“Competenze e benessere organizzativo nella pubblica amministrazione e nelle aziende”: presentato lo studio realizzato da PIESSEPI e Nomisma con il supporto di G.I.D.P.“

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Nomisma/PIESSEPI: il nuovo scenario economico e sociale spinge le aziende verso nuovi modelli di organizzazione del lavoro.

Il 61% delle aziende ha introdotto attività di cambiamento dell’organigramma e ruoli organizzativi.

Ritorna al centro l’importanza delle soft skills e della formazione dei dipendenti


Bologna, 4 novembre 2022 – Presso la sede di Nomisma si è tenuto l’evento “Competenze e benessere organizzativo nella pubblica amministrazione e nelle aziende”, iniziativa promossa da PIESSEPI e Nomisma in collaborazione con G.I.D.P./H.R.D.A. Gruppo Intersettoriale Direttori del Personale.

Hanno preso parte ai lavori Marina Vederajme Presidente G.I.D.P., Anna Rita Borraccetti Amministratore unico PIESSEPI, Gianluca Galletti Consigliere d’Amministrazione Nomisma e Vicepresidente Emil Banca, Francesco Raphael Frieri Direttore generale Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni Regione Emilia-Romagna e Loretta Chiusoli Corporate HR Director CRIF e Silvia Zucconi Responsabile Market Intelligence di Nomisma.

Ad inizio dei lavori Nomisma ha presentato dati sullo scenario evolutivo, fondamentali a contestualizzare incertezza e intensità degli impatti su imprese e persone legati prima alla pandemia poi alla crisi legata al conflitto in corso.

L’evento è stata poi l’occasione per analizzare i risultati di un’indagine – realizzata da Piessepi e Nomisma con il supporto di G.I.D.P. – sui responsabili delle risorse umane appartenenti ad un panel di imprese leader italiane che ha valutato intercorsi negli ultimi 24 mesi in relazione all’organizzazione, alle iniziative a favore del benessere organizzativo e per la valorizzazione delle competenze digitali.

IL PUNTO DI PARTENZA: IL CONTESTO CONGIUNTURALE E L’IMPATTO SULLE IMPRESE

L’attuale andamento congiunturale è connotato da un clima di incertezza dato dalle estreme tensioni e incertezze generate dall’invasione russa in Ucraina, dalle pressioni sui prezzi di varie commodity e dai colli di bottiglia in alcune catene di fornitura globali. Tensioni che impattano sulla crescita dell’economia italiana: secondo lo scenario base l’andamento del PIL italiano nel 2023 prevede una crescita nulla rispetto al 2022 che prevede un incremento annuo del +3,4%, già più che acquisito a metà anno.

D’altra parte, secondo lo scenario avverso (ipotesi che il conflitto si estenda fino a Dicembre 2022) è prevista una decrescita  negativa nell’economia italiana per il 2023 (-2,0%).

In questo scenario deteriorato, le aziende stanno subendo in maniera trasversale l’impatto dell’inflazione spinta dal caro-energia, con un aumento della bolletta energetica che si attesta pari a 110 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno. Anche i consumi risentono della spinta inflattiva con una perdita di potere di acquisto delle famiglie italiane pari a 2300 euro.

MAPPATURA DELLE COMPETENZE

  • L’indagine realizzata da Piessepi e Nomisma con il supporto di G.I.D.P. ha evidenziato come la pandemia, l’attuale congiuntura e le sue ricadute sulla società hanno – inevitabilmente – modificato l’approccio delle aziende italiane verso la definizione di nuovi modelli di organizzazione e di lavoro. Il 61% delle aziende coinvolte nell’indagine afferma di aver introdotto attività di cambiamento, sviluppo o revisione su organigramma e ruoli organizzativi, il 44% su sistemi informativi e più di un terzo ha modificato processi, procedure e competenze.
  • La survey ha evidenziato che le aziende private sono più propense ad introdurre elementi di revisione rispetto all’organizzazione ma gli elementi di trasformazione che si sono resi necessari post-Covid hanno riguardato anche gli enti pubblici che non sono rimasti estranei da questa spinta di cambiamento. Tra gli elementi che hanno limitato il raggiungimento degli obiettivi, un terzo degli HR dichiara la scarsa quantità di risorse umane dedicate per lo sviluppo delle attività, il 26% afferma di aver riscontrato problemi nella comunicazione e 1 HR su 4 ha percepito difficoltà nello sviluppo dell’organizzazione e nella gestione delle persone. 
  • Inoltre, lo scenario che si prospetta ha rimesso al centro l’importanza delle soft skills e della formazione dei dipendenti. Quasi la metà delle aziende coinvolte dichiara di aver effettuato attività di formazione tecnica negli ultimi 24 mesi, il 42% ha svolto attività di formazione delle soft skill e il 23% ha intrapreso percorsi di coaching individuali che supportano le persone nella loro fase di crescita. Gli aspetti principali che hanno limitato lo sviluppo di tali attività sono stati: scarsa quantità di risorse umane dedicate (32%), budget economico a disposizione (22%) e sviluppo dell’organizzazione e gestione delle persone (20%).

WELLBEING E SMART WORKING

  • Il Covid- 19 ha rappresentato una minaccia per la salute e l’integrità fisica delle persone, portando ancora di più il tema del benessere dei dipendenti sotto la lente d’ingrandimento dei datori di lavoro. È emersa l’esigenza di uno stile di leadership che promuova e valorizzi la «libertà» delle persone e maggiore flessibilità sul lavoro. Più della metà delle aziende intervistate dichiara di aver concesso lo smart working ai propri dipendenti, il 41% di aver intrapreso iniziative volte alla sicurezza e salute dei dipendenti sul luogo di lavoro e più di un terzo ha fornito servizi di welfare aziendale ai lavoratori. I principali ostacoli allo smart working per circa un terzo dei responsabili HR sono stati legati alla tipologia di ruolo o mansione, per il 29% alla scarsa capacità del management di gestire i collaboratori e per il 24% a limitate competenze personali in materia di organizzazione del lavoro. Nel complesso, tuttavia 8 responsabili HR su 10 sono  oggi soddisfatti delle attività avviate per il miglioramento del benessere organizzativo dei dipendenti.

DIGITAL TRASFORMATION E COMPETENZE DIGITALI

  • Oggi le aziende sono investite dalla Digital Trasformation e devono adeguarsi all’integrazione delle tecnologie digitali in tutte le aree aziendali.  Dall’indagine emerge come circa un terzo delle aziende coinvolte afferma di aver effettuato attività di formazione sull’uso di softwares interni specifici, il 21% di aver effettuato corsi di formazione tecnica relativi all’utilizzo dei principali pacchetti base e il 17% di aver adottato nuovi sistemi ERP per gestire le attività quotidiane di business come contabilità, project management, gestione del rischio e operazioni legate alla supply chain. Tra le principali difficoltà riscontrate dalle aziende nella gestione delle iniziative volte al miglioramento delle competenze digitali vi sono: la quantità di risorse umane dedicate (28%), le tempistiche del progetto (24%) e la gestione dell’organizzazione e delle risorse umane (22%). 

“L’indagine definisce quanto le risorse umane siano oggi un asset imprescindibile per supportare performance e competitività di aziende ed enti pubblici. La pandemia e l’attuale scenario congiunturale hanno impresso una forte accelerazione alla digitalizzazione in molte funzioni organizzative, dove lo smart working rappresenta solo un esempio del cambiamento. La revisione dei processi, delle procedure e dell’organizzazione hanno comportato l’attivazione di nuovi modelli di lavoro e di gestione delle risorse umane dove il benessere organizzativo rappresenta un elemento cruciale del cambiamento.In questa fase di profonda trasformazione, si è accentuata la complessità di reperire nuovo personale soprattutto se con competenze tecniche. La presenza di un manager dedicato alle risorse umane rappresenta un elemento distintivo della competitività nonostante oggi la presenza di una figura sia ancora limitata ad un cluster di aziende molto ridotto”, ha sottolineato Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence Nomisma.

“Lo studio conferma il ruolo centrale degli Hr manager chiamati ad accompagnare le persone ad affrontare i cambiamenti organizzativi nelle aziende attraverso la formazione, il coaching e la ridefinizione dei tempi e degli spazi di lavoro”, ha sottolineato Marina Verderajme, Presidente G.I.D.P.

“I risultati della survey confermano quanto osservo ogni giorno sia nel pubblico che nel privato. Il Covid ha forzato alcuni cambiamenti ponendo, in maniera più decisa rispetto al passato, sul tavolo di ogni organizzazione tematiche come la digitalizzazione e il benessere dei lavoratori. Anche la pubblica amministrazione, seppur con qualche rigidità in più, ha fatto importanti passi avanti negli ultimi due anni. Purtroppo, però, la crisi economica che abbiamo davanti impone di cambiare passo, un salto di qualità che sarà possibile solo investendo in formazione, upskilling e reskilling”, afferma Anna Rita Borraccetti, Amministratore unico Piessepi.

Ufficio stampa Nomisma

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