Crescono le transazioni digitali, ma diminuiscono le carte di credito attive. L’evoluzione del mercato nell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments

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Nel 2022 sono aumentate le transazioni digitali effettuate con strumenti diversi dal contante ed è cresciuto l’utilizzo delle carte di debito e delle prepagate, mentre è diminuito il numero delle carte di credito attive, a conferma di un trend decrescente iniziato tra il 2019 e il 2020. 

É quanto emerge dalla 21° Edizione dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments curato da Assofin, Ipsos e Nomisma con il contributo di CRIF. 
All’evento hanno partecipato: Cesare Colombi, Presidente Assofin; Roberta Gabrielli, Head of Marketing and Business Processes, Nomisma; Kirsten Van Toorenburg, Head of Statistics, Research and Training, Assofin; Stefania Conti, Business Development Director, Ipsos; Luca Gagliardi, Head of Visa Consulting & Analytics Italy; Raffaella Mastrofilippo, Head of Transactional Products and Payment Platforms, Intesa Sanpaolo; Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation, Compass Banca S.p.A.; Marco Valerio Lo Prete, Caporedattore Economia Tg1 Rai; Luca Dondi Dall’Orologio, Amministratore Delegato Nomisma. 

Comportamenti di spesa e modalità di pagamento degli italiani

Il 2022 è stato l’anno della ripresa definitiva dalla pandemia, con ripercussioni sorprendenti se si considera il mondo delle carte di credito. Nello specifico, i comportamenti di spesa e le modalità di pagamento dei consumatori sono diventati strutturali, con una contrazione dell’uso del contante che prosegue in modo graduale. 

Grazie alla piena ripresa delle attività e dei servizi di intrattenimento, il numero di pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante a livello nazionale è cresciuto del +16%, incremento che sale a +21% se si considerano quelli con le sole carte di debito, di credito e prepagate” – ha introdotto Roberta Gabrielli, Head of Marketing and Business Processes, Nomisma.

Carte di credito attive: sono 13.4 milioni

Nel 2022 il numero di carte di credito attive in Italia è risultato pari a 13.4 milioni con un valore delle transazioni effettuate che supera i 101 miliardi di euro a fronte di un tasso di crescita del +20%. Anche il numero delle transazioni cresce a doppia cifra, seppur con un tasso inferiore rispetto al 2021. Considerando le transazioni effettuate con carta di credito, l’Osservatorio rileva una crescita rispetto all’anno precedente, con la media transata che si attesta intorno ai 66 euro.

Carte di debito: operazioni in aumento del 25%

Nel 2022 si conferma la crescita esponenziale delle carte di debito già rilevata l’anno precedente. Rispetto al 2021 è ragguardevole anche il numero di operazioni effettuate, con un aumento del +25.1%. Un trend positivo che trova conferma anche dall’analisi degli importi complessivi delle transazioni che, nel 2022, sfiorano i 225 miliardi di euro. “Queste rilevazioni sono la testimonianza del fatto che l’utilizzo delle carte è entrato nelle abitudini quotidiane degli italiani” – ha commentato Roberta Gabrielli.

Le carte prepagate in circolazione in Italia crescono in modo contenuto ma aumenta, invece, il loro utilizzo. A trainare questo aumento è lo sviluppo dell’e-commerce, che porta il numero delle operazioni a crescere del +18.7%.

Le carte opzione/rateali: i flussi riflettono l’indebolimento delle famiglie, ma aumenta l’incidenza delle operazioni online

In un contesto di razionalizzazione del numero di carte di credito attive a sistema, quelle opzione/rateali raggiungono una quota di circa il 60%, anche se sono prevalentemente utilizzate in modalità a saldo (84% dei flussi, contro il 16% che fa riferimento a utilizzi rateizzati).

Nel 2022 i flussi complessivi movimentati dalle carte di credito opzione/rateali, a prescindere quindi dal tipo di rimborso, segnano un incremento del +16.1%. Nel secondo trimestre 2023, tuttavia, si registra un rallentamento della crescita (+7.1%), che riflette anche l’indebolimento della componente servizi della spesa delle famiglie.

I volumi rateizzati, dopo la ripresa del 2022, nei primi 6 mesi del 2023 tornano in territorio negativo (-2.5%), in un quadro di debolezza anche del credito al consumo nel suo complesso (+0.2%). Continua ad evidenziare una crescita a doppia cifra solo la componente degli instalment ovvero i finanziamenti di spese più consistenti attraverso un piano di rimborso predefinito ‘appoggiato’ sulla carta.
Con l’ulteriore espansione dell’e-commerce aumenta l’incidenza delle operazioni online
che nei primi 6 mesi del 2023 arrivano a rappresentare circa 1/4 delle transazioni complessivamente effettuate via carte opzione/rateali” – ha illustrato Roberta Gabrielli. 

La rischiosità del mercato delle carte

L’analisi della rischiosità del comparto delle carte di credito mostra una sostanziale stabilità del tasso di sofferenza delle carte a saldo, ma si osserva una riduzione per quelle rateali.

Come evidenzia l’Osservatorio, l’attuale momento di incertezza economica suggerisce di porre un’adeguata attenzione al rischio di credito. La situazione congiunturale non favorevole acuisce, infatti, le difficoltà incontrate da imprese e famiglie e genera tensioni sui principali indicatori di rischio che, al momento, permangono su posizioni contenute principalmente grazie all’attivazione di misure di sostegno al reddito.

L’analisi della domanda: crescono la spesa media mensile per le carte di credito e la frequenza di utilizzo

I dati dell’Osservatorio mostrano un trend decrescente relativamente alla diffusione delle carte a fronte di un incremento della frequenza dei pagamenti digitali rispetto al 2022, che ha riguardato sia la carta di credito sia quella di debito.

Cresce anche la spesa media mensile dichiarata per le carte di credito.
In costante aumento gli heavy user della funzionalità contactless della carta di credito, con 1/3 dei titolari che la utilizza più di 6 volte al mese. In salita anche la frequenza di utilizzo media.

“L’analisi del consumatore mette in luce che il timore per l’inflazione si sta progressivamente stemperando anche in Italia. I mesi trascorsi hanno evidenziato, però, un nuovo atteggiamento di parsimonia degli italiani, opposto all’austerità che si è sempre registrata nei periodi di crisi precedenti. Le famiglie si stanno adattando, cercando maggiormente un ribilanciamento tra quantità e qualità. Al contempo emergono nuove attese di azioni concrete anche da parte dell’Industry Finanziaria presso i consumatori. Una direzione chiave per contrastare l’inflazione è costituita dalla proposta al mercato di soluzioni innovative che vadano a ribilanciare il value for money percepito, accrescendo il valore dell’esperienza e dei prodotti e servizi utilizzati, restituendo semplificazione, gratificazione, sostenibilità e time saving. Tra queste, i pagamenti via smartphone/app, che costituiscono una delle soluzioni più innovative, registrano un’ulteriore crescita in termini di notorietà e utilizzo presso i consumatori e un bacino potenziale sempre molto consistente” – ha osservato Luca Dondi, Nomisma.

Un’ulteriore risposta che sta registrando l’interesse dei consumatori è rappresentata dall’Open Banking/Finance che consente di offrire al consumatore numerosi strumenti che favoriscono un maggiore controllo delle proprie spese e consapevolezza della propria situazione finanziaria.

Buy Now Pay Later: luci e ombre di un sistema di pagamento in forte ascesa

Tra le innovazioni più significative introdotte negli ultimi anni, l’Osservatorio dedica un focus al Buy Now Pay Later, sistema conosciuto da oltre la metà della popolazione italiana in età 18-64 anni e da 2/3 della Generazione Z.
In Italia, sebbene il metodo di pagamento online più diffuso sia ancora la carta, il BNPL registra un tasso di crescita annuo a doppia cifra e, secondo le recenti ricerche, dovrebbe raggiungere oltre 3 miliardi di euro entro il 2026. A livello globale, il BNPL ha rappresentato nel 2022 il 5% dei pagamenti. 

Nonostante la veloce ascesa, la 21° edizione dell’Osservatorio mette in luce alcuni dubbi rispetto alla proposta del BNPL come servizio stand alone, in particolare se si pensa alla sostenibilità del business in un contesto europeo caratterizzato da tassi di interesse elevati. Piuttosto, il BNPL può essere immaginato come servizio complementare da offrire in una logica di portafoglio più ampia.

Malgrado un contesto che nel 2022 ha visto il tasso di insolvenza attestarsi su livelli inferiori a quelli registrati per il credito al consumo, resta tuttavia elevata l’attenzione rispetto al tema della qualità del credito.
La stretta normativa che deriverà dall’introduzione della nuova direttiva in materia di credito ai consumatori, che pone tra i suoi principali obiettivi la tutela dei consumatori dal rischio di sovraindebitamento, imporrà ai player di mercato di adottare prassi più stringenti per valutare e garantire la sostenibilità finanziaria delle operazioni che propongono
” – ha concluso Luca Dondi in chiusura del suo intervento.

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Immagine in evidenza di: Blue Planet Studio/Shutterstock

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