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Mineral Water Monitor: il Covid causa un rallentamento del mercato delle acque minerali italiane

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Dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta, l’export delle acque minerali italiane ha subito una battuta d’arresto a causa del Covid-19. Anche il mercato interno ha risentito degli effetti della pandemia. Il Coronavirus ha, infatti, mutato il modello di consumo degli italiani, portando a un crollo delle vendite nel canale Horeca, alla stazionarietà delle vendite in GDO (seppur con differenze fra le diverse tipologie) e al raddoppio del giro d’affari dell’e-commerce.

Si tratta di alcuni degli elementi emersi dal Mineral Water Monitor, l’Osservatorio Nomisma delle acque minerali e termali, presentato lo scorso 25 marzo. Approfondiamo con l’aiuto di Emanuele di Faustino, project manager di Nomisma, il posizionamento dell’Italia nel mercato delle acque minerali, i suoi competitor mondiali e le trasformazioni intervenute a causa del Coronavirus in questo settore.

Acque minerali: le dinamiche di mercato e il posizionamento delle acque Made in Italy

«Sebbene il giro d’affari non possa essere paragonato a quello del vino (3 miliardi di euro contro 11), il settore italiano delle acque minerali rappresenta indubbiamente una delle eccellenze del food & beverage italiano», spiega Emanuele di Faustino. Lo dimostrano soprattutto i tassi di crescita delle vendite all’estero: secondo il Mineral Water Monitor, infatti, tra il 2010 e il 2019 l’export di acque minerali italiane è praticamente raddoppiato a valore (+101%).

Si tratta di una cifra importante, soprattutto se paragonata agli altri top prodotti alimentari Made in Italy. Le acque minerali, infatti, hanno performato meglio dei formaggi (il cui export ha registrato un incremento del 93%), dei vini (+64%) e anche della pasta (+49%). Solo l’export del caffè ha registrato performance migliori con una crescita del 119%.

Francia, Fiji e Georgia: i principali competitor dell’Italia nell’export delle acque minerali

L’Italia riveste un ruolo importante nel mercato delle acque minerali, tanto da posizionarsi al secondo posto tra i Paesi esportatori con 539 milioni di euro di export nel 2020.

Tra i top exporter mondiali ci sono anche la Francia, che è al primo posto con 651 milioni, le Fiji, per le quali – in assenza di dati disponibili al 2020 – sono stati riportati i 121 milioni del 2019, e la Georgia con 101 milioni di euro. Le acque minerali delle Fiji, infatti, sono molto apprezzate dagli Stati Uniti, mentre quelle della Georgia hanno un buon mercato in Russia. Anche il Belgio viene annoverato tra i top esportatori, ma gioca principalmente un ruolo di trader all’interno degli scambi internazionali di settore, dal momento che esporta esclusivamente acque francesi.

Restando sul confronto tra Italia e Francia è interessante sottolineare una differenza tra il mercato del vino e quello dell’acqua minerale. Se sul vino i francesi vantano un posizionamento quasi doppio in termini di prezzo all’export (6,2 euro al litro contro i 3,6 euro dei vini fermi italiani), nel caso dell’acqua minerale è l’Italia ad avere un prezzo medio all’export più elevato, ossia 0,36 euro al litro contro 0,26 euro della Francia.

Il posizionamento delle acque italiane nel mondo

Grazie alla qualità delle sue acque, alla presenza di brand dalla forte notorietà e all’ottima percezione da parte del consumatore finale, negli ultimi anni l’Italia ha performato meglio dei suoi competitors stranieri e accresciuto la propria quota di mercato, confermando la propria leadership in alcuni Paesi. 

È questo, ad esempio, il caso degli Stati Uniti, primo mercato al mondo per importazioni di acque (461 milioni di euro di import) – dove l’Italia detiene una market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante. Gli altri principali importatori delle acque del Bel Paese sono, in ordine di importanza, la Francia (dove il nostro Paese è leader con una quota di mercato dell’84%), la Germania, la Svizzera e il Regno Unito.

Il Covid frena il mercato delle acque italiane sia sul mercato estero che interno

«Tuttavia, dopo anni di crescita ininterrotta, l’export italiano delle acque minerali ha subito una battuta d’arresto. Questo è avvenuto a causa del Covid, che ha provocato una contrazione dell’export pari all’11%. Determinanti, in particolare, sono state le chiusure nel settore Horeca dove si dirige la gran parte delle acque vendute al di fuori del nostro Paese», prosegue Di Faustino.

La pandemia, comunque, ha pesato anche sulle esportazioni di altri Paesi. La Francia, per esempio, pur essendo ancora al primo posto nell’export ha subito una contrazione addirittura maggiore di quella italiana, equivalente al 15%. Questo ha permesso all’Italia di ridurre le distanze con i transalpini a 111 milioni di euro rispetto ai 211 di cinque anni fa. 

Tra i top importatori mondiali di acque minerali, gli unici ad aver registrato un incremento degli acquisti dall’estero anche nel 2020 (+6,8%) sono gli USA. Gli altri paesi, invece, hanno subito una contrazione delle importazioni di settore a causa della pandemia: la Germania ha registrato un calo del 4,7%, il Giappone del 6,7%, il Regno Unito addirittura del 18,6%.

Acque minerali italiane: la situazione sul mercato interno

Secondo i dati NielsenIQ, partner Nomisma nell’Osservatorio Mineral Water Monitor, nel mercato italiano il 2020 si è chiuso con una stazionarietà nel settore della GDO. In particolare, sul fronte dei valori le vendite sono calate dello 0,2%, mentre sul fronte dei volumi si è visto un leggero incremento, pari a + 1,6%.

Soprattutto, però, bisogna sottolineare alcuni cambiamenti dovuti alla pandemia. Il Covid porta con sé una riduzione delle vendite delle acque gassate e lievemente gassate, che nel 2020 hanno registrato rispettivamente -1,3% e -1,5% rispetto al 2019. È invece aumentato l’acquisto delle acque lisce (+1,8%) e soprattutto di quelle effervescenti naturali (+5,0%). Le effervescenti naturali, inoltre, sono l’unica categoria che mostra un incremento delle vendite anche in valore (+5,6%).

Alcuni dati interessanti sono quelli relativi al canale Horeca, canale di riferimento soprattutto per le acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro. Le vendite stanno soffrendo particolarmente a causa delle chiusure (o dei limiti di orari) di bar e ristoranti, della riduzione dei flussi turistici e dell’incremento dello smart working che porta le persone a ridurre le pause pranzo fuori dall’ufficio.

Gli e-commerce raddoppiano il giro di affari

Se la GDO risulta stazionaria, non si può dire lo stesso del canale e-commerce che, in seguito al Covid, ha raddoppiato il giro di affari. Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa hanno fortemente incentivato le vendite online, raddoppiate tra il 2019 e il 2020 sia in termini di quantità (+94,5%) sia in termini di volume (+92,5%). Tuttavia, nonostante ciò, il peso dell’e-commerce sull’off-trade (GDO e retail) risulta ancora marginale e rappresenta appena il 2% del totale.

Mineral Water Monitor: un supporto prezioso per i settori delle acque minerali e termali

«In un mercato che sta subendo profondi cambiamenti a causa del Covid-19, per le aziende è prioritario disporre di validi strumenti di monitoraggio. Tenere sotto controllo le evoluzioni del mercato e dei canali di riferimento, nonché i cambiamenti delle esigenze dei consumatori, è infatti fondamentale per poter rispondere con strategie adeguate», dichiara Di Faustino. «È con questi obiettivi che nasce Mineral Water Monitor, l’Osservatorio Nomisma sulle acque minerali e termali».

Le terme, ricordiamo, hanno una valenza importantissima all’interno del settore terziario, in quanto catalizzatori di importanti flussi turistici. Per questo il settore delle acque termali è tra gli stakeholder più interessati ai servizi di Mineral Water Monitor, soprattutto in un momento storico come questo.

I servizi on-demand di Mineral Water Monitor

L’Osservatorio si avvale della solida esperienza di Nomisma in tema di analisi e comprensione dei trend economici e di mercato nel settore Food & Beverage, della presenza di un team di lavoro multidisciplinare, di un ampio portafoglio di strumenti di analisi e del supporto scientifico di esperti

Grazie a tutte queste competenze, è in grado di offrire numerosi servizi on-demand: analisi di market intelligence volte a dimensionare e fotografare i trend dei diversi mercati mondiali; consumer e trade survey per valutare i cambiamenti nei modelli di consumo, il posizionamento di brand oppure il lancio di nuovi prodotti; analisi di impatto; social media e web analysis.