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Rivoluzione Bio 2021: presentati i dati dell’Osservatorio SANA 2021 curato da Nomisma

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Le vendite alimentari Bio nel mercato italiano sono aumentate del +5% rispetto al 2020, raggiungendo un valore di 4,6 miliardi di euro. Un incremento che ha interessato tutti i canali di vendita e che certifica la crescente fiducia da parte dei consumatori, che del biologico premiano i valori di eticità e di sostenibilità ambientale, privilegiando tra i criteri di scelta l’origine italiana o ancor meglio locale delle materie prime.

Sono questi alcuni degli elementi emersi durante Rivoluzione Bio 2021, l’evento protagonista di SANA, realizzato in collaborazione con FederBio e AssoBio, il sostegno di ICE Agenzia e la segreteria tecnico-scientifica di Nomisma. Due giornate di lavoro animate dal dibattito sui temi strategici per il settore che hanno visto l’interazione di policy maker, esperti e protagonisti del settore.

La prima giornata di Rivoluzione Bio 2021 ha fotografato il settore grazie ai lavori dell’Osservatorio SANA – lo strumento che realizza il monitoraggio completo dei numeri chiave della filiera biologica (superfici, operatori, vendite domestiche, export, consumatore) – grazie agli interventi di ICE Agenzia, SINAB, ISMEA, NOMISMA arricchiti dai preziosi contributi di Naturland e Zurich.

Focus di questo articolo alcuni dei dati e degli spunti di riflessione più interessanti emersi durante il convegno, con un approfondimento specifico sull’intervento di Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence di Nomisma.

Il mercato Bio in Italia: i consumi interni concentrati nella Distribuzione Moderna, crescono soprattutto il canale Discount e l’eCommerce

Le vendite di prodotti Bio hanno registrato in soli dieci anni una crescita significativa (+133% confrontando i valori 2021 rispetto a quelli del 2011), con i consumi domestici che rappresentano il segmento più importante della fruizione di prodotti bio (con quasi 3,9 miliardi di euro di vendite e un incremento del +4% rispetto al 2020). Numeri positivi anche per i consumi fuori casa, che hanno beneficiato delle progressive riaperture della ristorazione e dei pubblici esercizi, del ritorno alla mobilità e della diminuzione dello smart working: nel 2021 si è registrato un +10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e una dimensione di poco sopra i 700 milioni di euro.

All’interno del mercato domestico la Distribuzione Moderna è il canale d’acquisto prevalente che “veicola” il 56% del totale dei consumi at home (+2% rispetto al 2020) e un valore pari a 2,2 miliardi di euro di vendite (fonte: Nielsen, anno terminante luglio 2021). Tra i canali di acquisto, segue la rete dei negozi bio specializzati (26% del totale delle vendite), con percentuali in crescita (+8% rispetto all’anno precedente) e un valore che sfiora il miliardo di euro (996 milioni di euro). Terzo posto, ma in espansione, per gli altri canali di vendita (negozi di vicinato, farmacia, parafarmacie, mercatini, GAS…) che registrano un incoraggiante +5% rispetto al 2020 e vendite per oltre 720 milioni di euro.

Esaminando più da vicino le vendite di prodotti bio in Distribuzione Moderna, il canale Iper+Super detiene la leadership del mercato con 1,4 miliardi di euro di vendite, stabile rispetto al 2020. Cresce il peso, invece, del canale Discount (205 milioni di euro; +11%), dell’eCommerce (75 milioni di euro; 67%) e degli Specialisti Drug, che nonostante rappresentino una quota marginale (2 milioni) segnano un deciso +63% rispetto allo scorso anno.

I prodotti bio nel carrello della spesa: la drogheria alimentare precede il Fresco, l’Ortofrutta e le Bevande 

È la drogheria alimentare la prima categoria per vendite a valore di prodotti Bio nel canale della Distribuzione Moderna, con un’incidenza pari al 57% del totale (fonte: Nielsen, anno terminante luglio 2021). Pasta, prodotti da forno, conserve e sughi precedono il Fresco (formaggi, salumi, yogurt, uova), fermo al 21%, l’Ortofrutta (12%), le Bevande (6%), le Carni e il Freddo (entrambe al 2%). Entrando nel dettaglio, uova, confetture e spalmabili a base frutta e bevande vegetali sono i prodotti più venduti.

L’andamento della spesa alimentare biologica evidenzia una crescita diffusa di quasi tutti i comparti sopra menzionati (Drogheria, Ortofrutta, Bevande ecc) a eccezione del Freddo e del Fresco, che segnano una flessione comunque contenuta (-0,2% il primo e -2,6% il secondo).

Sono soprattutto le Carni e la Drogheria Alimentare BIO, nella Distribuzione Moderna, a registrare una crescita maggiore del biologico rispetto all’alimentare totale, rispettivamente del +16% contro il +10% per le prime, e del +3% contro il +1% per la seconda. In linea con la crescita compatta del comparto bio le bevande (+8%) e l’ortofrutta (+5%).

L’export bio italiano cresce ancora e si avvicina agli Stati Uniti

Decisamente positive anche le performance dell’export bio Made in Italy. Nel 2021 le vendite di prodotti agroalimentari biologici sui mercati internazionali hanno toccato quota 2,98 miliardi di euro mettendo a segno un incremento del +11% rispetto al 2020, in linea con il trend dell’export agroalimentare nel suo complesso (+10% nei primi sei mesi dell’anno).

L’export bio rappresenta oggi il 6% dell’export agroalimentare italiano (che nel 2020 ha raggiunto 44,6 miliardi di euro) e ha dimensioni tali da farlo annoverare tra le più significative eccellenze del Made in Italy agroalimentare (a titolo comparativo l’export bio ha già raggiunto il 76% delle esportazioni prodotto a denominazione di origine DOP ed IGP e il 42% delle esportazioni di vino),. Riconoscimento e reputazione che hanno permesso all’Italia di piazzarsi nel 2021 al secondo posto nella classifica globale dei paesi esportatori di prodotti Bio, subito dopo gli Stati Uniti (leader con 2,91 miliardi di euro) e molto distante da tutti gli altri competitor, che non raggiungono il miliardo di euro (Spagna, Cina e Francia).

Queste informazioni sono state grazie all’indagine diretta sulle imprese – curata da Nomisma per Agenzia ICE e FederBio – approccio che consente di superare la mancanza di codici doganali che identifichino correttamente e in maniera continuativa i flussi commerciali dei nostri prodotti biologici sui mercati internazionali. Tale attività rappresentano uno degli strumenti di monitoraggio messi a disposizione dal progetto ITA.BIO – la prima piattaforma a supporto dello sviluppo strategico del biologico italiano sui mercati internazionali.

L’identikit del consumatore italiano dei prodotti bio: reddito e istruzione medio alti e figli under 12 

La crescita dei consumi domestici di prodotti agroalimentari bio riflette innanzitutto l’ampliamento della consumer base: l’89% delle famiglie italiane, infatti, nel 2021 ha avuto almeno un’occasione di acquisto di prodotti bio negli ultimi dodici mesi. Un dato estremamente rilevante se consideriamo che nel 2012 la percentuale era di poco sopra il 50%: in 9 anni il numero di famiglie acquirenti di prodotti biologici è aumentato di circa 10 milioni (da 13 a 23).

Il biologico, comunque, non è certo una moda passeggera: per il 54% delle famiglie italiane, infatti, cibo e bevande bio si consumano almeno una volta a settimana e per il 50% dei responsabili degli acquisti alimentari il biologico nel carrello è la prima scelta, specie quando si tratta di frutta e verdura fresca (26%), uova (17%) e prodotti per la colazione (13%). Fra le motivazioni d’acquisto ci sono le garanzie sulla qualità e i benefici per la salute (64%), la curiosità (57%) e il rispetto per l’ambiente (42%).

Diversi i fattori che incidono sull’interesse verso i prodotti Bio e ci permettono di identificare il profilo del frequent user Bio (54% sul totale della popolazione): in primis il reddito e il titolo di studio (la quota di consumatori abituali di prodotti bio è maggiore dove i responsabili degli acquisti hanno un reddito mensile e un titolo di studio medio-alti), seguiti dalla composizione del nucleo familiare. Dove ci sono figli, infatti – in particolare minori di 12 anni –, la percentuale di user abituali cresce fino al 62%. Non ultimo, le abitudini alimentari: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di frequent user Bio sale al 76%.

La fiducia dei consumatori verso i prodotti biologici e le principali leve d’acquisto

I numeri dall’Osservatorio SANA 2021 curato da Nomisma confermano la fiducia degli italiani per il biologico: il 52% dei consumatori si dichiara soddisfatto dell’offerta a scaffale. Nemmeno la pandemia ha modificato le abitudini d’acquisto, anzi: il 62% degli user Bio continua a comprare prodotti biologici come prima del Covid e il 25% ha addirittura aumentato la propria spesa in questa direzione, sostenuti da motivazioni ambientali, di sostenibilità e legati alla salute, con un saldo positivo del 18% rispetto a quanti, invece, hanno ridotto il valore del biologico nel proprio carrello. 

Fra i criteri di acquisto primeggia la provenienza: il 57% dichiara di comprare un prodotto Bio se gli ingredienti sono di origine italiana e il 37% se la sua provenienza è locale o a km 0.

Ma tra i motivi per cui i consumatori abituali continuano a scegliere il bio, mantengono una forte capacità attrattiva i valori etici che il Bio incorpora, primo fra tutti la sostenibilità: per il 39% di questi il rispetto delle biodiversità, del suolo, del benessere animale e il giusto compenso dei lavoratori sono buoni motivi per comprare un prodotto alimentare biologico.

L’importanza del packaging tra i fattori di successo del Bio

Fra le leve per mantenere e accrescere il successo del Bio sul mercato agroalimentare rientra con un ruolo di rilievo il packaging. Per il 69% dei consumatori la confezione dei prodotti biologici incorpora e trasmette perfettamente i valori del bio. Nel dettaglio, il pack deve essere sostenibile: riciclabile al 100% per il 28% dei consumatori, totalmente compostabile per un altro 10%. Importante, inoltre, che l’imballaggio sia fatto con materiali riciclati (11%), carta riciclata (4%) o plastica riciclata (3%). La transizione verso un packaging più sostenibile, oggetto di un’altra presentazione di Nomisma in occasione di SANA 2021 e intrapresa da molte imprese italiane del food&beverage, va dunque incontro alle esigenze e alle nuove richieste dei consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità dei propri acquisti.

Come ampliare il successo del bio? Comunicando meglio i benefici dei prodotti della filiera 

Quali sono le potenzialità del biologico? Sul mercato interno ci sono ancora ampi spazi di crescita della domanda: il consumo pro-capite annuo è pari a 60 euro, in Francia e in Germania rispettivamente 174 € e 144 € nel 2019 (Fonte: Fibl)

Per sfruttare appieno il patrimonio valoriale del biologico la comunicazione ha oggi un ruolo determinante. Maggior informazioni che devono rivolgersi innanzitutto alle nuove generazioni e devono partire dalla scuola, luogo privilegiato per trasferire l’importanza della sostenibilità (per il 24% degli intervistati) e per incrementare la consapevolezza del ruolo dei consumi alimentari per la salvaguardia del pianeta e per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

Sentita la necessità di avviare una campagna istituzionale di informazione che possa chiarire i benefici del metodo di produzione dell’agricoltura biologica per il pianeta e dei suoi prodotti per la salute e per gli aspetti nutrizionali (23%). 

Fra i valori da comunicare con più incisività i valori della tracciabilità del prodotto (per il 25%), dei benefici per la salute (24%) e delle garanzie di sicurezza sottostanti la certificazione (23%).

Dal punto di vista delle aziende, invece, le azioni più efficaci a supporto dello sviluppo del Bio nei prossimi anni dovranno mirare a stimolare la domanda e la fiducia dei consumatori (47%), sostenere l’offerta e quindi la conversione e la produzione (29%) e chiarire il contributo dell’agricoltura biologica alla sostenibilità (24%).

Gli Osservatori di mercato di Nomisma, la chiave per interpretare il presente e organizzare il futuro

Con gli Osservatori di Mercato Nomisma fornisce ad aziende e istituzioni una preziosa risorsa per leggere gli scenari evolutivi e il potenziale di mercato, oltre ad individuare le migliori strategie di business delle imprese. Proprio in questa logica si inserisce la collaborazione di Nomisma con BolognaFiere e con Osservatorio SANA, presentato in occasione degli Stati Generali del biologico celebrati a Bologna in occasione di Rivoluzione Bio 2021.

Per ulteriori informazioni, osservatori@nomisma.it