile, vale a dire fino al 31 dicembre 2015, altrimenti questo potenziale andrà definitivamente perso”.

Hashtag ufficiale della Regione Marche al Vinitaly: #winemarche

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Le Doc Marche: Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esino, Falerio, I Terreni di Sanseverino, Lacrima di Morro d’Alba, Pergola, Rosso Conero, Rosso Piceno, San Ginesio, Serrapetrona, Terre di Offida, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica

Le Docg Marche: Conero, Offida, Vernaccia di Serrapetrona, Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Verdicchio di Matelica Riserva.

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