Il Covid frena il mercato delle acque minerali Made in Italy

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Le cause: calo dell’export, chiusura del canale HORECA e stazionarietà delle vendite in GDO. Unica eccezione positiva: l’e-commerce

Secondo il Mineral Water Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato delle acque minerali, dopo una crescita che durava ininterrottamente da oltre dieci anni (+101% tra il 2010 e il 2019), le vendite oltre frontiera delle nostre acque hanno subito una battuta d’arresto dell’11% (a valori). È andata peggio al nostro diretto competitor, la Francia, che ha perso il 15% vedendo così assottigliarsi il vantaggio nei nostri confronti (111 Milioni di euro, contro i 211 di cinque anni fa). Stabili le vendite nella GDO italiana mentre esplode l’e-commerce, che raddoppia giro d’affari, ma il cui peso resta marginale.

Bologna, 25 marzo 2021 – Sebbene il giro d’affari non possa essere paragonato a quello del vino (3 miliardi di euro contro 11), il settore italiano delle acque minerali rappresenta indubbiamente una delle eccellenze del food&beverage italiano, mostrando tassi di crescita nelle vendite all’estero tra i più alti fra tutti i prodotti del Made in Italy. Secondo il Mineral Water Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al settore delle acque minerali lanciato oggi a Bologna, nel periodo pre-Covid, vale a dire 2010-2019, l’export di acque minerali italiane è praticamente raddoppiato a valore (+101%), una performance di molto superiore a quanto registrato dagli altri top prodotti dell’alimentare del Bel Paese (93% l’incremento nell’export di formaggi, 64% quello dei vini, 49% quello della pasta). Solamente il caffè ha fatto meglio, mettendo a segno un +119%.

E anche se lo scoppio della pandemia, con la chiusura del canale on-trade (Horeca) ha imposto una frenata alle vendite oltre frontiera (-11%), la battuta d’arresto è risultata inferiore a quella subita dal nostro top competitor, la Francia, che invece ha visto ridursi le esportazioni del 15%.

Una parallela contrazione che ci ha permesso di ridurre le distanze con i transalpini a 111 milioni di euro contro i 211 milioni che invece insistevano cinque anni fa. Il duello con i francesi non è quindi solo sul vino (dove ci precedono con una lunghezza di 2,5 miliardi di euro), ma anche sulle acque minerali. Ma mentre sul “nettare di Bacco” i francesi vincono in virtù di un posizionamento quasi doppio in termini di prezzo all’export (6,2 euro/litro contro i 3,6 euro dei vini fermi italiani), nel caso dell’acqua minerale siamo noi ad evidenziare un prezzo medio all’export più alto: 0,36 euro al litro contro i 0,26 euro della Francia. Ma la concorrenza alle acque italiane non parla solo francese: tra i top esportatori mondiali figurano anche paesi come la Georgia (101 milioni di euro di export nel 2020) e le Fiji (121 milioni di euro), entrambi produttori di acque minerali di qualità particolarmente apprezzate in alcuni mercati: Russia nel caso delle acque georgiane e Stati Uniti in merito al prodotto proveniente dalle Fiji. Negli ultimi anni l’Italia – grazie alla qualità delle sue acque e alla presenza di brand dalla forte notorietà e ottima percezione da parte del consumatore finale – ha performato meglio dei propri competitors stranieri, incrementando la propria quota di mercato in giro per il mondo e confermando la propria leadership in alcuni mercati. È questo, ad esempio, il caso degli USA, primo mercato al mondo per importazioni di acque (461 milioni di euro di import) – dove l’Italia detiene una market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante (89% dell’export totale italiano a valore) – e l’unico tra i top importatori ad aver registrato una crescita degli acquisti dall’estero anche nel 2020 (+6,8%). Altrove invece a causa della pandemia tutti i mercati hanno registrato una contrazione delle importazioni di settore: Germania (-4,7%), Giappone (-6,7%), UK (-18,6%).

Anche se ci si focalizza sul mercato interno la situazione non è delle più rosee. Secondo i dati NielsenIQ, partner di Nomisma nell’Osservatorio Mineral Water Monitor, il 2020 si è chiuso con una stazionarietà delle vendite in GDO in valore (-0,2%) a cui è corrisposto solo un leggero incremento sul fronte dei volumi (+1,6%). Questo trend è però il frutto di dinamiche differenti fra le diverse categorie: il Covid porta con sé una contrazione delle vendite di acque gassate e lievemente gassate (rispettivamente -1,3% e -1,5% a volume, 2020 vs 2019), mentre crescono gli acquisti da parte degli italiani di acque lisce (+1,8%) e soprattutto effervescenti naturali (+5,0%). Quest’ultime sono – tra l’altro – l’unica categoria a mettere a segno un incremento delle vendite anche in valore: +5,6%. Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la comodità di ricevere la spesa direttamente in casa hanno dato un forte impulso alle vendite online, che sono quasi raddoppiate sia in quantità (+94,5) che in volume (+92,5%) tra il 2019 e 2020, con trend positivi che hanno coinvolto tutte le categorie. Seppur il peso dell’e-commerce sul totale off-trade è raddoppiato, resta ancora marginale essendo pari ad appena il 2%. A causa delle chiusure (o limiti di orari) di bar e ristoranti, del crollo dei flussi di turistici e del diffondersi dello smart working (e dunque delle “pause pranzo” fuori ufficio) soffrono profondamente le vendite nell’Horeca, canale di riferimento soprattutto per i consumi delle acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro.

In uno scenario di mercato radicalmente mutato a causa dell’emergenza Coronavirus, diviene quindi ancor più fondamentale per le imprese del settore delle acque minerali capire come si stiano muovendo mercati e canali di riferimento e come stiano evolvendo comportamenti ed esigenze dei consumatori (formati e pack, tipologie, occasioni di consumo, prodotti competitors…) al fine di poter rimodulare correttamente le proprie strategie produttive e commerciali” dichiara Emanuele Di Faustino, Project Manager di Nomisma

Ed è in questa ottica che Nomisma ha inteso realizzare Mineral Water Monitor, l’Osservatorio sulle acque minerali per aiutare imprese ed altri operatori a comprendere in maniera approfondita e in tempo reale i cambiamenti che interessano mercato, settore e comportamenti di consumi sia a livello nazionale che internazionale. Grazie alla pluriennale e consolidata esperienza di Nomisma in tema di analisi e comprensione dei trend economici e di mercato sul settore food&beverage, alla presenza di un team di lavoro multidisciplinare, all’utilizzo di un ampio e variegato portafoglio di strumenti di market intelligence e al supporto scientifico di esperti sui diversi risvolti collegati al settore, Mineral Water Monitor si pone l’obiettivo di rappresentare per le imprese, le istituzioni e tutti gli stakeholder del settore uno strumento strategico di monitoraggio e supporto decisionale e che nei prossimi mesi si arricchirà ulteriormente di una sezione specifica dedicata al settore termale.

L’interesse per il mercato delle acque minerali non deve fare trascurare la valenza delle terme all’interno del settore terziario, quali catalizzatori di flussi turistici e strutture in grado di valorizzare i sistemi economici locali. Gli stabilimenti termali sono, tra tutti gli stakeholder, quelli potenzialmente più interessati ai servizi dell’Osservatorio, soprattutto in tale momento storico che vede il comparto termale italiana profondamente colpito – al pari di altre tipologie di turismo  –  dagli effetti della pandemia” dichiara Gianni Pecci, membro del Consiglio di Amministrazione di Nomisma. 

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