Nomisma per Rapporto Coop: previsioni, prospettive, tendenze e timori degli italiani per il nuovo anno

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Gli italiani si sentono pronti a “partire” verso un nuovo futuro, ma sono ancora trattenuti a causa delle incertezze che caratterizzano il presente, dovute anche alla recrudescenza della pandemia. Speranza e timore sono tra le parole che le persone associano maggiormente a questo 2022 appena iniziato, mentre avanza la voglia di cambiamento e cresce la preoccupazione per il climate change.

Intanto, l’inflazione minaccia i consumi e il budget delle famiglie rischia di essere sempre più limitato alle spese obbligate. Se il presente appare problematico e confuso, si guarda invece con fiducia al progresso tecnologico: per molte persone, infatti, innovazioni come realtà aumentata, carne sintetica e veicoli a guida automatica diventeranno parte della quotidianità già entro il 2030. 

Si tratta della fotografia scattata da due survey dell’Ufficio Studi Coop, svolte a dicembre scorso e appartenenti al Rapporto Coop 2021 (la versione integrale è disponibile qui). La prima di esse, “2022, Coming Soon – Consumer”, è stata condotta in collaborazione con Nomisma su un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana. La seconda, “2022, Coming Soon – Manager”, ha invece coinvolto la community di esperti del sito italiani.coop, 800 opinion leader e market maker tra cui sono state selezionate 440 persone in grado di anticipare, più di altre, le tendenze future del Paese.

Vediamo, nel dettaglio, quali sono le principali previsioni, tendenze e aspettative per il 2022 emerse dalle due survey.

Speranza, voglia di cambiamento e paure per il futuro: come gli italiani vedono il 2022

Speranza, ripresa, cambiamento: come l’anno scorso, sono queste le prime parole che gli italiani decidono di associare al 2022 (vengono riportate, rispettivamente, dal 32%, il 16% e il 15% delle persone). A queste segue il termine “timore”, citato più del doppio delle volte rispetto al 2021 (si passa dal 3% al 7%): in particolare, è proprio nella Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) che si registra la media più alta di coloro che accostano questo stato d’animo al nuovo anno (lo fa il 9% di questo segmento). Allo stesso tempo, è sempre in questa fascia d’età che si trova la percentuale maggiore di chi, pensando al 2022, spera in un cambiamento (il 19%).

In relazione a ciò che ci potrebbe aspettare nei mesi futuri, i manager della community coinvolti nella survey hanno sottolineato alcuni fattori che potrebbero frenare la ripresa. Nello specifico, gli esperti hanno individuato possibili ostacoli principalmente nell’instabilità politica (menzionata dal 47%), nei ritardi nell’attuazione del PNRR (46%) e nella crescitadei prezzi (39%), stimata a + 2,9%.

La wishlist del 2022: gli italiani desiderano cambiare vita, a partire da loro stessi

Nel frattempo, nell’attesa che la pandemia finisca, gli italiani definiscono nuovi obiettivi su cui concentrarsi in futuro. Questi parlano, soprattutto, del bisogno di cambiamento a partire proprio da se stessi: nei programmi per il 2022, infatti, appaiono ai primi posti il desiderio di prendersi cura della propria persona (citato dal 57%), seguito dalla necessità di cercare un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata (56%) e di rivedere le priorità della vita (55%); inoltre, quasi 1 italiano su 3 (il 29%) programma di cambiare lavoro nel corso del 2022. In generale, “costruire qualcosa di nuovo” rappresenta il motto riferito al post pandemia per il 21% delle persone.

Il nuovo everyday degli italiani: in discesa la frequentazione di ristoranti, cinema, spettacoli

Intanto, in un presente permeato dall’incertezza, è soprattutto il tempo libero a subire le ripercussioni maggiori. Se si osservano i propositi degli italiani per il 2022, in merito alle attività quotidiane, questo aspetto risulta in discesa rispetto ad altri: le persone, infatti, prevedono di ridurre la frequentazione di bar e ristoranti (il saldo tra chi ci andrà di più e chi di meno è pari a -13%), di partecipare meno a concerti e spettacoli (-12%), ma anche di dedicare meno uscite a cinema (-10%), teatri e musei (-9%). Le cause sono soprattutto da ricercare nella poca sicurezza economica degli italiani e nei dubbi rispetto a possibili restrizioni future dovute alla pandemia. 

Italiani preoccupati per il cambiamento climatico e pieni di fiducia nelle nuove tecnologie

Pensando al futuro, gli italiani pongono molta rilevanza al cambiamento climatico. Dopo il COP26 e i disastri ambientali avvenuti nel 2021, il climate change è considerato dal 78% delle persone più grave di quanto non pensi l’opinione pubblica e il 73% è preoccupato che questa problematica possa danneggiarlo personalmente. 
Il 97% degli italiani si dice disposto a modificare almeno alcune delle proprie abitudini a favore dell’ambiente. Tuttavia, se l’80% è intenzionato ad acquistare lampadine a basso consumo energetico, il 71% a ridurre l’uso dell’auto, il 63% a spegnere i dispositivi elettronici in standby e il 61% a diminuire gli sprechi alimentari, solo il 18% rinuncerebbe alla lavastoviglie, il 15% acquisterebbearticoli usati e il 14% ridurrebbe l’uso della lavatrice.

Carne sintetica, realtà aumentata, viaggi nello spazio: il futuro secondo gli italiani

Se il presente appare incerto e confuso, gli italiani sembrano invece riporre molta fiducia nel progresso tecnologico e il 74% di essi, nei prossimi 10 anni, intende usufruire della tecnologia per rendere più facile e sostenibile la propria vita. Le aspettative ottimistiche in tal senso vengono confermate da alcune previsioni: secondo il 57% degli italiani la realtà aumentata entrerà nella vita quotidiana entro il 2030; lo stesso dice il 38% della carne sintetica, mentre il 37% è convinto che diventerà consuetudine, entro questa data, spostarsi con auto a guida autonoma

Le persone non si limitano ai confini terrestri: per quasi 9 italiani su 10 i viaggi nello spazio diventeranno parte della quotidianità entro il 2050, e 6 su 10 partirebbero per un viaggio simile già oggi, se ce ne fosse la possibilità. 

Anche i manager intervistati hanno espresso la loro opinione rispetto all’evoluzione tecnologica. La maggior parte di essi (il 58%) sostiene che saranno le nuove fonti energetiche l’innovazione che avrà il maggiore impatto economico-sociale nei prossimi 5/10 anni, seguite dai big data (38%) e dalle biotecnologie (35%).

Lo spettro dell’inflazione: le prospettive per il 2022

Se tra i market maker e gli opinion leader intervistati si respira un certo ottimismo rispetto alla situazione pandemica e all’andamento dell’economia, si registra più preoccupazione, invece, per quanto riguarda i consumi delle famiglie e il mercato del lavoro. 

In particolare, 6 manager su 10 sostengono che i consumi seguiranno l’andamento del PIL a causa dell’inflazione, che secondo gli esperti intervistati, come anticipato, raggiungerà +2,9%.

Il 63% dei manager ritiene che la crescita dei prezzi proseguirà per tutto il 2022. Il 71% di essi sostiene che dovrebbe essere contrastata attraverso una riduzione del cuneo fiscale, il 47% attraverso un adeguamento dei salari al costo della vita e un altro 47% grazie a una riduzione selettiva dell’Iva.

In previsione dell’aumento dei prezzi, 1 famiglia su 2 pensa che non modificherà il proprio livello di spesa nel 2022, rispetto al periodo prepandemico, il 22% degli italiani spera di superare quel livello, mentre il 29% (quasi 1 italiano su 3) non riuscirà a eguagliarlo

L’inflazione, portando le famiglie a concentrare il proprio budget sulle spese obbligate (in particolare utenze domestiche e salute) potrebbe dunque allontanare il sogno di acquistare, ad esempio, un nuovo prodotto tecnologico, un viaggio o di organizzare serate con gli amici: prodotti tecnologici e vacanze sono le prime voci su cui – in caso di inflazione al +2% o +3% – le famiglie ridurranno la spesa nel 2022 (citate dal 36% e dal 31% degli italiani).

L’inflazione nel settore alimentare

Per quanto riguarda il settore alimentare, i manager della filiera prevedono una crescita media dei prezzi superiore al 3,5%. Una situazione a cui, secondo gli esperti, le famiglie reagiranno andando a caccia di promozioni (citato dal 51%), facendo più spesso spesa nei discount (47%), cercando punti vendita più convenienti (43%), acquistando più spesso prodotti a marchio del distributore (39%) e diminuendo gli sprechi (34%). 

In generale, dunque, molte famiglie affronteranno il rincaro dei prezzi con un downgrading del carrello – in particolare nel Sud e nella lower class – rendendo così ancora più ampia la forbice dei consumi tra classi più e meno abbienti. 

Si conferma l’orientamento verso la territorialità dei cibi (100% italiano e di provenienza locale) e si afferma sempre di più la tendenza verso un’alimentazione biologica e salutista

Le previsioni per la GDO per il 2022

La GDO italiana ha chiuso il 2021 pareggiando le vendite del 2020, risultato dovuto anche al buon andamento del periodo natalizio. Sarà il 2022, tuttavia, il vero banco di prova per questo settore: in particolare, secondo gli esperti intervistati, saranno prezzi, digitalizzazione, nuovi comportamenti d’acquisto gli aspetti più importanti dello scenario del 2022. 
L’inflazione e le dinamiche legate alla pandemia rendono difficile fare previsioni precise, ma l’Ufficio Studi Coop con il supporto d’analisi di Nielsen stima comunque, per il 2022, un andamento delle vendite totali GDO di poco inferiore all’1,5% a valore.

Osservatori Nomisma: uno sguardo sempre aggiornato sui mercati

Gli Osservatori Nomisma sono uno strumento che permette alle aziende di avere sempre informazioni aggiornate, precise e puntuali rispetto al proprio mercato di riferimento, anche in un contesto particolare, e soggetto a continui cambiamenti, come quello causato dalla pandemia. Si tratta di una fonte preziosa di dati che consentono di orientare le proprie decisioni nel medio e lungo termine e che può essere declinata in due forme differenti: gli Osservatori di Mercato, punto di riferimento per leggere il segmento in cui si opera in chiava attuale e prospettica, e gli Osservatori ad hoc, un servizio cucito attorno alle esigenze del cliente per fornire risposte precise alle sue esigenze di business. 
Per maggiori informazioni sugli Osservatori è possibile scrivere a: osservatori@nomisma.it


I macrotrend descritti in questo articolo sono dettagliati nella versione definitiva del Rapporto Coop, realizzato anche per questa edizione da Nomisma, e scaricabile qui.