Rilasciato il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024: scheda di sintesi del programma nazionale di riforma

18 aprile 2024 – Il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 si situa, come per lo scorso anno, in uno scenario economico non privo di rischi, a causa delle tensioni geopolitiche e dei conflitti in corso in Ucraina e Medio Oriente. Inoltre, questo DEF si situa in un momento molto particolare anche dal punto di vista delle politiche europee. Se, difatti, l’Europa è in procinto di rinnovare la propria assemblea elettiva e, conseguentemente, i vertici esecutivi, è altrettanto vero che si assiste a un ridisegno di grande importanza dal punto di vista della governance economica, in corso di implementazione.

Infatti, all’esito di un complesso negoziato sulla proposta della Commissione in seno all’Ecofin, la riforma delle regole è stata convenuta a livello di “trilogo” con il coinvolgimento del Parlamento europeo mentre sono ancora in atto le procedure di approvazione formale, di competenza del PE e dell’Ecofin, nonché di quelle attuative di competenza della Commissione.

Difatti, il primo passo della nuova governance economica europea, con il rinnovato Patto di Stabilità, consiste nell’invio entro il 21 giugno, da parte della Commissione europea, di una traiettoria per la definizione di un profilo temporale di crescita massima dell’aggregato di spesa netta in base al quale gli Stati devono costruire la propria pianificazione di politica economica.

Il Ministro Giorgetti ha ricordato che il Documento di economia e finanza per il 2024, approvato dal Consiglio dei ministri, è l’ultimo in questo formato, proprio a causa della riforma della governance economica europea, ancora in fase di implementazione, che prevederà per l’appunto un nuovo documento, ovvero il Piano strutturale di bilancio di medio periodo, con un orizzonte “di legislatura”. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano debba essere approvato entro il 20 settembre e, in attesa di queste tempistiche e della definizione della traiettoria di riferimento per la spesa primaria netta da parte di Bruxelles, il DEF non riporta il profilo programmatico.

Non è la prima volta che il DEF ha solo le stime tendenziali e, anche in ambito europeo, l’Italia non sarà l’unico Paese a presentare un DEF semplificato, proprio per la natura di transizione delle nuove regole europee che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025. Nel DEF si riporta quindi una stima delle c.d. politiche invariate per il prossimo triennio, all’interno delle quali risalta la priorità data al consolidamento finanziario, ma anche, tra l’altro, al taglio del cuneo fiscale e la revisione dell’IRPEF a tre aliquote, a partire dal 2025.

Principali indicatori economici

Sebbene lo scenario di crescita dell’economia mondiale e le condizioni finanziarie siano lievemente più favorevoli rispetto alla NADEF, i rischi di natura geopolitica e ambientale restano, come detto, molto elevati. Peraltro, la nostra economia si è distinta per un alto grado di resilienza a fronte di ripetuti shock e la crescita dell’occupazione è continuata anche in una fase di minore dinamismo del PIL. Pertanto, la previsione tendenziale, validata dall’UPB, prevede un tasso di crescita del PIL che si attesta, per il 2024, al +1%, mentre si prospetta pari all’1,2 nel 2025 e all’1,1 nel 2026, scendendo al +0,9% nel 2027.

La crescita del PIL sarà sostenuta, in particolare, dagli investimenti connessi al PNRR, nonché dagli interventi fiscali su richiamati (taglio del cuneo e revisione dell’IRPEF) finalizzati a sostenere il recupero del reddito reale delle famiglie.

Il sostegno al potere di acquisto ha creato una sorta di argine dopo l’impennata dell’inflazione: secondo il DEF, infatti, ha favorito una più rapida discesa del tasso di inflazione, portando la crescita dell’indice dei prezzi al consumo, a marzo 2024, appena all’1,3% in termini di variazione sui dodici mesi, quindi al di sotto della media dell’area dell’euro.

Dal lato del deficit, inoltre, al netto dell’impatto sui conti pubblici del 2023 causato dall’ulteriore aumento dei costi legati al Superbonus, le tendenze delle principali grandezze sono in linea con quelle previste lo scorso settembre nella NADEF. Pertanto, il Governo continuerà ad adottare misure volte ad intervenire sul profilo del deficit, anche mediante ulteriori revisioni della disciplina dei tax credit, al fine di ricondurlo sotto il 3% entro il 2026.

Questo profilo di discesa sul fronte del deficit potrà condurre a un abbassamento del rapporto debito/PIL, a fronte di un aumento nei prossimi due anni a causa degli ulteriori costi legati al Superbonus. Dal 2028, secondo le stime del Governo, con il venir meno degli effetti di cassa legati al Superbonus, e a seguito del miglioramento di bilancio conseguente all’adozione delle nuove regole, il rapporto debito/PIL inizierà a scendere più rapidamente.

Il Programma Nazionale di Riforma è il documento che contiene le linee di azione sottese alle linee di politica economica su evidenziate. Tale Programma, di cui si dà conto di seguito, tiene in considerazione le modifiche al PNRR derivanti dalla rinegoziazione portata avanti dal Governo e dall’introduzione del nuovo capitolo legato al RePowerEU e contiene anche un recap delle azioni adottate dal Governo in risposta alle raccomandazioni della Commissione.

Orientamenti di politica fiscale 2025 e scadenze del semestre europeo 2024

Quest’anno, a differenza del passato, la Commissione europea non ha pubblicato, all’inizio di marzo, la comunicazione che definisce gli orientamenti preliminari di politica fiscale per il 2025, poiché sono imminenti le nuove regole di governance economica. Tuttavia, le prime indicazioni provengono dalla dichiarazione dell’Eurogruppo dell’11 marzo sugli orientamenti di politica fiscale per l’intera area dell’euro per il 2025. All’interno della dichiarazione, i Ministri delle Finanze dell’area euro hanno accolto con favore l’accordo sulla nuova governance raggiunto a febbraio 2024 e si sono impegnati a garantire una sua attuazione coerente e rapida nel corso del 2024. La politica di bilancio dell’area euro nel complesso è tornata a essere moderatamente restrittiva nel 2023 e si prevede che lo sarà maggiormente nel 2024, principalmente a causa del ritiro completo delle misure temporanee introdotte negli anni precedenti per mitigare l’impatto della crisi energetica. Questa restrizione dovrebbe continuare nel 2025, anche se le previsioni della Commissione incorporano politiche fiscali degli Stati membri che non sono ancora completamente coerenti con il nuovo framework di regole. Secondo la dichiarazione dell’Eurogruppo, la stance fiscale prevista per il 2025 è considerata appropriata, anche alla luce della necessità di rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche e di sostenere il processo disinflazionistico in corso. Gli Stati membri dovranno tenere conto di queste considerazioni nella preparazione dei prossimi Piani strutturali nazionali di bilancio e delle leggi di bilancio per il 2025.

Entro il 30 aprile, gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno inviare i loro Programmi di Stabilità e Convergenza e Programmi Nazionali di Riforma. Tuttavia, l’attenzione è già rivolta principalmente ai prossimi Piani, e la Commissione ha fornito indicazioni sui contenuti minimi dei Programmi di Stabilità e Convergenza, che quest’anno sono meno dettagliati rispetto al passato. È all’interno dei Piani la Commissione si aspetta che saranno definiti gli obiettivi macroeconomici e di finanza pubblica per i prossimi anni, in coerenza con le nuove regole del PSC. Tra questi, sarà adottata la spesa primaria netta come indicatore operativo unico per valutare la politica fiscale e la sorveglianza di bilancio per i prossimi anni. Pertanto, il Documento si limiterà all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, mentre la definizione degli obiettivi programmatici sarà rinviata alla presentazione del Piano.

In maggio, la Commissione effettuerà le consuete in-depth reviews per identificare eventuali squilibri macroeconomici per i Paesi dell’UE e valutarne la gravità, mentre nel mese di maggio è prevista la pubblicazione delle Previsioni di primavera. Entro il 21 giugno, la Commissione proporrà il Pacchetto di primavera, che includerà le raccomandazioni specifiche per Paese per l’anno successivo.

Entro il 15 ottobre, i Paesi dell’area dell’euro dovranno inviare alla Commissione e all’Eurogruppo i Documenti Programmatici di Bilancio per il 2025, aggiornando le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica e fornendo dettagli sulle misure della prossima manovra di bilancio. Infine, la valutazione del Documento Programmatico di Bilancio sarà effettuata dalla Commissione con riferimento all’indicatore di spesa primaria netta, considerando le previsioni pubblicate nell’Autumn Forecast 2024 della Commissione.

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