Osservatorio Out-of-the-box: il packaging innovativo per incrementare sicurezza e shelf life del prodotto

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Il COVID-19 ha sovvertito ogni paradigma dal punto di vista economico, sociale ed emozionale, modificato – forse per sempre – le abitudini dei consumatori e stravolto il nostro modo di pensare e di agire, coinvolgendo persino la nostra scala di valori e le nostre priorità. Un evento epocale, una crisi non solo sanitaria, ma globale, che va letta e decifrata per comprendere in quale direzione andranno la società, il mercato e il mondo di domani.  

Sono queste le premesse dell’Osservatorio Out-of-the-box di Ghelfi Ondulati – azienda leader nella produzione di imballaggi – concepito all’interno della piattaforma “Out of the box” firmata da Paolo Iabichino, Creative Director di chiara fama nel settore advertising, e realizzato da Nomisma e Glaxi. Un’indagine progettata prima dell’insorgere della pandemia, ma che proprio durante il lockdown ha evidenziato molteplici aspetti rilevanti rispetto all’intensa relazione tra packaging e consumatori. Un rapporto emotivo che nasce storicamente con la necessità di confezionare il prodotto, sviluppa una consapevolezza comunicativa negli anni successivi e registra una valenza narrativa ulteriore in questo complesso 2020.

In questo articolo vedremo, dunque, come e in che modo il packaging innovativo può incrementare la sicurezza e la shelf life del prodotto (ovvero la sua vita commerciale “sullo scaffale”, tra la produzione e il consumo), alla luce del sentiment degli italiani maturato durante e dopo il lockdown. In un articolo di prossima uscita, daremo invece voce agli autorevoli speaker intervenuti, lo scorso 26 novembre, alla presentazione al pubblico dell’Osservatorio Out-of-the-box, per approfondire i nuovi linguaggi del packaging e le prospettive del mercato di riferimento.

Cambia la vita degli italiani: cala il benessere economico, c’è preoccupazione per la posizione lavorativa, ma migliora la sfera delle relazioni 

Se durante il lockdown il 41% degli intervistati era preoccupato per la salute dei propri cari, oggi le priorità degli italiani sembrano mutate ed evidenziano sensibili cambiamenti UP&DOWN.

Tra gli elementi UP risultano fattori che riguardano essenzialmente la sfera delle relazioni come: i contatti con amici e parenti (+22%), l’armonia familiare (+13%) e lo stile alimentare (+14%), indicatori sensibili di una maggiore attenzione verso la “bolla” in cui la maggior parte delle persone ha vissuto per quasi tre mesi.

Mentre fra i fattori DOWN, ovvero le voci con saldo negativo, spiccano il benessere economico (-22%), specialmente al sud, collegato alla posizione lavorativa (-10%) e alle previsioni pessimistiche sull’andamento del Pil italiano; vi sono poi preoccupazioni che incidono di riflesso sulla forma fisica (-5%) e su un generale interessamento verso la politica (-8%).

Qual è l’informazione più importante riportata sul packaging secondo gli italiani?

Una volta concluso l’inquadramento del sentiment degli italiani, il focus dell’indagine è passato sul prodotto. L’Osservatorio Out-of-the-box ha indagato su quale fosse, secondo i consumatori italiani, l’informazione più importante presente sul packaging di un prodotto alimentare confezionato.

Un italiano su due ha indicato le informazioni sul prodotto (qualità, prezzo, ecc), il 39% ha invece segnalato le specifiche riguardanti la salute (contenuto di grassi, ecc) e il 14% ha dichiarato di soffermarsi sulle informazioni legate all’ambiente (inquinamento, smaltimento rifiuti).

L’etichetta con gli ingredienti è anche la prima cosa che cattura l’attenzione in un packaging di prodotto alimentare confezionato per il 52% dei cittadini-consumatori, seguita dal design (31%, con il colore e la grafica della confezione che incidono per il 41%) e infine dal brand (17%).

Lo shopping: “effetto evasione” confermato, ma con qualche attenzione in più

In pieno lockdown i supermercati hanno rappresentato un presidio sociale per la “sopravvivenza” ma anche “l’ora d’aria” dei cittadini costretti in casa, portando i clienti a interfacciarsi in modo continuativo con numerosi prodotti e packaging, specialmente alimentari. In questa fase, è cresciuto lo zelo verso i prodotti a lunga conservazione e infatti, durante la quarantena, il 41% dei consumatori ha fatto attenzione alla data di scadenza dei prodotti acquistati.

Alcune abitudini sorte in quei giorni sono considerate oggi trend radicati post Covid, prime fra tutte l’acquisto di confezioni multipack, che hanno visto aumentare la customer base del 79% cioè di 15 punti rispetto al periodo post Covid e che saranno preferite anche nei prossimi mesi, secondo le previsioni degli stessi consumatori; è inoltre aumentata la preferenza accordata ai prodotti pronti, apprezzati dal 62% della customer base contro il 47% del periodo pre-Covid. 

La pandemia non ha modificato solo le abitudini degli italiani nei confronti degli acquisti alimentari, ma anche verso lo shopping in generale: l’atteggiamento rilevato oggi appare più razionale e l’acquirente presta più attenzione alle caratteristiche immediatamente rintracciabili sul prodotto e che riguardano l’aspetto e la sicurezza della confezione (84%), specialmente al Sud. Un’attenzione che, coerentemente con le maggiori preoccupazioni per il sistema macroeconomico, è rivolta verso il risparmio (+74%), soprattutto nel Nord Ovest e Nord Est del Paese. Non ultima, la sostenibilità: infatti, per il 72% degli italiani, l’attenzione nella scelta cade anche sul packaging più ecologico.

Questa razionalità maturata nei mesi scorsi si fonde in realtà con l’emotività derivante dall’acquisto. Per il 56% degli intervistati, infatti, il poter riprendere lo shopping una volta terminato il lockdown ha ridotto il senso di ansia e stress provato in quarantena; mentre per il 39% lo shopping presenta un vero e proprio “effetto evasione”, in quanto l’acquisto genera un senso di benessere ed è ispirato proprio dalla capacità attrattiva della confezione. 

Il “Packaging Innovativo”: un driver per incrementare sicurezza e shelf life del prodotto, un investimento che per il consumatore deve restare a carico dell’impresa

Alla luce dei nuovi trend di consumo e della maggiore attenzione del consumatore verso la confezione di un prodotto, l’Osservatorio si pone una domanda chiave per decifrare il futuro del packaging. Quale sarebbe la reazione degli italiani di fronte a un prodotto alimentare che riporta in etichetta la dicitura “realizzata con metodi di packaging innovativi?”.

Il 65% non ha mai notato etichette di questo tipo ma l’indagine rivela che un italiano su due si dimostra interessato al “packaging innovativo”, mentre il 39% dei cittadini-consumatori manifesta la disponibilità ad agire, ovvero a finalizzare l’acquisto del prodotto, in seguito a una opportuna spiegazione.

Il packaging innovativo è un driver per incrementare la shelf life di un prodotto e su questo aspetto concordano l’87% dei cittadini-consumatori, quota che sale al 92% se si considerano coloro che vedono nel packaging innovativo la leva per evitare gli sprechi alimentari.

Tra i maggiori benefici riconosciuti al packaging innovativo troviamo il preservare il gusto/sapore dell’alimento (per il 44% degli intervistati, quota che sale al 51% per i Brand Lover, ovvero coloro che al primo posto per l’attrazione di un packaging considerano il brand) e il prevenire il deperimento dell’alimento (40%), come ad esempio l’insorgere delle muffe.

Il riconoscimento di questi requisiti legati al gusto e alla sicurezza, in grado di garantire la freschezza del cibo, e la curiosità convincerebbero un italiano su due all’acquisto di un prodotto alimentare con packaging innovativo, a fronte di un’offerta ad hoc. Ma il costo dell’innovazione deve restare, nella percezione degli italiani, un investimento a carico dell’azienda produttrice: il 48% dei consumatori, infatti, non accetterebbe alcun aumento di prezzo, mentre solo il 15% sarebbe disposto ad ammettere un aumento superiore al 10%. 

In conclusione, qual è la strada corretta per stimolare l’accettazione tra i consumatori del packaging innovativo? La risposta arriva analizzando i futuri user: il 65% dei futuri acquirenti ritiene indispensabile comunicare e sottolineare le differenze e le potenzialità in termini di sicurezza e contatto microbico rispetto al packaging tradizionale attraverso promozioni mirate, un fattore questo ancora più importante per i Design Lovers (69%).

Gli Osservatori di Nomisma: una fonte preziosa di dati per decifrare e comprendere la società post-Covid

Nomisma ha maturato una lunga esperienza in molteplici settori economici e propone osservatori di mercato dedicati a diverse tematiche: una fonte di dati preziosa per decifrare la società e orientare le scelte di comunicazione e marketing delle aziende, soprattutto in questa epoca di cambiamenti segnata dalla pandemia. Per monitorare le trasformazioni dovute al Covid-19, Nomisma ha realizzato l’Osservatorio The World after Lockdown, monitorando gli stati d’animo, i consumi e i desideri degli italiani durante la quarantena e nei mesi a seguire. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a osservatori@nomisma.it